Gli occhi di un bimbo

577835_446915652059977_563214866_nVi prego di guardare questo volto, di fissarlo attentamente, di imprimervelo nella memoria del cuore. Perché, se guardate attentamente, in fondo a questi occhi vedrete Dio.

E’ lo sguardo di un uomo anziano e carico della più pesante responsabilità che si possa immaginare e che prima di prendersi questa responsabilità è stato per dodici anni a capo di una delle diocesi più difficili del mondo in una città terribile, capitale di una nazione ancora devastata dai postumi della guerra civile e della dittatura.

Eppure è lo sguardo di un bimbo, colmo di gratitudine e stupore, con un amore infinito per tutto ciò che esiste perché esiste, carico di una bontà assoluta, irrazionale, previa.

Guardate questi occhi prima di sparare idiozie saccenti ed amplificare calunnie mediatiche che vi seppelliranno di ridicolo.

Guardate questi occhi perché questi sono gli occhi di un uomo afferrato da Dio, di un uomo che non è semplicemente un uomo che prega, ma è lui stesso fatto preghiera, come diceva Tommaso da Celano del santo di cui porta il nome.

Guardate questi occhi, perché in essi c’è una capacità di compassione infinita, davvero, come recita il suo motto “miserando et eligendo”, quest’uomo ha la compassione come bussola della sua vita. Lo dimostra il suo primo atto di governo, l’esortazione ai penitenzieri di S. Maria Maggiore ad essere misericordiosi perché “questo mondo ne ha tanto bisogno”.

Sì Santo Padre, abbiamo bisogno di misericordia e perdono, più di ogni altra cosa abbiamo bisogno di perdono. Questo mondo spietato ha dimenticato la misericordia e non sa più perdonare e quindi non crede più al perdono, insegnacelo tu, con la tua vita, con il tuo sguardo, insegnaci a credere all’Amore che perdona.

Tutti hanno pensato al Francesco povero, al Francesco umile e amante dei poveri… io invece ieri sera ho subito pensato ad un altro aspetto di Francesco, alla sua ossessione per la salvezza universale, alla sua tenacia nel voler strappare al Papa l’indulgenza di Assisi, il grande perdono che da allora ogni anno si rinnova nella sua ricorrenza. Quando con gesto assolutamente irrituale ci ha dato a tutti l’indulgenza plenaria sono rimasto a bocca aperta: questa è la salvezza, così è Dio, un perdono previo e gratuito, garantito a tutti.

Insegnaci a perdonare Santo Padre, ne abbiamo tanto bisogno.

P.S.

Amici più esperti di me in liturgia mi fanno notare che l’indulgenza plenaria è implicita nella benedizione “urbi et orbi” concessa in occasione dell’elezione, quindi non si tratta affatto di un gesto irrituale. Accetto la correzione di buon grado, ma la sostanza del mio articolo non cambia 😉

9 commenti

Archiviato in Attualità, Spiritualità

9 risposte a “Gli occhi di un bimbo

  1. 61angeloextralarge

    Grazie don Fabio. Mi hai “finalmente” fatto piangere.

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  2. 61angeloextralarge

    Non possiedo nulla, ma quello che ho te lo dono:

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  3. Credo che, in poche ore di pontificato, Francesco sia già un segno di contraddizione, dimostrandosi così vero imitatore di Cristo.
    Sono già stati svelati i pensieri di molti cuori: certuni si sono immediatamente affannati a cercare la pagliuzza nel suo occhio, svelando così la trave nel loro; altri, dandogli del “distruttore della Chiesa” hanno subito ritirato in ballo Benedetto XVI e vorrebbero quasi farne un “antipapa”, dimenticando che egli stesso aveva già promesso obbedienza incondizionata al nuovo pontefice; altri ancora si sono lanciati in pronostici su future riforme e concili senza conoscere una briciola di lui.
    Personalmente ci vedo il passo successivo cui ci ha portati la Provvidenza, e che ricorda la grande Storia della Chiesa. Prima Benedetto XVI, che come San Benedetto ha consolidato le basi, con l’Anno della Fede ha ricordato a tutti noi che l’uomo è fatto per Dio, e ora Francesco che come San Francesco ci invita a uscire, ad andare per le strade ad annunciarlo.

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  4. Grazie. Articolo meraviglioso, scritto col cuore (si sente!)

    – Marinella

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  5. credo che con una fava abbia preso due “colombe dello Spirito Santo”
    perchè penso che Francesco si riferisca più a san Francesco Saverio,gesuita.
    Ma va benissimo così,due Papi,due Franceschi…e mettiamoci tantissime preghiere,vediamo di non lasciarlo solo,facciamo vedere che la Chiesa è veramente “viva”,non perchè vuole la modernità,ma perchè vuole la fede,la serietà,la pulizia,la rettitudine,l’amore per l’umanità intera.
    Da sempre la povertà ha insegnato qualcosa,ad essere uniti ed aiutarci l’uno con l’altro,ora siamo una chiesa ferita,povera,ritroviamoci tutti intorno a Cristo e chiediamo prima di tutto il dono di essere tenaci e puri nella fede.
    La chiesa è un insieme di persone unite intorno ad una croce,con tutti i nostri errori avvolti dalla misericordia di Dio.
    Preghiamo per Papa Francesco e con il Papa emerito Benedetto,preghiamo per questa Chiesa e per tutti i suoi pastori.
    Apri i nostri occhi o Santo Spirito e mostraci i nostri peccati,poi dacci la grazia di pentirci e di convertirci veramente,donaci l’orrore per il peccato,per l’egoismo e per la superbia,rendici come Gesù,umile e mite di cuore.Amen.

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    • Non c’è dubbio sul fatto che il Papa abbia scelto il nome di Francesco in onore de santo di Assisi. Il card. Dolan, raccontando sul suo blog i primi momenti del dopo elezioni, ha detto che comunicando il nome ai cardinali ha fatto esplicitamente riferimento all’Assisate e poche ore dopo in conferenza stampa il portavoce padre Lombardi lo ha ufficialmente confermato.
      Che poi in quanto gesuita lui abbia sempre come orizzonte e riferimento l’immagine xaveriana non c’è dubbio, visto che Francisco Xavier è uno dei grandi santi gesuiti, ma questo è un altro discorso

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      • Grazie allora di questa comunicazione,mi era sfuggita questa conferma di padre lombardi,anche se avevo sentito ancor prima del conclave che il prossimo Papa si sarebbe chiamato Francesco,ed un dubbietto mi era venuto….grazie don Fabio,ora lo so anche io….

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  6. Mario G.

    La tua umanità vissuta, caro don Fabio, ha generato in te – per Grazia – questa capacità di sguardo e ha saputo cogliere e descrivere un tratto piccolo ma dirompente di papa Francesco.
    Sei anche tu, con lui, nelle mie preghiere… chiedo a te di fare lo stesso.
    Con amicizia e gratitudine.

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