Mattutino

Questa estate ho preso l’abitudine di approfittare del fresco del mattino per pregare l’ufficio passeggiando per le vie ancora deserte e semibuie del quartiere. È un’esperienza spiritualmente molto bella, mi sento come un Romeo sotto le finestre della sua Giulietta, che canta per svegliarla e indurla ad affacciarsi, anche se la mia Giulietta non è certo di carne ed ossa, è semmai allo Spirito Santo che vive nei miei parrocchiani che faccio la serenata.

Quanta bellezza segreta c’è nel mondo, anche in un quartiere centrale di una metropoli! Al mattino presto è ancora tutta lì, a disposizione per chi ha voglia di fermarsi a raccoglierla. Quanto appare risibile e sciocco il nostro agitarsi dal punto di vista degli alberi nel parco baciati dall’aurora o degli uccelli che si svegliano festosi!

Tutto canta, tutto loda Dio, o lo farebbe se avesse voce, e allora eccomi qui, maggiordomo dell’universo, a prestare la mia.

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Archiviato in Spiritualità, Vita da prete

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