Lo gnomo della Bibbia

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Sarà capitato anche a voi. No, non di avere una musica in testa, come recita la famosa canzonetta del maestro Kramer, ma di cercare una citazione della Bibbia di cui avete assolutamente bisogno o per la preghiera o, nel mio caso, per lavoro.

Hai presente quell’articolo che doveva essere pronto ieri, quella meditazione che dovresti aver già preparato da quattro settimane, quell’intervento fondamentale e decisivo che aspetta ancor di essere fatto? Già, ecco, proprio quella.

Improvvisamente ti viene in mente una rilettura geniale, un colpo di scena dialettico, un calembour, un fuoco d’artificio oratorio che spalancherebbe nuovi orizzonti alla discussione mettendo al tappeto i tuoi avversari, ma… ma hai bisogno di un versetto, di una frase, proprio quella lì, non un’altra. Con un’altra non funziona.

E allora parto sicuro, armato della mia Nardoni del ’62, e prontamente… No, maledizione, non era in Osea, ma allora dove… ah sì forse in Isaia. Ma una rapida lettura del libro di Isaia (65 capitoli) mi convince che no, non è neppure là e allora forse… e intanto il tempo, tic-tac, come è solito fare, passa indifferente. Finché non arriva qualcuno che mi strappa ai libri e mi costringe ad occuparmi della realtà. Ahimé il mondo dovrà mettersi in fila, se vuol essere salvato, adesso sono occupato.

No, secondo me esiste uno gnomo della Bibbia, un folletto che nottetempo si diverte a cancellare i versetti che cerco (lui lo sa quali sono, lo sa sempre il maledetto)

E così accade che spreco ore preziose saltellando da una pagina all’altra, manco il Libro dei libri fosse Facebook, e magari poi capita che la mia attezione viene catturata da altro, sviata e insomma quella meditazione decisiva, puff, si volatilizza come neve al sole, come una flatulenza notturna.

Eppure forse non è proprio malvagio, ‘sto gnomo. Anzi, forse è come un guardiano benevolo che mi invita a dire, ma no dai, scialla, magari dopotutto non è così decisivo quello che tu pensi, forse si può dire o fare diversamente…

Anzi, mi sa che è decisamente buono, per quanto antipatico, perché non solo cancella, ma nottetempo scrive anche.

Dai, non ditemi che non vi è mai successo di trovare nella Bibbia un versetto che ieri non c’era. Ho letto questo capitolo decine di volte e lo giuro, ieri non c’era!

Ma intanto quel versetto che ieri non c’era è proprio quello che ti cambia la vita, che sposta la tua meditazione da tutta un’altra parte, che ti fa scoprire cose, queste sì veramente, nuove ed impensate.

Il fatto è che la Bibbia è un libro vivo.

Non per modo di dire, è vivo davvero.

Ti prende in giro, con un’ironia tutta sua.

Ti scruta e ti conosce come manco il tuo migliore amico.

Ti saltella intorno come un cucciolo finché non gli dai attenzione.

Ti coccola come un’amante raffinata.

Ti schiaffeggia come un padre severo, come le maestre di una volta.

E dopo dici: “caspita ha fatto bene”.

Dopo, perché lì per lì  fa un male boia.

E sono sempre i versetti che ieri non c’erano i più belli.

Quelli che sembrano scritti apposta per te.

Quelli che SONO stati scritti apposta per te.

Quelli che mentre lo Spirito Santo li dettava al re Davide pensava: “un giorno verrà Fabio e leggerà queste parole e si commuoverà fino al pianto”.

Amatela la vostra Bibbia, non limitatevi a leggerla. E lei vi regalerà giorni e notti di felicità incommensurabili, di risate a crepapelle, di emozioni fortissime. Nessuno ama come una Bibbia, sapevatelo.

29 commenti

Archiviato in De oves et boves, Umorismo, Vita da prete

29 risposte a “Lo gnomo della Bibbia

  1. E’ uno gnomo saggio e misericordioso… Nella Bibbia non trovo mai un versetto che mi è rimasto in testa (in più in lingua tedesca), se lo voglio usare a mo’ di clava ‘contro’ qualcuno. E ben mi sta, ormai ho fatto amicizia con lo gnomo e lo guardo con un sorriso.

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  2. 61Angeloextralarge

    Don Fa’… se non fosse che capita proprio così quando cerco un versetto… ma suplisco con il programma Bible Live (quello dato alla GMG 2000) e trovo subito… anche se “cercare tra le pagine” ha un sapore molto più intimo, più coinvolgente… Beh, se non fosse per questo, mi sbellicherei dalle risate!

    Molto blle le tue parole sulla Bibbia.. che sgraffigmo… Smack! 😀

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    • Ma no dai… il cercatore elettronico… apparte che finisce tutta la poesia, come farei a rassicurarmi sulla mia mostruosa cultura biblica? Come potrei convincermi di essere il piùgrande esegeta di tutti i tempi se esistesse un programma capace di fare quello che faccio io? 😛

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      • 61Angeloextralarge

        Lo so… lo so… ma quando i minuti sono contati… che fare? Me ne vergogno tanto e mi perdo il bello della ricerca in intimità, a tu x Tu. Oh, se ho tempo non lo uso… manco ci penso. 😉

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        • Beh, io spezzo un lancia per il “cercatore elettronico”…
          Certo è bello sfogliare la Bibbia in lungo e in largo e aiuta a conoscerla, ma quando ti serve proprio quella citazione, magari solo per scoprire che come la ricordavi tu aveva tutto un altro significato…
          Allora meglio usare: http://www.laparola.net/
          anche per fare verifiche sui paralleli ecc, ecc. 🙂

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          • 61Angeloextralarge

            Mario: pensavo stasera che fino a una decina di anni fa mi ricordavo non solo i versetti precisi ma anche le citazioni: era come se il mio cervello fosse la Bible live. Poi, improvvisamente… “puff!” e non ci soo più riuscita. Questa cosa mi dispiace, anche perché non è che io avessi studiato la Bibbia a memoria, ma memorizzavo bene (non solo la Bibbia, anche i nr di telefono, le targhe, etc.).
            Eh, sì! Il tempo passa e gli acciacchi, soprattutto la lucidità mentale in meno… svanzano inesorabilmente. 😦

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            • Però di la verità che la Parola resta e sgorga dal cuore come fosse “nostra” mentre in realtà la riascoltiamo sempre come nuova… anche se non riusciamo a trattenere capitoli e versetti 😉

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  3. Ogni tanto, specialmente quando sono sola ,in modo che possa meglio assaporare le parole della Bibbia,leggo quella che sta sempre aperta nel corridoio della parrocchia e veramente rimango stupita dalla bellezza di tante frasi di tante parole.Ci sono a volte delle frasi che sembrano scritte apposta per me, mi piacciono sopratutto i salmi ce ne sono per la gioia e per la tristezza,per il pianto e per il sorriso.E’ bellissimo leggerla,poi se c’è uno gnometto che manipola un po ,va bene lasciamolo fare.

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  4. Andrea Rebeggiani

    Caro don Fabio, la tua esperienza è anche la mia: potrei sottoscriverla parola per parola. Soprattutto in questo tempo, in cui sto riordinando le mie ‘scrutatio’ (si dovrebbe dire ‘scrutationes’, ma noi catecumeni abbiamo irrigidito il termine in ‘scrutatio’ e lo usiamo anche per il plurale), sui Salmi: Mentre leggo e correggo e amplio e sfrondo, mi sovviene un versetto, un brano della Bibbia, vorrei citarlo esattamente, lo cerco e non lo trovo mai. Passo le ore cercando e leggendo il Libro, e qui sta il miracolo provvidenziale: scopro che il Libro è l´abisso della sapienza, della misericordia e dell´amore di Dio e allora canto con Melitone di Sardi: “…di esso mi nutro, di esso mi diletto, nelle sue radici cresco, nei suoi rami mi distendo. La sua rugiada mi rallegra, la sua brezza mi feconda, alla sua ombra ho posto la mia tenda. Nella fame l´alimento, nella sete la fontana, nella nudità il vestimento…”. Veramente Melitone dice questo riferendosi alla Croce, ma non è lo stesso?
    Andrea, Missio ad gentes a Chemnitz.

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  5. “Il fatto è che la Bibbia è un libro vivo.”
    E’ proprio vero Don Fabio… Sarà che è Parola di Dio e la Parola di Dio è viva… ti cerca, ti chiama, ti scruta e ti conosce. Attende un risposta, ti suscita la domanda, ti commuove al pianto e a volte ti schiaffeggia, come fa chi ti ama per richiamarti da un sonno troppo profondo, dal voler abbandonare le armi, la vita. Disseta e sfama e ti lascia ancora di Lei assetato e affamato.
    Ti ritrae, nell’affresco della Storia e ti ritrae proprio lì, in quel punto che tu non scorgevi, in quel ritratto d’insieme dove non coglievi il tuo posto e la tua postura, tanto che ti credevi l’unico soggetto del dipinto, l’unico nell’universo delle tue convinzioni (buone o cattive che siano).
    La Parola, il Verbo, in fondo …è Cristo, Parola Vivente mandata dal Padre a cercarti, a parlarti, a dialogare con te, in un dialogo d’Amore che non conosce sosta o riposo, ma che accetta di essere dimenticato, interrotto come si interrompe una lettura …come si chiude un Libro.

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  6. Lidia

    la Bibbia è stupenda. Io l’ho studiata un pochetto anche dal punto di vista della religione ebraica e delle religioni mesopotamiche (poco poco) e anche solo come testimonianza culturale è qualcosa di meraviglioso.
    Però, nonostante tutto il mio amore per l’AT, il libro dell’Apocalisse direi che è per me la superstar della Bibbia (eccezion fatta per i 4 Vangeli, ovvio).

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    • Bella mia, come sai con me con l’Apocalisse giochi in casa.
      Senza alcun dubbio è il libro che ho studiato di più e tutt’ora sbalordisco alla bellezza che il presbitero Giovanni è riuscito ad accumulare e mi chiedo tutt’ora come diamine abbia fatto con così poche parole a escrivere tanto splendore

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      • Lidia

        Eh già! Quando sono molto triste mi rileggo sempre il capitolo sui cieli nuovi e la terra nuova e la Gerusalemme che scende dal cielo come una sposa!
        Ormai sono già stata due volte a Gerusalemme, e anche se ormai la conosco un pochino meglio anche come città terrena, con tutti i suoi problemi e le sue tristezze, quando mi avvicino alla Porta di Damasco (la più “fotogenica”) e ripenso al salmo 121 mi viene la pelle d’oca!

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  7. La Nardoni del 1962 è una tradizione stupenda… la usava mia nonna Chiara, la teneva sulla scrivania sopra quello che poi è diventato il mio letto… Ho imparato su di lei ad amare la Sacra Scrittura…

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    • Io l’ho conosciuta tramite Alonso-Schoekel, quando ho visto che era la Bibbia italiana usata da “lui” mi son detto semplicemente: questa deve essere la migliore e mi son messo in caccia (non è facilissima da trovare ormai).
      Resta a tutt’oggi, cinquant’anni dopo, un mix perfetto di scienza filologica e poesia

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  8. Io non finirò mail di lodare e ringraziare Dio per il dono magnifico del card. Martini! L’amore e la conoscenza della Bibbia sono puri doni suoi; il mio “gnomo della Bibbia” porta il suo nome 🙂

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    • Il mio si chiama di sicuro “Gnomo dello Spirito Santo”, nessun’altro potrebbe aiutarmi di usare la Bibbia a favore dell’uomo e non contro, residuo antipatico del mio passato da protestante. Residuo bello invece, è l’amore per le Scritture, rimasta intatto. 🙂

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      • @filia, magra consolazione constatare che non è prerogativa dei Protestanti usare la Bibbia “contro”… 😉

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        • Beh, Bariom, non tutti i protestanti sono così, ma li dove ero io -abbandonando i Luterani e frequentando vari sub-gruppi-, era un po’ da spavento, da paura per l’inferno. Non dovrebbe essere questo il senso del nostro credere, ma piuttosto l’amore verso Dio.
          Nei sacerdoti cattolici non ho mai trovato questo atteggiamento. Dici che sono stata “graziata”?

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          • Mai pensato che tutti i Protestanti siano così, mi ero solo riagganciato al tuo commento.
            Anch’io, che mi ricordi, non ho trovato simile atteggiamento nei sacerdoti cattolici che ho incontrato. Nello scrivere il mio commento in realtà pensavo a tanti bravi cattolici laici, che anzi considerano troppo “teneri” gli stessi sacerdoti…
            Ma lasciamo stare, sono miei giudizi cattivelli. 😉 😐

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  9. 61Angeloextralarge

    Che bello! Anche oggi i 15 commenti sono stati superati…

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  10. A questo punto la cerca della Nardoni del ’62 è un’avventura impresa da intraprendere senza meno 😉

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    • Attenta però a non confonderla con quella del ’65
      Dopo il Concilio le Edizioni Paoline pensarono bene di affidare a un pool di biblisti, guidati dal prof. Nardoni, una nuova traduzione, che andò sotto il nome del suo direttore e divenne quella “canonica” finché non uscì l’editio typica della CEI (nel ’72 mi pare).
      In realtà questa seconda Nardoni (forse per una eccessiva preoccupazione di scientificità, che sacrificava la poesia) è notevolmente peggiorativa rispetto a quella del ’62 (comunque sempre meglio dell’editio typica del ’72 e infinitamente meglio di quella del 2008)

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