E’ Natale, abbatti un muro

muro-di-mattoni-rotto-6484604Mai come quest’anno c’è stata nei giorni immediatamente precedenti il Natale una sorta di congiura mondiale volta a togliermi la pace (roba che la Massoneria al confronto fa ridere), con il risultato che i giorni che avrei dovuto dedicare al silenzio e alla meditazione per preparare me stesso alla festa e per raccogliermi un po’ in silenzio anche per provare ad ascoltare dal Maestro qualcosa sul Natale da ripetere poi alla mia gente sono volati via in un turbinio di faccende di vario genere, alcune gravissime altre di una banalità sconcertante.

Succede quando sei parroco. Succede anche quando sei mamma di famiglia però, o papà che fa lo stesso. Succede che tutto sembri congiurare per rubarci il tempo, che le cose da fare, anche quelle giuste, anche quelle piacevoli, sembrino stringersi attorno come un cappio soffocante, come un muro che ci chiude da ogni parte senza nessuna apparente uscita. Succede.

Però succede anche che il Signore è il Signore, re del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili, e pure del cyberspazio se è per questo. E succede allora che appena allenti la presa per trenta, dico trenta, secondi ti acchiappa e ti regala tutto quello che ti serviva.

Prima la confessione del manager superstressato che mentre gli parli e gli dai consigli ti accorgi che è a te stesso in realtà che li stai dando, poi dopo la confessione apri il Mac con l’intento di surfare un po’ la rete, così per rilassarti, senza un obbiettivo preciso (una volta al mese si può fare, di più no, o ci cascate dentro) e tac trovi un immagine, quella qui sopra, che vale un’intera omelia sul Natale.

Sì perché il Natale è proprio questo: uno squarcio di azzurro che si apre all’improvviso attraverso un muro di mattoni, un’apertura impensabile, un invito imprevisto, un paradosso che senza ragione apparente si affaccia nella storia.

Pensa alla genealogia di Gesù: una storia lunghissima, piena di santi e peccatori, assassini e re coraggiosi, prostitute, adultere e donne nobili che rinunciano a tutto per fedeltà, pagani idolatri, e riformatori di giustizia, uomini che hanno dato tutto per l’unità del Regno e uomini che hanno fatto di tutto per distruggerla, e sopra questa storia, legato a questa storia, impastata di sangue e rose, nasce Gesù, che non è un extraterrestre caduto dal cielo, ma porta in sé tutta questa eredità e si richiama ad essa tanto da definirsi egli stesso figlio di Davide.

Pensa alla storia di Giuseppe e Maria. La più simile che conosco è quella di Anna e Marco, la canzone di Lucio Dalla. Una storia banale sotto molti aspetti: lasciano Gerusalemme, la grande città, forse in cerca di lavoro (i Romani stavano costruendo Tiberiade, a pochi chilometri da Nazareth, e di sicuro c’era molto da fare per un carpentiere), a un certo punto lei se ne va a trovare la cugina e torna incinta di sei mesi… una storia banale, ne succedono tanti di questi casi.

Cosa avrebbe autorizzato, giudicando dall’esterno, a dedurre il Vangelo da queste premesse? Come è possibile che il fiore dell’Unico Giusto sia sbocciato su questa mediocrità?

Ma Dio ci sorprende sempre, sfonda il muro di tutto ciò che è scontato e prevedibile e banale e ripetitivo ed improvvisamente appare l’azzurro. E si torna a sperare.

Ecco, questo è Natale, l’irruzione dell’azzurro, lo sbocciare dell’indeducibile, l’Imprevisto, il Divino Imprevisto (che è poi lo Spirito Santo) che inizia a soffiare e sbaraglia tutto e cambia ogni cosa.

La mia vita, la tua vita, la vita di tutti sono circondate da altissimi muri. Domani è Natale, abbattine uno, fai entrare l’Imprevisto.

P.S.

Buon Natale a tutti quelli che passano di qui

5 commenti

Archiviato in Spiritualità, Vita da prete

5 risposte a “E’ Natale, abbatti un muro

  1. francesca

    Che bello Fabio, grazie di questo scritto. Auguri anche a te!

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  2. il CUORE è APERTO AL DIVINO IMPREVISTO .

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  3. 61Angeloextralarge

    Grazie, Don Fabio! Buon Natale a te e tutti! Smack! 😀

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  4. A volte, per abbattere un muro, basta avere uno sguardo che sappia vedere oltre!
    Buon Natale a te, don Fabio, di cuore!

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  5. Giampiero

    Caro Fabio sei in buona compagnia. Papa Francesco proprio prima di Natale è stato “centrato” dal fuoco nemico rappresentato da Financial Times che lo ha indicato pericolosamente e temerariamente al mondo, al mondo degli affari, come IL NEMICO più grande della globalizzazione e del finanz- capitalismo, che “bolla” dopo “bolla”sta impoverendo il mondo, facendo finta di “aiutare i poveri”, come stabilito da un mai troppo conosciuto G6 del novembre del 1975.
    Ma il Papa non si lascia intimidire.
    Vede come te l’azzurro dietro il muro dell’impossibile, con gli occhi della Fede, della Speranza e della Carità.
    Un abbraccio.
    Giampiero Cardillo

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