Dopo venticinque anni ancora volo!

Come primo articolo di questo blog che risorge a nuova vita ho pensato di ripubblicare una cosa che scrissi due anni fa per FB, dopo la Messa Crismale in S. Pietro

 

Vultis olim factas promissiones renovare? (vuoi rinnovare le promesse fatte un tempo?) Mi ha chiesto il Santo Padre nel giorno di Giovedì Santo (a me e ad altri duemila) e come ogni anno ho risposto: “Volo!” (voglio). Quest’anno però ho prestato un po’ più di attenzione del solito alla formula e me ne sono lasciato interrogare. Chissà se vi fa piacere leggere le riflessioni suscitate in me da questa ennesima promessa.

Volete unirvi intimamente e conformarvi al nostro Signore Gesù? Questa la prima domanda. E già c’è di che far tremare le vene e i polsi. Si perché un conto è far queste promesse a 27 anni sulla spinta dell’innamoramento e dell’entusiasmo e tutt’altro è rifarla dopo 23 anni di vita sacerdotale, quando il confronto su come questi anni sono trascorsi appare inevitabile.

Non spetta a me dire se sono riuscito o no ad assomigliare al mio maestro, a conformarmi a lui. Ma sull’unirmi intimamente si, più intimamente di qualsiasi cosa, più intimamente di chiunque altro, fino a rinunciare ad ogni altra intimità, fino a poter dire con il mio Agostino che Lui è diventato “intimiori intimi mei” (più intimo a me di me stesso). Dopo tanti anni è ancora il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera, è ancora l’ospite silenzioso della mia solitudine, il compagno di lunghe veglie notturne e di sfiancanti battaglie diurne, l’amico e il confidente, la mia gioia e la mia speranza.

Davvero per Lui ho egometipsum abrenuntiatum (rinunciato a me stesso, nel brutto latino medioevale della formula liturgica)? E’ vero, ho gettato una vita, una sicura carriera, una fidanzata e che altro? Ma quelle sono rinunce facili, che si fanno di un lampo, ma quanto è più gravosa la rinuncia quotidiana al’affermazione di sé… quando penso alla mia vanità allora le mie certezze in questo campo si fanno scivolose, e vedo rientrare dalla finestra onori e privilegi che credevo di aver cacciato dalla porta.

Vanità e pigrizia, i miei vecchi nemici… devo stare attento a non guardarli con l’affetto che nasce dalla consuetudine. Sono così tante le volte che ci siamo affrontati che ne conosco ogni astuzia ogni inganno, così come loro conoscono ogni punto debole e sanno bene come e dove colpire per far male davvero. Per fortuna in questa lotta non sono solo e loro non sanno giocare di squadra, anzi tendono ad annullarsi l’un l’altro.

A volte mi figuro il combattimento spirituale come una partita di beach volley, il mio compagno è un grande schiacciatore, tutto sta ad alzargli la palla nella maniera giusta e il punto è sicuro! I problemi vengono quando sto in ricezione, allora è facile che mi disunisca e prendo bordate micidiali a cui inevitabilmente segue un contrattacco fiacco. Divagazioni fantasiose… forse guardo troppa TV.

Tornando alle mie promesse ieri sera mi si è poi presentata subito l’occasione di confermarle. Il rito della messa “in coena domini” prevede la cosiddetta lavanda dei piedi e quel momento è stato ancora più forte, era la riconferma, in un gesto anziché in parole, della promessa fatta al mattino.
Lavare i piedi ai miei parrocchiani è stato come dire loro “sono pronto a morire per voi”. Eppure ognuno di loro avrebbe potuto smentirmi in un lampo. Sono state così tante le volte che sono stato indisponente, sordo, cieco… come ho sentito su di me il peso del ridicolo, inevitabile contrappeso del sublime, in quel momento.

Maestro mio, abbi pietà di me e della mia presunzione di sedere al tuo posto.

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5 commenti

Archiviato in Vita da prete

5 risposte a “Dopo venticinque anni ancora volo!

  1. angelina

    Lui è diventato “intimiori intimi mei” …………..
    Intimità. L’intimità accolta come dono, scelta come stile di vita e vissuta come risposta d’amore ad un Dio che ci ama infinitamente, in breve la struttura mentale sponsale, costruisce la Chiesa. C. A. Gallagher: “la Chiesa è la comunità di persone che vivendo in intimità tra loro, vivono l’intimità con il Dio trinitario.”
    Caro don Fabio, auguri per questo nuovo inizio.

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  2. Poi si tornò all’etterna fontana.

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