Chi salva una vita salva il mondo intero

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Il prete romano è una figura caratteristica. Un modello sacerdotale ben definito.

Generalmente, pur essendo colto, non è un intellettuale. Anzi, si distingue per la sua vicinanza alla gente, per essere uno del popolo. E’ un uomo “de core”, come si dice a Roma, uno che si intenerisce facilmente, che sa d’istinto che “la misericordia copre una moltitudine di peccati”, che generalmente in nome della misericordia sa asservire le regole alla concretezza del bene.

In ventisette anni di vita sacerdotale qui a Roma, ho conosciuto diversi di questi preti straordinari: don Mario Torregrossa, don Luigi di Liegro, don Andrea Santoro… Da un anno e mezzo sono parroco nella parrocchia di san Benedetto, succedendo indegnamente ad uno di questi grandi pastori che hanno fatto la bellezza di questa Diocesi ed hanno contribuito in misura non piccola a plasmare il carattere unico di questa città: don Giovanni Gregorini.

E’ morto dodici anni fa don Gregorini, ma dopo sessant’anni passati qui le pareti stesse della chiesa e delle strutture evocano continuamente la sua presenza. Non c’è persona nel quartiere che non abbia un aneddoto da raccontare, un ricordo da condividere, così che nel tempo, anche se non l’ho conosciuto di persona, mi sono fatto un’immagine mentale di lui ed ho, in un certo modo, imparato a volergli bene.

Così un paio di settimane fa mi è stato recapitato un libro: “Portico di Ottavia 13”, scritto dalla professoressa Anna Foa, storica di grande valore, esperta proprio sulla storia della Shoa. La professoressa stessa ha voluto donare il libro alla parrocchia, con una sua dedica auotgrafa alla memoria del mio predecessore don Gregorini. Il libro racconta la storia di una famiglia Ebrea, che appunto viveva in via del Portico di Ottavia 13, che il 16 Ottobre del 1943 è riuscita a sfuggire miracolosamente al rastrellamento del ghetto, rifugiandosi poi appunto nella nostra parrocchia, accolta e ospitata fino al Marzo del ’44, quando la chiesa stessa fu bombardata, dalla grande umanità e carità di don Gegorini.

La professoressa Foa ricorda con commozione questo gesto, sottolineando anche come don Gregorini accolse questa famiglia con le parole: “c’è appena arrivato l’ordine di nascondervi”, che testimoniano come la S. Sede si mosse tempestivamente, tanto da diramare a tutte le parrocchie di Roma, poche ore dopo il rastrellamento, l’ordine di proteggere gli Ebrei in fuga.

Sono rimasto così colpito da questo racconto che ho invitato la professoressa Foa qui in parrocchia il 26 Gennaio 2014, a settant’anni da quegli eventi, alla vigilia del “giorno della memoria”, per raccontarci di persona quella storia. La professoressa non solo ha accettato con entusiasmo, ma mi ha promesso che in quell’occasione porterà una delle persone ospitate qui ancora in vita.

Davvero, come dice il Sanhedrin IV,5 “Chi salva una vita salva il mondo intero”

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