Pregare fuoripista

Voglio prolungare la metafora dell’amico Cyrano, che qualche giorno fa paragonava la vita cristiana ad uno slalom tra i paletti costituiti da dogmi e precetti, parlando di una categoria che lui nomina appena, quella di chi fa sci estremo, i fuoripista. Quelli che amano così tanto che non hanno più bisogno di una legge che dica loro che cosa fare, che cosa dire. I San giovanni della Croce, le Sante Teresine, non per nulla prima sospettati dal S. Uffizio e poi riconosciuti come dottori della Chiesa.

Il fatto è che il mistico è di un’altra razza, è uno che non ha bisogno di credere in Dio, perché lo vede, è uno che la pista la sente, la intuisce anche se nessuno gliela ha tracciata. Intendiamoci, non come se la vedesse scritta nella neve in segni fosforescenti dalla cima fino alla valle, ma come uno che al contrario ad ogni svolta vede soltanto la svolta successiva eppure si fida e scende come un sasso perché sa che la Montagna non lo tradirà e dove non sembra esserci alcun sentiero una strada si aprirà all’improvviso.

Il mistico non è un superman e non è nemmeno uno di quegli antipatici saccenti sciatori che li vedi sempre discutere di piste e di passi e di posizioni al bar del rifugio e mai, mai che una volta tu li veda sulle vette a prendersi il vento in faccia e ad osare di tracciar qualcosa di veramente nuovo.

Però il mistico non è uno sciatore della domenica, non è uno che si avventura fuori pista come un incosciente, ma prima di farlo ha provato e riprovato tra le porte e i paletti fino alla nausea, fino a farsi entrare quelle porte e paletti nell’anima e nel cuore, fino a comprenderne il perché e il percome e a farli diventare carne della sua carne. Questo distingue il mistico dal teologastro e dal new-ager. Il mistico non rifiuta il dogma, non detesta la legge, al contrario la ama. La ama così tanto da averla interiorizzata, tanto da non aver quasi più bisogno di una legge scritta, perché il suo cuore è così vicino al cuore di Dio da poter essere legge a se stesso e nemmeno volendo potrebbe allontanarsi dai dogmi, non più di quanto potrebbe cambiare il colore dei suoi occhi o le impronte digitali.

Ma mistici non ci si improvvisa, e questo è uno dei grandi mali della Chiesa del nostro tempo, che accanto a pochi mistici veri (anche laici, penso a Chiara Lubich o Jean Vanier ad esempio) vede tanti, tantissimi, che senza aver mai davvero rischiato, senza aver mai davvero messo il naso fuori dal rifugio si atteggiano a grandi sci-alpinisti e cantano le gioie della preghiera estrema, della spiritualità estrema, senza spiegare però che quell’estremo (appunto perché estremo e quindi al limite, al confine) lo si raggiunge solo dopo anni di paziente lavoro su di sé, di fatica tra le porte a limar centesimi di secondo ad ogni passaggio, per saper scegliere sempre la traiettoria più sicura e più veloce.

Anche nella preghiera vorremmo applicare la legge del mercato: massimo risultato con il minimo sforzo, ma non è così che funziona! La preghiera è arte e come ogni arte domanda paziente esercizio, la preghiera è amore e come ogni amore domanda lunghe ore di silenzioso cuore a cuore. Pregare è nascere e non c’è nascita senza gestazione (oppure c’è: si chiama aborto). Pregare è crescere e non c’è crescita senza una regola (oppure c’è: si chiama tumore). Pregare è conoscere e non c’è conoscenza senza realtà (oppure c’è: si chiama delirio).

E poi nessuno si azzarda a fare sci alpinismo senza una guida, senza uno che mostri le tecniche e conosca il territorio, in una parola senza un maestro. Sì, è una parola ormai vecchia: “maestro” eppure non c’è alcun progresso nello Spirito senza un maestro che ci guidi e ci accompagni e non solo all’inizio del cammino. Se perfino il Papa ha bisogno di un confessore vuol dire che nessuno può esser giudice di se stesso e dunque nessuno può esser certo della via.

Ecco il segreto cristiano: lo sci alpinismo non si fa mai da soli! Solo una com-pagnia (qualcuno con cui dividere il pane: pane della Parola, pane eucaristico, pane della carità) mi garantisce dal non prendere lucciole per lanterne.

2 commenti

Archiviato in Spiritualità

2 risposte a “Pregare fuoripista

  1. 61Angeloextralarge

    Ommamma! Questo me lo porto in Cappellina! Che post!
    Smack!😉

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