Del ricevere e del dare (fenomenologia del dono)

pacco-regalo

Oggi sono andato a portare un vestito in tintoria e siccome c’è una certa confidenza con la signora che la gestisce ho pensato di farle uno scherzo innocente. Ho confezionato il mio clergyman come fosse un regalo di Natale e mi sono presentato con l’aria di Babbo natale che entra dal camino.

La reazione della signora mi ha davvero sorpreso, era proprio commossa. Colta totalmente alla sprovvista era felice come una bimba e le brillavano gli occhi mentre mi chiedeva: “ma devo aspettare la notte di Natale o posso aprirlo subito?”.

Io a quel punto mi son sentito mancare il terreno sotto i piedi temendo che potesse offendersi (conoscete il detto: mai fare a una donna una promessa se non puoi mantenerla), quando però lo ha aperto la mia tensione si è sciolta nella sua risata cristallina, dopodiché si è sporta sul bancone dandomi un sonoro (e castissimo) bacio.

Io le ho chiesto se le era piaciuto e lei mi ha dato una grande lezione: mi ha detto che era il regalo più bello, perché al di là del fatto che le avevo portato del lavoro, avevo evidentemente pensato a lei con amore, dedicandole del tempo per confezionare il pacco (era una bella confezione davvero, sembrava uscita da un negozio di alta moda) eccetera.

Questo mi ha fatto pensare a cosa significa donare.

In ogni dono in fondo noi mettiamo una parte di noi stessi, anche inconsapevolmente, affidiamo ai nostri doni il compito di rappresentarci agli occhi del destinatario, è come se gli dicessimo: “questo oggetto è il sacramento del mio sentimento per te”. Ecco perché danno tanta tristezza quei doni che dicono solo “guarda quanto ho speso per te”, mentre riscaldano il cuore quelli che dicono “guarda quanto tempo e quanta cura ho impiegato per te.”

C’è quindi un arte del dare che inizia nella cura della preparazione del dono (l’acquisto, il biglietto, la confezione sono tutti fondamentali capitoli del messaggio “dono”) e prosegue poi nell’arte del gesto stesso, perché ahimé non è affatto vero che “basta l’intenzione”, troppo spesso accade che chi dona e chi riceve percepiscono il gesto in maniera assai diversa, quindi chi dona dovrà preoccuparsi di comunicare il suo messaggio nella maniera giusta, con le giuste parole, i giusti sorrisi, il giusto tempo.

E l’ansia deve accompagnare il dono. Perché colui che lo riceve dovrebbe gradirlo? E se non lo accetta? Se mi fossi donato inutilmente? Quanto più grande è l’ansia tanto più, una volta accettato, il dono stabilirà una relazione. L’ansia è come il trampolino del dono, più si flette, più alto risulta il salto. Ed a quest’ansia naturalmente si accompagnerà una grande umiltà; paradossalmente è più simile a un mendicante colui che fa un dono che colui che lo riceve, perché ciò che egli si aspetta in contraccambio non è niente di meno di ciò che offre. Solo l’amore è una degna risposta all’amore.

E così, come c’è un arte del dare c’è un arte del ricevere, il dono è una danza che si danza in due. L’arte del ricevere inizia con lo stupore: non è affatto scontato che chi mi fa un dono voglia donarmi se stesso. Non c’è nulla in me che possa indurlo ad amarmi, niente è più gratuito dell’amore, niente più immeritato (un amore meritato cessa ipso facto di essere amore per diventare mercimonio), quindi il fatto che costui/costei voglia farmi un dono non può che essere per me fonte di uno stupore assoluto ed a questo stupore deve poi seguire una gratitudine vera e profonda.

L’assenza di gratitudine vanifica il dono, è come se uno dei due ballerini non rispondesse al passo dell’altro, facendolo magari scivolare goffamente, allora si cerca di rimediare con frasi fredde, di circostanza, ma generalmente è tardi, la ferita è troppo grande, colui che si era aperto nel dono si richiude subito ed a quel punto l’occasione è sprecata.

Cari amici, Mercoledì danzerete tutti questa danza nelle vostre famiglie, spero che queste piccole riflessioni possano aiutarvi.

e buon Natale, Donfa

2 commenti

Archiviato in Attualità, Vita da prete

2 risposte a “Del ricevere e del dare (fenomenologia del dono)

  1. IL dono .donare è meraviglioso,anche una piccola cosa , anche senza parole,è il gesto che è importante, fai capire che la persona a cui lo doni è importante per te .

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