La magna charta dell’ecologia cristiana

Poiché ieri era la “giornata della terra” vi regalo un commento al “Cantico di frate sole” tratto da un libretto su S. Francesco che scrissi una decina di anni fa e oggi esauritissimo.

Come si sa, F. scrisse questo canto ormai quasi cieco, minato nel corpo da numerose malattie e nello spirito dall’incomprensione del Papa e dei suoi stessi frati a proposito della regola.

Non è senza significato che questa lode straordinaria della bellezza del mondo fu scritta da F. quando ormai quasi non poteva più goderne. Forse fu proprio questa sua infermità a purificarne lo sguardo per renderlo capace di uno slancio così alto. D’un balzo il suo spirito si eleva al di sopra del dolore e dell’angoscia, verso una purissima lode che sigilla la sua sete di comunione con Dio e con tutte le creature (Cfr. FF. 1591-1592).

È una lode cosmica che si inscrive nella grande tradizione biblica, molte espressioni richiamano infatti la struttura e l’andamento dei salmi, ma rispetto ad essi aggiunge un elemento nuovo che lo rende assolutamente unico, il Cantico infatti è sì una lode a Dio, ma contiene anche un desiderio di fraternità universale, un voler “essere uno con le cose” impensabile per la mentalità ebraica, così preoccupata di difendere la purezza del monoteismo jahvista.

Questa innovazione è la caratteristica propria dell’atteggiamento di F. verso il mondo, egli non percepisce se stesso “di fronte” alla creazione, ma “dentro”. Proprio perché fratello di ogni cosa si libera della tentazione di possederla, non c’è in lui alcuna volontà di potere o dominio sulla natura e sul mondo.

Questa unità segreta non deriva da un nostalgico ritorno ad un mitologico eden, né da una sensibilità romantica o sentimentale. Al contrario la fraternità con le cose non è per F. nel passato, ma nel presente, è un elemento da acquisire e difendere continuamente, ma soprattutto è il segreto di una vera fraternità umana, F. comprende che senza questa comunione con le cose non è possibile in realtà alcuna comunione tra gli uomini.

Per vivere una fraternità universale, senza eccezioni, occorre iniziare con l’essere fratelli di tutto ciò che vive, più ancora, di tutto ciò che esiste. Una fraternità universale con gli uomini è impossibile senza una profonda conversione nel nostro rapporto con le cose.

Per rendersene conto basta proseguire la lettura del cantico e vedere che, ultimo tra tutte le opere di Dio (e quindi in un posto di rilievo) F. loda l’uomo riconciliato, l’uomo che perdona, vera gloria del creatore, punto dove la creazione supera se stessa e la natura entra nel soprannaturale: “Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore/ e sostengono infirmitate e tribolazione./ Beati quelli che ‘l sosterranno in pace,/ ca da te Altissimo sirano coronati”.

È noto che quest’ultima strofa fu aggiunta da F. in occasione della riconciliazione tra il podestà e il vescovo di Assisi, tuttavia essa non è affatto una aggiunta occasionale al Cantico, ne rappresenta invece il completamento logico e la conclusione nello Spirito, senza di essa dobbiamo riconoscere che il cantico sarebbe tronco. La fraternità con la creazione dunque è il fondamento e il presupposto della riconciliazione tra gli uomini e trova in essa il suo frutto più maturo e il suo punto più alto.

Questo è un punto che richiede molta attenzione, già la lettera di S. Giacomo nella Bibbia nota che la causa della inimicizia tra gli uomini è la volontà di dominio, il voler possedere il mondo: “Da che cosa derivano le guerre e le liti che sono tra voi? Non vengono forse dalle passioni che combattono nelle vostre membra? Bramate e non riuscite a possedere, e uccidete; invidiate e non riuscite ad ottenere, combattete e fate guerra!” (Gc. 4,1-2).

F. riprende quasi letteralmente questo principio biblico quando dichiara al vescovo di Assisi: “è dalla ricchezza che provengono questioni e liti, e così viene impedito in molte maniere tanto l’amore di Dio quanto l’amore del prossimo. Per questo non vogliamo possedere alcun bene materiale a questo mondo.” (FF 1438)

In realtà tutto l’umanesimo moderno si fonda su un pregiudizio: la maggior parte degli uomini pensa che gli altri uomini abbiano diritto al loro rispetto ed onore in quanto uomini, però al tempo stesso ci sentiamo in diritto di abusare della Creazione, di poterla sfruttare e violentare a nostro piacimento. Stabiliamo così una distinzione radicale tra l’ambito delle persone e quello degli oggetti, quelle sacre, questi sottoposti al nostro arbitrio.

Il nostro umanesimo mostra così di essere un umanesimo del potere. Mentre desidera creare uno spazio umano, basato sul rispetto dei diritti dell’uomo, ci autorizza a lanciarci avidamente alla conquista del mondo.

Dimenticando così che l’uomo concreto non può mai essere scisso dal suo ambiente, che è una astrazione affermare di voler tutelare i diritti dell’uomo, se al tempo stesso si attenta all’ambiente in cui questi diritti devono poter essere vissuti, cioè al mondo di relazioni naturali e cosmiche in cui l’uomo concreto è inserito.

Questo è il vero fondamento di ogni ecologia cristiana.

Nel documento “per una migliore distribuzione della terra” il pont. Consiglio Iustitia et pax scrive: “la natura profonda della creazione è di essere un dono di Dio, un dono per tutti, e Dio vuole che tale rimanga. Per questo il primo imperativo rivolto da Dio all’uomo è di conservare la terra nella sua natura di dono e benedizione e di non trasformarla invece in strumento di potere o motivo di divisione” (cit. da Enchiridion Vaticanum 16, p. 1191)

Qui ritorniamo a F. Ponendosi tra le creature e non al di sopra di esse, egli inaugura un atteggiamento di un’umiltà di principio verso l’Altissimo che egli non si considera neppure degno di nominare. Questo fa di lui il vertice del creato non in quanto creatura più nobile o più potente, ma unicamente in quanto voce di ogni cosa, egli vede il suo ruolo nel mondo nel “farsi voce di ogni creatura” (Cfr. preghiera eucaristica IV prefazio), prestando ad ogni cosa creata il suo canto perché attraverso di lui, come un catalizzatore, tutto il cosmo possa rivolgere la sua lode a Dio.

Per questo l’uomo concreto è il solo pensiero di F., come abbiamo visto egli non sa pensare in astratto, non conosce che l’uomo storico, reale, vivo, inserito in un mondo di relazioni con gli altri e con il mondo.

È vero che la stessa Bibbia pone il creato a servizio dell’uomo e del resto, come abbiamo visto, F. loda le creature tanto per la loro bellezza quanto per la loro utilità. Tuttavia servizio non vuol dire abuso.

F. condanna aspramente ogni inutile crudeltà verso gli animali e ogni tipo di cupidigia che violi la natura nel suo essere santuario della lode universale. Innumerevoli volte libera gli animali che gli venivano dati in dono o che venivano catturati (Cfr. FF 1150-1153), ai frati che vanno a far legna raccomanda di non tagliare gli alberi troppo bassi, in modo che possano ricrescere.

Nulla è rifiutato, tutto è accolto nella lode, così l’umiltà di F. di fronte alle creature lo guida alla pace. Da quel momento nasce in lui una personalità nuova, ora egli può andare verso tutti veramente libero, senza difese (in un mondo che sentiva sempre più spesso l’esigenza di trincerarsi in castelli e bastioni) e senza confini.

Avendo accettato il suo posto di creatura tra le creature e di cantore della lode universale ha rinunciato radicalmente ad ogni possesso ed ha ricomposto così l’unità violata dal peccato originale, scopre allora che la creazione anziché richiudersi su se stessa “si lancia verso l’alto”, verso il suo creatore ed in lui, uomo riconciliato, il cielo e la terra si toccano.

Annunci

5 commenti

Archiviato in Poesia, Spiritualità

5 risposte a “La magna charta dell’ecologia cristiana

  1. Il mondo doveva essere ben a rischio, quando ci sono voluti un san Francesco e un san Domenico per rimetterlo in carreggiata.
    Vorrei condividere una bella e (per me) insolita immagine del primo, trovata per caso qualche minuto fa
    http://colonialart.org/archive/377a-377b/st.-francis-with-three-spheres

    Mi piace

  2. &1Angeloextralarge

    Grazie don Fabio! Da come ne parli sembra che sei uscito a mangiare spesso la pizza con lui! 😉

    Mi piace

  3. Pingback: Cantico terra | My2shoppe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...