Cercasi eroi (ed eroine)

Da quando ho letto il piccolo aureo saggio di Roberto Marchesini dal titolo “quello che gli uomini non dicono” sono ossessionato dal tema dell’eroe e poiché scrivere in un blog è anche un modo per chiarire a se stessi il proprio pensiero avrete pazienza con me se per qualche giorno vi tedierò con ‘sta storia dell’eroe. L’eroe è colui che ha compreso e vissuto l’amore più grande, secondo le parole di Gesù, cioè chi è disposto a dare la vita per chi ama.

Ma già qui le cose si complicano, perché c’è un eroismo maschile ed uno femminile, schematizzando (in una sintesi mia e non di Marchesini) potrei dire che l’eroe muore per un ideale, l’eroina per i figli. Di fronte a questa tesi così apodittica il tomista che vive in me (e che mi dà tanto fastidio, come vorrei essere agostiniano al 100%) si è subito inalberato ed è partito lancia in resta a cercare i sed contra.

Così per autoconfutarmi (divagazione: autoconfutarsi può sembrare un’esercizio schizofrenico, ed invece è un segno certo di sanità mentale, purtroppo assai poco praticato… S. Tommaso prima che per le sue idee è un genio per il metodo di indagine e riflessione che ha non inventato, ma almeno portato a perfezione… per la serie Hegel mi scuce un baffo) sono andato a leggermi i diari di Mara Cagol, facilmente reperibili in rete, immaginando di trovare in lei un modello di eroina che invece di pensare a stupidaggini piccoloborghesi come i figli avesse sacrificato tutto alla causa ed invece… che sorpresa! Sotto una patina nemmeno troppo spessa di fastidiosa vernice ideologica (e di quella ideologia settantottina brutta, se non avete vissuto quegli anni difficilmente capirete) si vede benissimo la sua formazione cattolica (veniva dall’AC) e soprattutto la sua maternità sublimata… Mara combatteva non per motivi ideologici, checché ne pensasse lei, ma per esprimere la sua maternità verso gli ultimi, i diseredati…

Così proprio colei che avevo scelto come perno della mia autoconfutazione diventava una formidabile prova a favore della tesi di partenza: le donne anche quando sembrano morire per una causa in realtà è sempre per dei figli che stanno morendo, analogamente, se volete, anche la pulzella d’Orleans, l’altro esempio di eroina che mi era venuta in mente.

Intendiamoci: la cosa ha dei vantaggi. L’eroismo femminile, essendo meno ideale di quello maschile difficilmente può diventare ideologico, non ci immagineremmo mai un Torquemada femmina per esempio, però d’altra parte l’orizzonte dell’eroismo femminile rischia per questa stessa ragione di restare sempre un po’ ristretto. Sarà la scarsa propensione alla metafisica che di solito caratterizza le nostre amiche (con felici eccezioni, penso ad Edith Stein in primis), ma l’attitudine materna raramente porterà una donna a rischiare, mentre l’uomo sa che a volte se si vuole vincere tutto bisogna rischiare tutto.

Comunque l’eroe è il modello dell’uomo, guardiamo a lui per sapere come essere, per ispirarci, per imparare… ho chiesto qualche giorno fa ai miei bambini al catechismo di farmi degli esempi di personaggi che incarnassero la virtù della forza (dopo aver spiegato bene in che cosa consiste… in realtà intendevo la fortezza, ma se avessi usato questa parola sarebbe stato impossibile per loro non pensare ai castelli), sono stato felice di sentire che per almeno metà di loro il loro papà è un modello di forza… e per la verità sono stato rattristato dal fatto che per l’altra metà non lo sia, dato che per un bambino il padre dovrebbe essere l’eroe per eccellenza.

Dove sono gli eroi allora? Cosa ne abbiamo fatto? Perché ce ne siamo frettolosamente sbarazzati?

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8 commenti

Archiviato in Filosofia

8 risposte a “Cercasi eroi (ed eroine)

  1. 61Angeloextralarge

    “le donne anche quando sembrano morire per una causa in realtà è sempre per dei figli che stanno morendo”: quanto hai ragione! Noi donne siamo “mamme”, anche quando rifiutiamo la maternità fisica o spirituale che sia.
    Ma io che non ho mai avuto “eroi” da voler imitare o altro… sono “normale”? 😀 Nemmeno quando andavano di moda alla grande! E mi ci prendevano pure in giro…

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  2. Ci ho rimuginato stanotte e stamattina e mi è venuto in mente qualche “sed contra”. Salvo D’Acquisto sarà morto per il motto dell’Arma o per dei figli (come possono essere intesi, spiritualmente, i cittadini affidati alle sue cure)? E nella storia di Siena, ricca di eroine, se la maggior parte dei casi si può ricondurre a un eroismo “materno” o protettivo, ce ne sarebbe almeno una che patì morte atroce per motivi davvero ideologic (essersi rifiutata di gridare il ‘grido di guerra’ dei nemici).
    Comunque, viste le mie lacune filosofiche, mi interesserebbe soprattutto che mi spiegasse la differenza tra tomisti e agostiniani 🙂

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    • ommamma, mi inviti su un terreno minato, diciamo che nella “vulgata”, perché la verità storica è differente, in genere per approccio tomista si intende un approccio metodico, razionale, logico, basato sullo schema delle quaestiones medioevali: il videtur che pone il tema, i sed contra che lo confutano, e poi i dicendum finali che espongono la vera tesi del docente, l’approccio agostiniano invece è tradizionalmente inteso come più sentimentale e poetico, a partire dal cuore.
      Ovvio che l’opposizione non va spinta eccessivamente, se non altro perché Agostino è in assoluto l’autore più citato da Tommaso 😉

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    • P.S. Comunque ho scritto oggi un post sull’eroismo di Ulisse che pubblicherò domani e penso che da brava letterata ti piacerà… mi intriga assai questa riflessione che sto facendo sul tema dell’eroe e non intendo affatto fare affermazion conclusive, come dicevo sopra, in questo caso scrivo per chiarire le idee a me stesso

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      • Piace molto anche a me, questo tema. Ripensando alla questione del “libro che ti ha cambiato la vita” di cui in questi giorni si parlava su altri blog, mi viene il sospetto che per me sia stata una raccolta di “Miti saghe e leggende” che ebbi da bambina. Era divisa in avanti Cristo (“Dei ed eroi”) e dopo Cristo (“Gloria ai prodi”, inclusi un paio di non cristiani). Senz’altro mi ha insegnato ad ammirare le grandi imprese 😉

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  3. Pingback: Preti, cioè maschi | La fontana del villaggio

  4. 61Angeloextralarge

    L’ho “ritrovato solo stamatttina, oviamente cercando altro… 😀

    FATE DI GESU’ IL VOSTRO EROE
    “Nostro Signore Gesù Cristo, fratelli miei, è l’eroe nostro, un eroe che tutto il mondo vuole. Voi sapete come sono state scritte le fiabe: pongono un uomo di fronte al lettore e glielo mostrano generalmente bello, audace, lo chiamano il mio eroe, il nostro eroe. Le madri fanno spesso un eroe del figlio loro; le ragazze del loro innamorato, e le buone mogli del loro marito. I soldati fanno un eroe di un gran generale; un partito, del suo capo; una nazione, di ogni grande uomo che le porti gloria. Ma l’eroe è Lui, Cristo. Egli è anche l’eroe di un libro del divino Vangelo. È guerriero e conquistatore. È re dei Giudei, sebbene quando egli giunse al suo regno la sua gente non lo accolse e ora, il suo popolo avendolo respinto, noi Gentili siamo i suoi eredi. È uomo di Stato, che tracciò nel proprio sangue il Nuovo Testamento e fondò la Chiesa cattolica romana, che è infallibile. È pensatore, e ci insegnò divini misteri. È oratore e poeta, come appare dalle sue parole e parabole eloquenti. È l’eroe di tutto il mondo, il desiderio delle nazioni. Ma è, inoltre, l’eroe delle singole anime: le vergini lo seguono ovunque egli vada; i martiri lo seguono per un mare di sangue e per grandi tribolazioni; tutti i suoi servi prendono in braccio la sua croce e lo seguono. E persino coloro che non lo seguono guardano tuttavia a Lui con ardore, lo riconoscono eroe, e vorrebbero rispondere al suo appello. E questo uomo, il ritratto del quale ho tentato di tracciarvi, è, o fratelli, il vostro Dio. È stato nel passato il vostro fattore; nel futuro sarà il vostro giudice. Fatene, nel presente, il vostro eroe. Dedicate un po’ di tempo a pensare a lui, onoratelo nei vostri cuori. Potete lodarlo nel vostro lavoro o sul vostro cammino, ripetendo senza fine: gloria al corpo di Cristo nella sua bellezza, gloria al corpo di Cristo nella sua stanchezza, gloria al corpo di Cristo nella sua passione, morte e sepoltura, gloria al corpo di Cristo risorto, gloria al corpo di Cristo nel santissimo Sacramento, gloria all’anima di Cristo, gloria al suo genio e alla sua saggezza, gloria ai suoi imperscrutabili pensieri, gloria alle sue parole di salvezza; gloria al suo sacro Cuore, gloria al suo coraggio e alla sua virile umanità, gloria alla sua mitezza e alla sua misericordia, gloria a ogni battito del suo cuore, alle sue gioie, dolori, desideri, timori, gloria in ogni cosa a Gesù Cristo.” (GErald Manley Hopkins)

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