Del Sesso e della guerra

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Il sesso e la guerra sono le due attività più umane. Se vuoi conoscere davvero una persona devi osservarla mentre combatte o fa l’amore. Ogni distanza tra il pensiero e il corpo in quei momenti è fallimentare: per amare bisogna essere un tutt’uno, carne e spirito, e così per combattere.
Niente è più fisico della guerra e del sesso. Certo, quando ci si combatteva con asce e spade e ci si amava furtivamente nei prati umidi o ansando per sfuggire agli sguardi polizieschi dei genitori e del mondo intero di più, ma per fortuna ancora nessuno ha inventato un modo di combattere o di amare che non preveda sangue e sudore.

Niente è più fisico della guerra e del sesso, e proprio per questo niente è più spirituale, niente riguarda di più l’anima, ed un Dio che non si occupasse del sesso e della guerra non sarebbe che un pacioccone inoffensivo, un souvenir barbuto buono per qualunque ideologia e qualunque fede, se fede la si può chiamare.

Niente è più fisico del sesso e della guerra e proprio per questo non si può lasciare alla sola carne né l’una né l’altro. Non per nulla non c’è cultura, né religione, né società umana che non si sia sforzata di dettare delle regole per il sesso e per la guerra. Anzi, si potrebbe quasi dire che la società sta o cade con queste regole. Cos’altro è una società se non un codice di comportamento per regolare il sesso e la guerra?

Mi colpisce il fatto che i due eventi più significativi a cui ho assistito in questa calda estate sono proprio un tentativo di sovvertire queste regole. Cos’altro è la minacciata guerra alla Siria se non il tentativo di dichiarare abolita la regola numero uno della guerra, cioè la sussistenza del “casus belli”? E cosa altro è la lunga campagna di propaganda omosessualista in cui siamo stati impaniati se non il tentativo di dichiarare abolita la regola numero uno del sesso (che non è il piacere a scanso di equivoci, ma il dato elementare che un uomo e una donna unendosi generano la vita)?

Tra le erezioni nucleari di Obama e i proclami bellici di Scalfarotto c’è un legame che a me sembra evidente, a parte il fatto che entrambi per ora sembrano soffrire di eiaculazione precoce, ed è il tentativo di scardinare il legame tra l’anima e il corpo, di ridurre l’uomo alla sua dimensione più orizzontale.

Negando una regola che ci trascenda e ci definisca, pretendendo di darsi da sé ordine e misura, si finisce con il ridurre la vita ad un problema tecnico, senza mistero né spessore. Perfino il sesso e la guerra così diventano noiosi, una pratica da evadere in nome di non si sa più che.

Voglio una guerra che mi porti a Dio, voglio un sesso che mi parli di mistero, voglio una carne che non basti a se stessa, che sia invocazione a un Di Più. E voglio un Dio che parli alla mia carne non solo alla mia mente. Un Dio che sia nel mio sudore, nelle mie lacrime e nelle mie erezioni e non solo nei santini e nelle meditazioni. Solo così il mio corpo e la mia anima torneranno a parlarsi. Non voglio dire che non esistano altre vie alla santità, ma non sono per me. Avrò passato il mezzo secolo, ma sono ancora troppo innamorato della terra per non rifiutarmi di diventare un fantasma a forza di cercare di assomigliare agli angeli.

Per questo Obama e Scalfarotto mi fanno paura. Non per quello che minacciano, che so bene che Dio è più forte, ma perché non sono più uomini, ma fantasmi. Già perché il paradosso umano è che la carne resta carne finché è legata allo spirito e se la si svincola da ogni regola e morale cessa di essere carne, carne umana almeno, e si muta in qualcos’altro. Non animale (perché anche gli animali obbediscono ad una regola, sebbene senza saperlo), non umana… pretendendo di elevarsi al rango divino la carne si sforza di occupare uno spazio che non le appartiene e lo raggiunge solo disincarnandosi.

Una carne onnipotente non è più carne: come un sesso senza trasgressione, come una guerra combattuta con i computer. E diventa così noia mortale. Letteralmente mortale. Una noia che uccide.

11 commenti

Archiviato in Attualità, Spiritualità

11 risposte a “Del Sesso e della guerra

  1. 61Angeloextralarge

    Ho sempre pensato che fosse il gioco il momento più adatto per conoscere una persona. Ma hai perfettamente ragione. Ottima analisi.

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  2. Io passerò per bigotto, ma il sesso senza amore è di una noia mortale… non quello senza trasgressione.
    E infatti il secondo, assomiglia molto più ad un combattimento che ad una perfetta unione, combattimento (o trasgressione) per cui più d’uno o una ci ha lasciato anche “le penne”… e non metaforicamente. 😉

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    • Credo che il punto sia cosa si intende per “trasgressione”. A me sembra che senza amore il sesso non può essere trasgressivo.
      E’ l’amore che dà agli amanti l’energia, la volontà, la fantasia per cui sono consapevoli della originalità unicità e irripetibilità del loro essere coppia e questa originalità è la trasgressione, perché non ripetono alcuno schema, ma semplicemente sono se stessi nel gesto dell’amore.
      Prendi una coppia di fidanzati che sceglie di vivere in castità fino al matrimonio: quello è ai miei occhi il top della trasgressione sessuale

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  3. Pingback: Tanto peggio per la realtà | La fontana del villaggio

  4. Poemen

    Ciao, scrivo qui per la prima volta. Sento, nella tua bella riflessione, molte consonanze con quella di Fabrice Hadjadj, nel libro “Mistica della carne”. Lo conosci?

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    • Non ho mai letto quel libro in particolare, ma adoro Hadjadi e quindi sono lusingato che tu veda delle consonanze.
      D’altronde abbiamo tanti maestri in comune. S. Agostino, Teilhard, Kierkegaard. Nietzsche…

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  5. V.A

    Mah…se per conoscere una persona devi vedere come fa sesso o va in guerra, immagino tu ne conosca pochine… e men che tutti Gesù Cristo, che in guerra non c’è andato mai ed è sempre rimasto Vergine …
    P.S: Prima del peccato originale non c’era la guerra. E nemmeno il sesso, tant’è che l’unica donna che sia mai stata definita nuova Eva dalla Sacra scrittura è anche l’unica Vergine (e Madre): Maria. Scusa ma l’umnità non la noti da queste cose, per quanto siano entrate nell’uomo … Spunti di riflessione…

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    • Rita

      forse la mia obiezione è insensata. Ma d’acchito mi verrebbe da dire che prima del peccato originale non c’era umanità. Non saprei come definirlo. Ma la prima peculiarità del rapporto tra umano e divino è la possibilità di unirsi o staccarsi. La scelta insomma .. tra il bene ed il male. Per il resto del discorso ci devo pensare su. Se relazione c’è la vedo all’ “antica” per così dire. Come una relazione fra due persone. Il sesso si fa n due: io CON te. Un combattimento (un duello.. per essere ancora più arcaici 🙂 ) si fa in due io CONTRO di te. Gesù Cristo non fa testo. E’ umano e divino insieme. Non ha bisogno di relazioni a coppie.

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