Porte girevoli

Vi ricordate “Sliding doors”? E’ un vecchio film con Gwyneth Paltrow, una bella commedia sulla casualità (che noi chiamiamo provvidenza) e sugli incontri che cambiano la vita. In questi giorni in cui sto preparando la festa del mio 25° mi ritrovo a pensare spesso a tutte le sliding doors (porte girevoli) che nella vita ho attraversato.

In fondo tutti noi viviamo seminando pezzi in giro, pezzi di vita che rimangono indietro, sparsi qua e là. Incontri meravigliosi e poi dimenticati, persone straordinarie che ci hanno sfiorato e poi lasciato. Esperienze decisive, che si sono depositate come sedimenti in fondo al cuore e, pur dimenticate, sono il materiale di costruzione di ciò che siamo, i mattoni dell’anima. E come Pollicino disseminiamo il nostro percorso di pietruzze, tracce, milestones, che segnano il nostro percorso e poi dimentichiamo.

Deve essere così per forza, perché la nostra mente non è la mente di Dio e non siamo capaci, per dirla con Boezio, di possedere tutta la vita simultaneamente in un solo istante, e forse l’oblio dolce in cui scivola il nostro passato è necessario per preservare il cuore che ha una capacità d’amare tutto sommato limitata. Però in questa occasione del mio anniversario mi sono messo in testa di tornare indietro a cercare queste piccole pietre perdute, come rifacendo al contrario il percorso di Pollicino, ed è bellissimo vedere come legami che credevo spezzati sono ancora solidi, affetti che credevo sepolti sono ben vivi, persone che credevo mi avessero dimenticato mi ricordino invece con una gratitudine che può solo stupirmi (ed è del resto pari alla mia per loro).

Tra questi voglio raccontarvi di Rossana, reincontrata ieri su Facebook dopo quindici anni. Rossana, senza saperlo, ha avuto un ruolo importantissimo nella mia vita. Nel Settembre del ’93 sono sopravvissuto miracolosamente a un terribile incidente stradale, che ha stroncato in un lampo i primi passi di una promettente carriera accademica, aprendomi invece la via della pastorale. Dopo essere stato una ventina di giorni in coma ho passato nove mesi a letto, subendo quattro interventi di chirurgia ricostruttiva.

In quel periodo, tra le altre cose, ho sfiorato una forma bizzarra di depressione, che mi dicono essere relativamente comune nei sopravvissuti, cioè non mi importava nulla del mondo né della vita, né di nulla del resto. Sorpreso io stesso di non essere morto mi limitavo a sopravvivere senza alcun desiderio né passione, non pregavo più, non leggevo più, non ero più capace di nulla.

Mentre ero in questa sorta di limbo, accanto al mio letto mia madre aveva messo una radio sintonizzata fissa su Radio Maria, che quindi ascoltavo quindici ore al giorno, sebbene con un ascolto totalmente passivo. In quel periodo la radio trasmetteva spessissimo una canzone di Rossana, questa: SANTO SPIRITO ROSSANA GIANNELLI lentamente la dolcezza di questo canto e la sua passione vibrante fecero breccia nel muro senza finestre della mia anima, finché un giorno pensai distintamente: “se nel mondo c’è qualcuno che canta così, allora è un posto in cui vale la pena di stare”. Aggrappato a quel pensiero sono risalito dal pozzo nero in cui ero caduto e così in pochi giorni sono totalmente guarito dalla depressione. Potenza del canto (e di un canto che è preghiera)!

Dopo qualche anno ho avuto anche la gioia di conoscere personalmente Rossana e di dirle l’importanza che quel canto aveva avuto per me. Fu un incontro molto bello, tanto che lei volle anche musicare una manciata delle mie poesie. Poi ci siam persi di vista, fino a ieri quando grazie a FB ci siamo incrociati di nuovo, ma intanto il mattone era posto ben saldo nell’anima.

P.S.

Se qualcuno di voi, visto che anche voi che mi leggete fate parte di questi incontri, volesse celebrare con me il dono del sacerdozio che ho ricevuto 25 anni fa e che attraverso di me avete ricevuto anche voi, perché ogni sacerdote è un dono di Dio alla Chiesa, l’appuntamento è Mercoledì 16 Maggio alle 19.00 nella mia Parrocchia (in v.le della XVII olimpiade a Roma). Dopo la S. Messa ceneremo insieme e poi vi presenterò un’altra musicista che ha avuto un ruolo fondamentale sul mio percorso (ma questa è una sorpresa riservata a chi ci sarà)

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8 commenti

Archiviato in Piccole storie nobili, Vita da prete

8 risposte a “Porte girevoli

  1. la maestra Paola

    Ciao don Fabio! In una delle tante “porte girevoli” a me rimane un incontro con te, che si perde nella notte dei tempi, gli anni ’70 del secolo scorso, in un momento senza scelte della mia gioventù, dove il Signore e la Chiesa erano una delle indistinte possibilità.
    Eravamo forse in preparazione di un “precetto pasquale” per il liceo, Di passaggio nel corridoio della scuola, svendo saputo che “suonavo” la chitarra, tu mi hai chiesto di passare, perché così potevamo fare delle prove e la messa con i canti sarebbe stata più bella. Così mi ricordo che alle 15,30, con la mia chitarra in spalla, sul mio motorino, sono arrivata nel vecchio edificio, nella zona a confine tra la caserma della finanza e l’allora parrocchia di Stella Maris.
    Avevo detto che sarei venuta, e lo avevo fatto, Una parola data era ancora una delle cose importanti. Tu mi hai accolto, con una sorpresa ed una gratitudine che lì per lì non ho capito, ma che ora, a distanza di anni, di scelte più consapevoli e di tanto Amore di Dio che mi ha coinvolto nella Sua storia, rileggo come “…esperienze decisive, che si sono depositate come sedimenti in fondo al cuore e, pur dimenticate, sono il materiale di costruzione di ciò che siamo, i mattoni dell’anima”.
    Grazie don Fabio, celebrerò con te il tuo 25° nella comunione della preghiera, che è presenza diversa, ma ugualmente viva.
    Che il Signore porti a compimento in te l’opera Sua,
    Buontutto
    Paola Rango

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    • Grazie Paola di questa bella testimonianza.
      In efetti quel piccolo gruppo di preghiera al liceo è stata un’esperienza assolutamente straordinaria.
      Nella follia ideologica degli anni ’70, una banda di ragazzini come eravamo che senza un prete, senza un leader carismatico, senza nient’altro che la voglia di incontrarsi per parlare di Gesù si trovavano ogni mattina per la S. Messa prima della scuola e una volta alla settimana per leggere il vangelo tra le mura della scuola era un’esperienza incredibilmente profetica.
      Sai quale fu la nostra forza? Che non ci lasciammo inquadrare e strumentalizzare da nessuno. Il Signore ci diede l’umiltà per stare al nostro posto senza montarci la testa e al tempo stesso la lucidità per riconoscere quelli che cercavano di metterci sotto il loro cappello.
      Eppure che incredibile formazione abbiamo ricevuto. A distanza di trentacinque anni io ricordo te, Paola C. e Bernardo e tutti gli altri come veri giganti.
      Eravamo una banda di ragazzini pieni di ideali, ma non degli illusi, anzi, tanto è vero che tutti noi poi abbiamo lasciato il segno dovunque siamo stati, portandoci dentro il seme di quegli anni.
      Sarebbe bello se qualcuno oggi raccontasse nei dettagli quella storia incredibile, ma è passato tanto tempo… come sarebbe difficile oggi ricostruirla.
      Sarà conservata, speriamo, negli archivi di Dio, dove nulla va perduto.

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    • P.S.
      Buontutto era il saluto rituale del nostri piccolo gruppo^^ che bello che lo usi ancora!

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  2. Che bello, don Fabio!
    Ne ho avuti tantissimi di incontri e alcuni mi sono rimasti impressi anche soltanto per uno sguardo o una frase, nient’altro.
    Dalla mia infanzia e adolescenza da protestante mi ricordo la moglie del nostro pastore che lavora ininterrottamente dalla mattina presto fino a notte tardi sempre con il sorriso cordiale e tanto amore. Un giorno le chiesi da dove prendesse tutta questa energia, come faceva ad essere attiva e lei rispose: “Tutto quello che posso dare ho prima ricevuto in ginocchio”. Questa è una frase che non mi ha mai abbandonata.
    Dopo la mia conversione al Cattolicesimo ci sono talmente tante le porte girevoli, quei amici che mi sono sempre vicini e dei quali imparo anche a voltare pagina e migliorare, addirittura cambiare.
    Ho avuto davvero una vita difficile ma piena di grazia.

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  3. 61Angeloextralarge

    Grazie don Fabio per questa testimonianza e grazie anche a voi, Paola e Karin! Smack! 😀

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  4. 61Angeloextralarge

    Ops! Grazie Gesù per tutte le porte girevoli della mia vita! 😉

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