Vietato ai minori

Mia sorella mi ha regalato una splendida edizione del libro delle Genesi a fumetti, illustrato dal grande Robert Crumb, l’irriverente autore di “Fritz il gatto” e di tanti album e manifesti cari alla beat generation. Sulla copertina del libro è ben evidente la dicitura “si consiglia la lettura ai soli adulti”. Sospetto che sia più per il disegno vivido di Crumb, che non lascia niente all’immaginazione, ma certo nel testo stesso non mancano scene esplicite di sesso e violenza.

Del resto è così in tutta la Bibbia, che non è un libro che faccia sconti al lettore. Il male è presentato in modo esatto e forte, in tutta la sua terribilità. Non fa eccezione il mio amatissimo libro dell’Apocalisse, forse il più sanguinario della Scrittura, e non fanno eccezione i racconti della Passione, che in fondo sono la descrizione di una lunga tortura conclusasi con la morte del condannato.

Così secondo alcuni oggi, giorno in cui in tutte le chiese viene letto il racconto della Passione, dovremmo affiggere all’ingresso un bel cartello: Vietato ai minori.

A ben guardare la tentazione di nascondere lo scandalo della croce, come lo chiama S. Paolo, è presente fin dall’inizio del Cristianesimo, tanto che le più antiche eresie gnostiche sostengono che Gesù non è realmente morto sulla croce e gli stessi primi cristiani rappresentano solo di rado e malvolentieri la croce, che ai loro occhi è difficile da digerire. Queste eresie sono passate nel Corano, che quando racconta la morte di Gesù ci dice che in realtà è stato un altro a morire al posto suo. Gli stessi evangelisti raccontano la Passione di Gesù in modo molto asciutto, senza indulgere al grandguignolesco e non di rado manifestando un certo imbarazzo di fronte ai dettagli più umilianti.

Al contrario la fantasia devota dei cristiani ha voluto da un certo punto in poi sottolineare proprio queste sofferenze, non per indulgere allo spettacolo, ma piuttosto per esaltare la grandezza dell’amore che esprimono, fino ad inventare ed aggiungere al racconto evangelico degli episodi, alcuni molto poetici, come l’incontro con la Veronica e con la Madre. Oggi invece ci ritroviamo nella situazione opposta e sembra ritornare il fastidio di fronte alla rappresentazione della Passione, sia nei momenti tradizionali, come la Via Crucis, sia nei momenti liturgici, come nella Messa di oggi.

Eppure nella colletta stamattina il sacerdote a nome della Chiesa così prega: “fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione.” Ovvero: non si può partecipare alla gloria della Risurrezione senza accogliere l’insegnamento della Passione, non si può risorgere senza aver scalato il Calvario ed essere scesi nel sepolcro.

Per questo ho scelto come immagine di questo articolo l’autoritratto di Robert Crumb, perché come lui anche io “non sono qui per essere educato”, ma ovviamente per annunciare il Vangelo, cioè per dire la verità, perché senza verità sulla Passione non c’è salvezza né Risurrezione. E la verità è che Gesù dopo aver subito un processo-farsa è stato torturato al limite del sostenibile e poi scannato come un animale. Non c’è modo di girare intorno a questo dato, né di addolcirlo. La sola cosa che lo rende sopportabile è che il male non ha l’ultima parola, che il racconto non termina con la morte, ma che al contrario a quella morte segue impossibile, imprevedibile, inattesa la Risurrezione e ancor di più che quella Risurrezione apre la porta a tutti noi, così che ormai la morte non ha più l’ultima parola nella vita di nessuno.

Proprio perché Gesù è stato torturato al limite dell’umano, proprio perché è morto nel modo più crudele e sanguinario, può essere accanto ad ogni uomo torturato e moribondo, proprio perché nel momento supremo ha sperimentato la dolorosa e inaccettabile lacerazione dell’abbandono, tanto da dire (Lui stesso che era Dio!) “perché mi hai abbandonato?” nessuno più muore abbandonato e solo. Dopo che l’ha detto Gesù nessun uomo può più dire “Dio mio perché mi hai abbandonato?”, proprio perché Egli ha sentito in sé esattamente ciò che ogni uomo prova morendo.

Ancora di più, nel suo morire Gesù ci ha insegnato il valore del sacrificio, ci ha mostrato che la vita vale solo se offerta per amore, ha reso chiaro nel gesto il suo stesso insegnamento “chi vuol salvare la propria vita la perderà”.

Per questo solo chi capisce l’insegnamento della Passione può partecipare alla Gloria della Risurrezione, perché solo chi capisce la Passione capisce il mistero dell’Amore e solo chi ama risorge.

E voi vorreste privarmi di tutto questo? Con la scusa di non turbare i deboli? Andatevene nani! Io voglio giganti!

E poi se c’è una cosa di cui i bambini han bisogno sono gli eroi, indispensabili come modello di vita, come punto di riferimento nella crescita e non c’è eroismo senza sacrificio, non c’è eroe che non debba “morire” perché l’ideale trionfi e quanto più sono grandi le sofferenze dell’eroe tanto più sarà forte e redentiva la catarsi finale. Alla fine ciò che resterà nella memoria del bambino non sono le sofferenze dell’eroe, ma che l’amore ha vinto e che valeva la pena di soffrire tanto, perché la vita trionfasse.

Questo insopportabile mondo che vuol nascondere la croce è un mondo senza eroi e un mondo senza eroi è un mondo di bottegai avidi ed interessati, incapaci di amore.

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Una risposta a “Vietato ai minori

  1. Così è! Così è! Così è!

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