…mi dipingono così

Nella mia parrocchia il sultanato dei lettori è una fortezza praticamente insepugnabile. Quando non ci sono le Apostole della Vita Interiore, che per inderogabile disposizione del parroco hanno sempre la precedenza, i lettori (o meglio sarebbe dire le lettrici) si alternano nelle diverse Messe secondo un ordine di beccata non scritto, ma stabilito con rigore ferreo.

Potete quindi immaginare la mia sorpresa quando, qualche giorno fa, ho visto al momento della prima lettura Jessica Rabbit (per tutelare la sua privacy la immaginiamo con le fattezze della moglie del celebre coniglio) dondolare verso l’ambone.

Provate voi a salire i gradini del presbiterio con andatura solenne indossando un tacco 12 (e forse anche di più) e una gonna dallo spacco proibito, provate pure ad inchinarvi verso il presidente, come prescrive il rito, senza esibire tutto ciò che una generosa scollatura riesce a stento a trattenere, e avrete forse un’idea della combinazione che in effetti assai più che sexy fu irresistibilmente ridicola.

Sono momenti di panico assoluto, la capisco poverina. Per di più la comicità grottesca della situazione era tale che mentre di solito in situazioni simili sono addirittura spietato (in quattrodici anni qui al V.O. credo di aver fatto piangere più di una persona sottolineando in maniera caustica, ed a volte addirittura a lettura in corso, defaillances liturgiche di questo genere) devo confessare che non solo non sono stato capace di indossare il solito cipiglio, ma quando ho incrociato lo sguardo con quello di suor Sabina non sono proprio stato capace di trattenermi e ho cominciato a ridere in maniera più che evidente ed ho continuato per un bel pezzo, tanto che, arrivato al momento del Vangelo, ho dovuto fare un serio sforzo di autocontrollo per riuscire a leggerlo.

Era talmente evidente il motivo della mia risata che quando alla fine della Messa mi sono avvicinato a Jessica per dirle comunque qualcosa lei mi ha anticipato chiedendomi: “ma rideva di me?” Con quella frase mi ha gelato, non ho più avuto il coraggio di dirle niente, in fondo aveva dimostrato un coraggio leonino per salire sull’ambone e sfidare la situazione, e l’umiliazione pubblica, così ho stimato, era già una penitenza sufficiente.

Sono comunque andato a chiedere alla sultana dei lettori come mai Jessica avesse potuto saltare tutti i gradini della scala gerarchica ed esibirsi nella sua improvvida performance ed ho appreso così che lo aveva chiesto prima della Messa perché desiderava adempiere un voto. Anzi la storia di questo voto era talmente dolorosa che francamente mi sono vergognato delle mie preoccupazioni, pur legittime e doverose, sulla dignità della liturgia.

Come è facile giudicare dalle apparenze! Quello che appariva come un episodio di disprezzo della liturgia e di approssimazione facilona si rivelava a conti fatti come un delicatissimo e profondo atto di fede. Anche la nostra Jessica in fondo può dire, come la sua gemella più famosa, “io non sono cattiva, è che mi disegnano così”…

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4 commenti

Archiviato in Piccole storie nobili, Umorismo, Vita da prete

4 risposte a “…mi dipingono così

  1. Mario G.

    Stupendo e coraggioso questo tuo post…
    Meravigliosa ed edificante la chiusa. Grazie don Fa!!

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  2. 61Angeloextralarge

    Don Fabio! Mi autoproclamo “suocera” perché in queste occasioni, con la mia faccia come il fondoschiena, trovo spesso (perché la cerco) l’occasione di parlare alla malcapitata, ma ringrazio il Signore perchè riesce sempre a stampare sul mio viso un sorriso sincero e non il giudizio per l’inconveniente osè.
    L’ultima volta in parrocchia mi è capitato ad un funerale: con già la salma davanti all’altare, si sente un vociare in sacrestia. Una signora era andata a chiedere di leggere ad una delle donne che di solito cantano e distribuscono le Letture. Dalla mia posizione le vedevo bene e vedevo anche le.loro facce. Un’altra signora esce dalla sacrestia, mi si siede accanto e mi dice: “Povera M. …! Quella signora le ha detto che vuol leggere la Prima Lettura ed il Salmo, perché è la cugina del defunto”. Istintivamente le ho chiesto cosa avesse deciso M… Risposta? “Ha detto che per lei va bene”. Conoscendo le abitudini parrocchiali… e gli umori del sacerdote che avrebbe celebrato, mi sono un po’ preoccupata, anche perché la cugina del defunto (in nero rigoroso) indossava un top con due bretelline sottilissime, molto osè. Il caso ha voluto che questa Jessica Rabbit si sedesse di fianco a me, dall’altra parte… potevo tacere? Quando mai!
    Altro caso ha voluto che fosse lei a dirmi che avrebbe letto sia la Prima Lettura che il Salmo… quindi sono partita con una grazia straordinaria (a volte mi meraviglio della mia delicatezza, visto che normalmente sono un ippopotamo).
    Prima le ho detto che era meglio che scegliesse o l’una o l’altra, perché il lettore è una “figura” ed il “salmista” un’altra, e che in questa parrocchia si cerca di attenersi alle indicazioni liturgiche, per crescere insieme. Lei mi ha sorriso, ha capito e mi ha detto che le andava bene. Dovevi vedere gli occhi delle altre “donne”… Meravigliatissimi! Poi… le ho detto: “Fatti pretare lo scialle da E…, perché andare a leggere così è un po’ sconveniente, anche se ti capisco che è un caldo boia!”. Jessica Rabbit ha accettato anche questo: tra l’altro si è infilata lo scialle di E… e se l’è indossato per tutto il funerale.
    Alla fine della cerimonia, le “donne meravigliatissime” mi hanno detto: “Ma perché a te ti ascoltano?”. Non ho risposto! -) Mi hanno detto che ad una Messa domenicale (alla quale non posso partecipare a causa dell’orario) c’è una lettrice ultrasessantenne che va a leggere con scollature proibite: nessuno ha il coraggio di dirle di coprirsi (a quanto pare neppure il sacerdote): vorrebbero che ci parlassi io… Lasciamo fare al caso…

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  3. 61Angeloextralarge

    Carissimo don Fabio, questo post mi è risuonato dentro più volte e quindi condivido con te questa cosa: “mi dipingono così”… Mi viene da pensare a quante volte noi “dipingiamo così” gli altri, fermandoci solo all’apparenza e, viceversa, a quante volte noi veniamo “dipinti così” da altri che si fermano anche essi all’apparenza… Mi da tanta tristezza questa cosa! 😦

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