Amor è lindo (quando la pubblicità incanta)

Sono molto grato ad Angeloextralarge, che ieri mi ha mandato questo delizioso commercial pubblicitario. Sono mesi che sto riflettendo con voi sull’amore, la sessualità e l’amicizia (ieri ho provato a mettere in fila tutti gli articoli che ho scritto sull’argomento, in parte qui e in parte sul blog di Costanza e ho scoperto che sono undici in tre mesi! Chi non mi conosce potrebbe pensare che tengo una rubrica di posta del cuore per consacrati…) e questo delizioso video mi sembra condensare in un minuto tutto quello che ho cercato di dire finora.

Quindi ho pensato di farne una sorta di esegesi, per provare ad esplicitare il suo messaggio, anche se trattare l’arte in questo modo è delittuoso, e questo video nel suo piccolo E’ arte.

Anche se è evidentemente un video pubblicitario, questo piccolo capolavoro contiene diversi messaggi positivi e importanti sull’amore. Innanzitutto il primo e più chiaro: chi ama ringiovanisce. Questo è del tutto evidente a chi ne fa esperienza: amare significa mettere in movimento delle energie segrete nel centro della personalità che la risvegliano e la rendono nuovamente aperta alla vita e ricettiva.

La nostra società, nonostante le apparenze, non ama il sesso. Il sesso è a volte idolatrato e a volte represso, ma sempre in fondo temuto: eros e thanatos, amore e potere, sesso che fa rima con possesso e sembra scatenare in noi i peggiori egoismi e le competizioni più violente. Ma chi, come questa coppia, ha imparato a mettere il sesso a servizio dell’amore scopre che ne si può cavalcare l’onda come su una tavola da surf in una esaltante corsa che fa emergere tutta la bellezza e la forza della vita.

Nel film la danza dell’amore è suscitata dal vedere un gruppo di bimbi festosi, non c’è nulla di morboso, nulla di egoistico o narcisistico, è una mera celebrazione della vita. Chi sa guardare i bambini senza falsi moralismi scopre in essi l’eros nella sua forma più pura, fontale, non ancora inquinata dall’egoismo e dalla volontà di possesso. Non è vero che i bambini non hanno sesso, ce l’hanno eccome, ma è diverso da quello di noi adulti, è un sesso verginale, non ancora inquinato dalla fatica di vivere e dalla lotta contro il proprio narcisismo, l’eros dei bambini è curiosità, scoperta del mondo, danza festosa, gioco, vita sgorgante in abbondanza.

Contemplando tutto questo la donna del video invece di indulgere ad una distruttiva nostalgia autoerotica, che la rinchiuderebbe nel suo egoismo, si rivolge in modo naturale verso il suo compagno invitandolo ad una danza, perché la danza è l’immagine più perfetta della relazione, nella danza ci si abbandona ad una melodia che ci porta per mano, ci conduce senza che noi stessi sappiamo dove, ma al tempo stesso ci contiene dentro uno schema, fissa delle regole di comportamento, nella danza ognuno dei due partner si percepisce nelle mani del compagno, dipendente da lui, e si ha timore di sciupare il movimento, si intuisce che un passo goffo farebbe inciampare il partner.

Questi due comunque danzano con grande scioltezza, si vede che la loro è una relazione consolidata dall’esperienza, si conoscono bene e quindi si affidano l’uno all’altro senza alcun timore. L’amore non è il brivido adolescenziale dell’innamoramento, quello è appena la scintilla che mette in moto il motore, ma il fuoco una volta acceso si autoalimenta e quando, dopo anni passati a danzare insieme, si arriva a questo livello di conoscenza e dono reciproco davvero si sperimenta come il “secondo vino”, quello delle nozze di Cana, è migliore.

Tante persone pensano all’amore come una sorta di parabola discendente, grandi slanci all’inizio e poi un lento degradare fino a giungere in vecchiaia ad un placido tran tran, che nella migliore delle ipotesi è un quieto sopportarsi. La sfida cristiana invece e il sacramento del Matrimonio fanno decollare l’amore in uno slancio iperbolico, così che man mano che si avanza nella reciproca conoscenza di sé si scopre che il meglio deve ancora venire.

Inoltrandosi nella danza i due scoprono che l’amore li fa ringiovanire ed è degno di nota che ogni passo avanti nel ringiovanimento è provocato da un gesto dell’altro: lei si scioglie i capelli e a lui ritornano neri, lui tenta un casquet e quando si rialza lei è diventata una ragazza di vent’anni…

E’ così: è nello sguardo dell’altro che ci si rivela il nostro io più profondo. Nell’amore, come nell’amicizia, l’altro custodisce il nostro segreto, la nostra umanità più vera, e nel progredire della relazione, ad ogni passo di danza, si riscopre la vita come era nel progetto inizale del Creatore, prima del peccato originale: festa, gioia, slancio creativo. Si ritorna così giovani, anzi bambini, si moltiplicano le risorse interiori, ci si scopre più intelligenti, più forti, più vitali, perché si torna in contatto con la fonte stessa della vita.

Per poter godere in questo modo del sesso, per viverlo così, perché ci riporti all’origine della vita dobbiamo imparare a trattenerlo, dobbiamo domarlo come si doma un purosangue di razza, come si cavalca un onda possente. Questo implica la verginità, che è la capacità di trattenere il desiderio per metterlo a servizio dell’amore, in modo che venga prolungata la fase dell’attrazione reciproca, al limite per un tempo indefinito, così che possa sviluppare tutta la sua potenzialità benefica.

Nella fase iniziale dell’attrazione, quando ancora non possiede l’oggetto dell’amore, l’eros è la forza più creativa del mondo, mette in atto tutte le potenze migliori dell’uomo e della donna. La scelta della verginità, sia nella sua forma transitoria che è quella degli sposi sia nella sua forma definitiva che è quella dei consacrati, fissa il cuore in questo movimento di attrazione senza mai permettergli di diventare egoista e quindi produce nell’anima una continua fioritura, come in una primavera che non finisce mai (proprio perché non giunge mai al frutto).

Così nel video c’è un gioco di sguardi delizioso: al minuto 0:29 lui la guarda con l’evidente desiderio del possesso, ma lei, pudicamente, abbassa lo sguardo, proteggendosi. Quanto è importante in ogni relazione il pudore! E’ il senso della preziosità di noi stessi, che protegge l’io nel suo darsi verso il tu, è il limite del concedersi, la regola che mantiene la danza nella sua armonia gioiosa. Infatti lei abbassa lo sguardo, ma non si sottrae all’abbraccio, in questo modo fissa un limite, ma al tempo stesso dice che si fida di lui, che se lui rispetterà il suo pudore lei continuerà a danzare.

Più avanti, al minuto 0:47, è lei che sembra per un attimo perdere il passo della danza e suggerisce qualcosa all’orecchio di lui, in uno dei più classici gesti della seduzione femminile, forse suggerendogli di dirigersi verso la stanza da letto, e lui risponde però coprendole il volto per un attimo e nascondendosi alle sue spalle. Pur di non perdere l’armonia della danza accetta di essere per un momento separato, accetta che lei gli sia nascosta, in questo modo purifica la sua attrazione e la riconduce al centro della vita.

A questo punto i due sono pronti per dirigersi verso il letto, che non è più però l’alcova segreta, ricettacolo di torbide ed inconfessabili passioni, ma il campo da gioco di due bambini, che hanno imparato ad amarsi rispettandosi pienamente nella reciproca bellezza e verità, così che quando alla fine lei dice a lui “I’m hungry”, capisci subito che non ha “fame di lui” in quella universalmente nota metafora dell’eros che è il divorare il compagno, ma ha semmai fame di vita, di gioia, di danza, di condivisione.

Credo proprio che inserirò questo video nei miei corsi per fidanzati…

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11 commenti

Archiviato in Etica & morale, Poesia

11 risposte a “Amor è lindo (quando la pubblicità incanta)

  1. paolopugni

    grazie a te e ad Angeloextralarge!

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  2. 61Angeloextralarge

    E la carezza iniziale che lei fa sulla guancia di lui? Quella è la cosa che al momento mi tocca di più, per quella delicatezza-complicità-amore-amicizia-etc. che traspare dal gesto. Quanti anziani sanno fare queste carezze al partner di una vita?
    E poi? Sono innamorata degli anziani che ballano, che non si lasciano fermare dagli acciacchi dell’età! Uno dei miei zii camminava con il bastone e anche a fatica ma… quando c’erano feste con i parenti (matrimoni o altro) lui ballava e come ballava. mi ricordo che mi faceva volare sopra le mattonelle del ristorante! L’ultima volta che abbiamo ballato aveva 91 anni ed i 39. Poi, finito il ballo, mi toccava riaccompagnarlo al tavolino che era “cotto” ma appena ricominciava la musica… evvai!

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  3. don Fabio che meraviglia leggere questo tuo post, che ha esaltato e confermato la gioia dell’odierno nostro primo mattutino colloquio.
    A prossimo appuntamento, questa volta di persona…
    Un abbraccio

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