Per un piatto di lenticchie? No, per un resort

Ci sono notizie che, al di là della loro importanza molto relativa, acquistano all’improvviso un valore simbolico straordinario. Una di queste è certamente la notizia che la squadra di calcio del Real Madrid, per poter costruire un resort turistico-sportivo negli emirati arabi ha soppresso la croce dal suo stemma, che è sormontato dalla corona spagnola, la quale a sua volta è sormontata dalla croce.

La notizia in sé è una banalità, indubbiamente, appena a livello di gossip, però offre almeno tre ordini di riflessioni estremamente interessanti.

La prima cosa che mi viene in mente è che, almeno stando all’ottimo Tosatti, si è trattato di un caso di autocensura preventiva. Nessuno cioè ha chiesto agli spagnoli di rimuovere la croce dallo stemma, ma lo hanno fatto spontaneamente per rendere più commerciabile il brand nel mondo arabo. Ho sempre pensato che il problema della penetrazione in Europa del mondo islamico non sia nell’aggressività dei musulmani, ma piuttosto nella pochezza della nostra fede. Se in passato l’Europa ha saputo respingere la pressione islamica non è stato solo per le battaglie combattute a Vienna o Lepanto, ma soprattutto per la schiettezza e la forza della fede di alcuni giganti e di un popolo, ben diversamente da oggi, compatto e coeso intorno alla croce. Oggi accade invece che quegli spagnoli, che portano il simbolo della croce sulla corona proprio a ricordo della Reconquista, cedono senza alcuna discussione i simboli della propria fede in cambio di una presunta maggiore appetibilità di un marchio commerciale. Stando così le cose il Cristianesimo in Europa è destinato a diventare minoritario in pochi anni.

La seconda riflessione è sull’importanza dei simboli. In questo mondo sempre più smarrito e vuoto, nel plateale vuoto di cultura in cui stiamo annegando, i simboli, nella loro efficacia diretta, nella loro immediatezza quasi ancestrale, parlano al cuore delle persone in modo diretto ed attaccare i simboli significa quindi attacare la sostanza stessa molto più di qualche anno fa. Non si può cioè sminuire il valore della cosa dicendo “tanto è solo un simbolo, la verità della fede è nel cuore”. E’ vero, la croce è solo un simbolo e a nessuno verrebbe in mente di dire che è un valore irrinunciabile, ma al tempo stesso è ai simboli che si appoggerà l’uomo dubbioso e sofferente, non ai ragionamenti, e nelle crisi della vita conta assai di più una croce da poter abbracciare che un libro da leggere. Del resto è proprio perché un simbolo non è solo un simbolo che viene tolto, altrimenti che fastidio darebbe?

Le terza e più importante riflessione è che si è compiuta un’inquietante profezia di Pasolini che nel 1973 scriveva “Il futuro appartiene alla giovane borghesia che non sa più cosa farsene della Chiesa (…) il nuovo potere borghese infatti necessita nei consumatori di uno spirito totalmente pragmatico ed edonistico (…) per la religione e soprattutto per la Chiesa non c’è più spazio” (da “Scritti Corsari”, in Saggi sulla politica e la società, p. 281). Se si può così facilmente abbandonare il simbolo della fede, a dispetto si badi delle proteste di centinaia di tifosi della squadra, in cambio dell’apertura di un nuovo mercato, se si può vendere la primogenitura cristiana in cambio non di un piatto di lenticchie, ma per un resort, allora vuol dire che il potere economico ha definitivamente abbandonato la religione, anzi di più, ha totalmente e consapevolmente ucciso la sua stessa anima.

4 commenti

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4 risposte a “Per un piatto di lenticchie? No, per un resort

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  2. lidia

    Don Fabio, posso dirti che in realtà io spero tolgano la Croce pure dal simbolo in Spagna? Io penso che la croce debba stare sulle chiese, non sugli stemmi delle società di calcio.
    Ma secondo me quanto prima toglieremo la croce dai simboli dei partiti politici e dagli stemmi delle squadre di calcio tanto prima tornerà a regnare nei cuori.
    Non so, io sono molto insofferente davanti a simboli religiosi usati in attività degnissime, ma laiche. e non perché penso che la religione non debba essere elemento della vita pubblica. Ma perché penso che la croce nel calcio ce la debbano portare calciatori cristiani e onesti con la loro vita, non deve stare lì sullo stemma (peraltro su una corona, quasi a sottolineare il cattolicissimo carattere della monarchi spagnola, altro elemento che spero venga dimenticato al più presto). Sai perché, è che poi le nefandezze (se mai ci saranno) dei dirigenti del RM, o le nefandezze dei cattolicissimi re spagnoli ricadranno proprio sulla croce. e a me questo non piace, preferisco che sia la vita e non uno stemma a testimoniare della cattolicità del Real Madrid (posto che ci sia) e della vitalità del cristianesimo spagnolo.

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    • In linea di massima sono d’accordo, ma non è questo il punto.
      La croce non è lì perché il RM sia una squadra cattolica, ma perché è parte della corona di Spagna e soprattutto c’era già. Il problema non è se metterla o meno, il problema è toglierla dal momento che c’è.
      Anche io non metterei la croce su alcun simbolo politico o sportivo o qualsiasi altra cosa, ma dal momento che, per un complesso insieme di ragioni, c’è, perché toglierlo? Questo è ciò che mi infastidisce, capisci? Tanto più per le ragioni esplicitamente addotte dai dirigenti del Real…

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      • lidia

        sì capisco. A questo punto mi verrebbe da dire, toglietela per sempre ma dando buone ragioni (cioè non vogliamo mischiare religione e calcio, proprio per rispetto di quella croce); ma non toglietela ad comodum solo per essere politically correct nei confronti dei musulmani. Ma anche se facessero così, sarebbe visto come un atto di anti-cattolicità (tanto più simbolico quanto più il cattolicesimo in Spagna è oggigiorno attaccato da ogni lato), e perciò la cosa migliore è lasciarla là dov’è – sperando che non esca l’Odifreddi di turno a dire che i dirigenti del RM comprano e vendono esseri umani pagandoli miliardi mentre altri muoiono di fame alla faccia della croce sullo stemma etc etc etc. e dunque la Chiesa (e i cattolici) sono ipocriti (ragionamento faziosissimo, ovviamente, ma ogniqualvolta vedo la croce su stemmi così penso che ce la cerchiamo un po’).
        Insomma, alla fine, sarebbe stato meglio che la croce lì non ci fosse mai stata, che poi come ti muovi fai danni…
        PS: adesso ho riguardato lo stemma. alla fine la croce è minuscola, non ci avevo manco badato. Non so se dire bene, manco i musulmani e gli Odifreddi ci faranno caso e ‘sta polemica dei dirigenti è davvero idiota, o dire mah, la Croce usata come ornamento….mah.
        Vabbè, pensiamo alla Croce quella vera che è Pasqua ormai🙂

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