Il paradosso

L’essenza di ogni religione è il discepolato, nel senso che al centro di ogni religione, quale che sia, c’è l’atto di fede. E l’atto di fede prima di essere verso Dio è verso chi ce lo ha fatto conoscere. Non c’è religione dove non c’è un maestro.

Il paradosso di questo tempo borioso e vuoto è che ci si pretende religiosi, perfino mistici, senza passare attraverso l’esperienza della docilità e della sottomissione.

6 commenti

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6 risposte a “Il paradosso

  1. 61Angeloeztralarge

    “Il paradosso di questo tempo borioso e vuoto è che ci si pretende religiosi, perfino mistici, senza passare attraverso l’esperienza della docilità e della sottomissione”: colpito e affondato!
    Pure copiato!

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    • Ho scritto avendo in mente una persona precisa… ma non sei tu!😉

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      • 61Angeloeztralarge

        Non pensavo a me, anche se mi è venuta in mente una domanda da farti.
        il “colpito e affondato” è per alcune situazioni simili che conosco e che personalmente mi fanno soffrire. E’ proprio vero! Ci crediamo molto mistici, molto cristiani ma poi la fede che pratichiamo è fatta molto “su misura”.
        Torno a me: obbedienza alla Chiesa! Ok! Ma all’atto pratico come conciliare il fatto che vivo in una diocesi, per forza di cose non posso fare attualmente qualcosa di diverso (non ho un lavoro anche se non mi manca nulla perché mi adopero a tutto e anche grazie a risparmi di una vita). La mia comunità (ovviamente non residenziale) è in un’altra diocesi, quindi prediligo gli appuntamenti comunitari a quelli parrocchiali. Tra l’altro sono abbastanza legata ai problemi familiari quindi non posso fare di tutto e di più: questa è la croce che offro quotidianamente! Tu, da buon parroco, che ne pensi? La mia coscienza si mette in moto ogni volta che qualcuno mi “fa notare” che sono assente dalla vita parrocchiale. Questo mi crea una certa sofferenza, anche se passa abbastanza velocemente ma non per menefreghismo. Aggiungo che per ricaricare le pile spirituali, quando posso vado a confessarmi o alla Messa al Santuario del Patrono: ciliegina sulla torta.

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        • Prima ancora e più concretamente che obbedienza alla Chiesa (concetto che rischia sempre di rimanere un’astrazione) obbedienza a un maestro, cioè in linguaggio cristiano un padre/madre spirituale. Ne avrai certo uno, no? Non oso pensare a una consacrata che non ce l’ha😉
          Quanto alla parrocchia… io sono un parroco abbastanza sui generis, di solito infatti i parroci, diversamente da me, tendono a legare le persone a sé, e si capisce, dato che il loro primo dovere è costruire la comunità, ma la parrocchia non è la sola forma di Chiesa possibile! Quindi al tuo posto non mi farei troppi scrupoli, segui la tua comunità e stai in pace.

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          • 61Angeloextralarge

            Fin qui tutto bene! Purtroppo l’attimo di scrupolo c’è sempre, anche perché di solito c’è insistenza nei modi. La tua risposta mi conferma che sei un prete di quelli che chiamo “tosti” e questo mi piace molto. E’ quel “di solito” che mi frega. ;.) Sembra che se uno non è “parrocchiano” è fuori dalla Chiesa e questo non mi piace molto.

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