Il più grande manager di tutti i tempi

Mauro era il manager di una grande azienda. Non lo conoscevo a quel tempo e quindi non so immaginare come fosse in ufficio, ma posso farmene un’idea, certi tratti del carattere restano immutabili e quindi immagino che anche nella sua attività portasse quelle caratteristiche di dolcezza e di positività che io gli ho conosciuto dopo.

Probabilmente sono state proprio queste a costargli il posto, sì perché Mauro si trovò coinvolto in un caso di tangentopoli, non era un pesce grosso e si trovò invischiato più per dabbenaggine, io credo, che per una colpevolezza vera, fatto sta che alla fine restò con il cerino in mano. E pagò per tutti. In silenzio come era suo stile.

In un colpo solo perse amici e lavoro. Gli restava solo il Signore. Cadde in una profonda depressione e passava ore in Chiesa davanti al Santissimo Sacramento. E in quelle ore e in quei silenzi lentamente il Signore lo ricostruiva, ma su basi nuove. Gli restituiva autostima, la consapevolezza del proprio valore, della propria dignità.

Finché un giorno mi sentì parlare della parabola dei talenti, mi sentì dire che dobbiamo mettere a disposizione di Dio le nostre capacità. Venne da me allora e mi disse: “Uno come me cosa può fare per Dio?” ed io: “Che cosa sai fare?” e lui “organizzare, l’ho fatto per tutta la vita, è l’unica cosa che so far bene” e allora io: “perfetto; se c’è una cosa che serve alle missioni sono dei bravi manager, gente che sappia organizzare il lavoro e le risorse in modo che non vadano disperse”.

Allora Mauro tornò davanti al Santissimo, ancora ore e ore in silenzio a pregare, finché non si imbattè nell’episodio della moltiplicazione dei pani e allora capì che, se sapeva tirare fuori da cinque pani di che sfamare cinquemila persone, Gesù era il più grande manager di tutti i tempi. Volle allora imparare questo nuovo stile di managerialità, basato sulla condivisione e sulla provvidenza.

Nacque così Bethsaida (dal nome del luogo dove Gesù compì quel miracolo), una onlus che oggi è presente in cinque paesi africani con moltissime iniziative, una vera moltiplicazione prodigiosa di risorse. Da Gesù-manager Mauro aveva imparato ad abolire la parola impossibile dal vocabolario, aveva imparato a trasformare in pane qualsiasi cosa, dove altri vedevano ostacoli lui vedeva opportunità, dove vedevano sogni lui vedeva progetti, dove vedevano morte lui faceva fiorire la vita.

Ho avuto la gioia di celebrare il suo funerale due anni fa (e dico la gioia, perché sono certo che ora è nell’amore) e so che anche ora continua instancabile a trasformare sogni in progetti, perché, come diceva sempre, l’impossibile non esiste.

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2 commenti

Archiviato in Piccole storie nobili

2 risposte a “Il più grande manager di tutti i tempi

  1. 61Angeloeztralarge

    Grazie!

    Mi piace

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