Umiliati per tutta la terra

Il bello di avere un rapporto erotico con la Bibbia è che non ci si annoia mai. Come un’amante raffinata la mia Bibbia inventa sempre nuovi modi di stupirmi e procurarmi nuove emozioni e così versetti frequentati ogni settimana che credevo ormai posseduti, d’improvviso balzano in evidenza e colpiscono con una intensità sconosciuta.

E’ il caso del cantico di Dn. 3, che nelle lodi mattutine oggi mi ha gridato: “ora siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati“. Come non pensare a tutto ciò che la cronaca impietosa ci sbatte sotto gli occhi in questo tempo? A partire dai dolorosi casi di pedofilia dei miei confratelli, passando per il parroco di Dubrovnik che ha ucciso (a mani nude!) un assessore del suo paese, fino alla melma che esce dagli appartamenti privati del S. Padre. Davvero siamo umiliati per tutta la terra! Davvero siamo diventati lo scherno di ogni uomo! E quanto è più dolorosa la consapevolezza di questo se accompagnata all’altra consapevolezza, quella del dono ricevuto, della Grazia immeritata che ci eleva fino a Dio stesso!

E non posso chiamarmi fuori, non posso dire “io sono diverso, guardate a me, che sono un buon prete!”. Per due ragioni: innanzitutto perché non sono affatto un buon prete, il fatto che i miei peccati non siamo mai venuti allo scoperto è mera fortuna e poi perché anche ammesso di aver fatto cose meno terribili di questi miei fratelli non è stato certo per merito mio. Come diceva padre Brown, so benissimo che in me c’è un potenziale assassino e se finora ho saputo controllarlo non è certo per bravura, ma perché il Signore ha pietà del suo popolo.

Sì, è per causa dei nostri peccati che siamo umiliati dappertutto e se da una parte capisco il fastidio e l’irritazione di tanti cristiani che vorrebbero difendersi e dall’altra so bene che ci sono menti diabolicamente astute che in queste debolezze affondano il coltello per screditarci sempre più, non posso però non proseguire la lettura del cantico e proclamare con Daniele: “Potessimo essere accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato… tale sia oggi davanti a Te il nostro sacrificio”.

Sì, abbiamo bisogno di contrizione, di vergognarci, di presentarci davanti a Dio nella nostra umiliazione. Niente atteggiamenti difensivi, niente chiamate di correità, niente scappatoie furbastre: noi, proprio noi, abbiamo peccato, noi, proprio noi, siamo stati servi indegni, noi, proprio noi, a cui era stato affidato il Tesoro Prezioso lo abbiamo speso in prostitute e mercanteggiamenti.

Solo la contrizione ci salverà, solo una radicale rinuncia a tutto ciò che è potere, solo la scelta di un servizio sempre più profondo e autentico, solo una vera conversione ci può restituire la gioia del ministero, la bellezza di essere servi dell’amore. Solo presentandoci nudi davanti a Dio e con il capo cosparso di cenere potremo ritrovare la freschezza delle origini.

Davanti a Dio, però, non davanti agli uomini, ché davanti agli uomini anzi continuerò a cantare, con il cuore straziato e lo Spirito pieno comunque di lode per il Dio che solo mi salva, ci salva, salva la Chiesa e il mondo intero, perché “non c’è delusione per coloro che cercano il Tuo volto“, Lui deve crescere ed io diminuire! Davanti agli uomini parlerò senza paura perché non è di me stesso che parlo, ma del mio Salvatore non è per me stesso che chiedo, ma per i poveri e non è nessun altro che ammonisco se non me stesso.

Nel suo primo discorso pubblico da Papa il Santo Padre ricordava la sua insufficienza: come è clamorosamente, drammaticamente, diventata evidente questa insufficienza, non solo nel Santo Padre (che anzi, sembra il solo a conservare un pò di dignità), ma in tutta la Chiesa. Le lacrime, tante lacrime, mi sembrano in questo momento la sola via perché la Sposa di Cristo possa tornare a gioire.

Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto

3 commenti

Archiviato in Attualità, Bibbia

3 risposte a “Umiliati per tutta la terra

  1. Come faremo se i nostri pastori mostrano le loro debolezze?Oggi piu’ che mai cerchiamo esempi edificanti…la lettera è coraggiosa e sincera ma Cristo chiede di imitarlo a noi ma ancor piu’ ai suoi ministri consacrati…che Dio ci aiuti se no … perderemo quel dono meraviglioso che è la Fede…

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    • 61Angeloextralarge

      Vicky: ho iniziato a camminare nella fede solo quando ho capito che non dovevo guardare ai peccati della Chiesa, dei sacerdoti, di chi “va in chiesa”, ma pensare solo ai miei, non come menefreghismo verso quello che succede nella/alla Chiesa, ma come conoscenza profonda che tutti siamo limitati ed umani. Ho capito che il Signore non avrebbe chiesta a me di giudicare ma che Lui avrebbe giudicato me, oltre agli altri… quindi non potevo trovare attenuanti alle mie mancanze. Già Adamo ed Eva avevano fatto il gioco dello scaricabarile e non potevo (e non posso) farlo anche io. ;-)

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  2. Anche se questo scritto è del duemiladodici,voglio comunque dire che è veramente bello
    “Io cambierò il loro lutto in gioia ,
    li consolerò e li renderò felici,senza afflizioni.
    Sazierò di delizie l’anima dei sacerdoti
    e il mio popolo abbonderà dei miei beni” (Lodi)

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