L’aborto il sesso e il potere (e la manif pour tous)

Pier-Paolo-Pasolini-Ansa-597x415

“Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni e nel comportamento quotidiano io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.

Mi limito a dire questo perché a proposito dell’aborto ho cose più urgenti da dire. Che la vita sia sacra è ovvio: è un principio ancor più forte di qualsiasi principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo.

La prima cosa che invece vorrei dire è questa: a proposito dell’aborto (…) i radicali e tutti gli abortisti democratici più puri e rigorosi si appellano alla Realpolitik e quindi ricorrono alla prevaricazione cinica dei dati di fatto e del buon senso.

Se essi si sono sempre posti anzitutto (…) il problema di quali siano i principi reali da difendere, questa volta non l’hanno fatto.

Ora, come essi sanno bene, non c’è un solo caso in cui i principi reali coincidano con quelli che la maggioranza considera i propri diritti. Nel contesto democratico si lotta, certo, per la maggioranza, ossia per l’intero consorzio civile, ma si trova che la maggioranza, nella sua santità ha sempre torto: perché il suo conformismo è sempre brutalmente repressivo.

Perché io considero non reali i principi su cui i radicali e in genere i progressisti (conformisticamente) fondano la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto?

Per una serie caotica, tumultuosa ed emozionante di ragioni. Io so intanto, come ho detto, che la maggioranza è già tutta per la legalizzazione dell’aborto (…). L’aborto legalizzato è infatti -su questo non c’è dubbio- una enorme comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il coito, a cui non ci sarebbero praticamente più ostacoli.

Ma questa libertà (…) questa meravigliosa permissività, da chi è stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare in modo ormai irreversibile nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo fascismo. Esso si è impadronito delle esigenze di libertà, diciamo così liberali e progressiste, e facendole sue le ha vanificate, ha cambiato la loro natura.

Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità della vita del consumatore.”

(P. Pasolini, da “saggi sulla politica e sulla società”, pp. 372-373)

Leggendo queste parole lucidissime e coraggiose di un uomo di cui si può dir tutto, ma che certo aveva una gigantesca onestà intellettuale, non ho potuto fare a meno di pensare che sarebbe stato accanto a noi oggi pomeriggio a p.zza SS. Apostoli, con i ragazzi della Manif pour tous, magari accanto a Jean-Pier Delaume-Myard di Homovox, che ho ascoltato con gran piacere, a dire che la legge Scalfarotto è una porcheria, che l’ideologia gender è solo la foglia di fico di una repressione più forte e di un potere più spietato di quelli, pur terribili, che abbiamo visto nel XX secolo, che la famiglia (che pure lui, povero Pasolini, accecato dai suoi pregiudizi non riusciva ancora a vedere nella sua bellezza) è l’ultimo argine contro questo nuovo potere, il Piave che dobbiamo tenere ad ogni costo.

(Ulteriori considerazioni a partire da questo articolo di Pasolini si trovano qui)

16 commenti

Archiviato in Attualità, Etica & morale, Letture

16 risposte a “L’aborto il sesso e il potere (e la manif pour tous)

  1. Pingback: L’aborto il sesso e il potere (e la manif pour tous) | Luca Zacchi, energie rinnovate e rinnovabili

  2. ho cominciato a scrivere tre volte e le ho cancellate , troppo forti le parole che vengono fuori …………..ITALIANI tornate a zappare la terra vi riusciva meglio.(specialmente chi ci dovrebbe governare).

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  3. Pagina meravigliosa, tra le tante di Pasolini. Uomo complicato ma indubbiamente onesto…

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  4. Giampiero Cardillo

    “La prevaricazione cinica dei dati di fatto e del buon senso” di cui parla Pasolini, è un metodo rintracciabile molto frequentemente nella storia, per costringere il “popolo” a farsi del male da solo e convinto, in nome della LIBERTÀ, di false,inutili, distruttive libertà.
    Basti pensare all’eutanasia “liberata”, prossima ventura anche in Italia, costruita su un singolo”caso pietoso” particolare, montato ad arte.
    Per non parlare delle “pensioni d’oro” , mantra che ha come vero obiettivo il livellamento al minimo sussistente di TUTTE le pensioni, come è avvenuto in Grecia e il conseguente ulteriore impoverimento e disfacimento delle famiglie, unico cespite di micro-solidarietà rimasto in piedi. Basta leggere il decreto “mille proroghe”, per trovare modi efficaci e alternativi alla distruzione economica dei patrimoni familiari per far cassa e giustizia, eliminando non meno di 3000 enti inutili succhia sangue.
    Come dire ” ci sono troppe rapine in banca, allora aboliamo le banche”.
    Oppure, la malavita organizzata non si sconfigge, allora togliamole l’affare dello spinello e normalizziamone l’uso, tanto non fa male più dell’alcool e del tabacco o dello smog ( e non è neanche vero).
    Il tramonto degli Stati-Nazione, all’alba di quel giorno di novembre del1975, in quel G6 che decise la “globalizzazione”, ha tolto dall’orizzonte, seppure solo dei desideri dei popoli, che si possa essere governati in nome del buon senso e della responsabilità. I governanti eletti degli Stati non sentono più l’obbligo, che pure troppo spesso hanno evaso, di assicurare salute, ordine e prosperità alla loro gente. La demografia, come ancora inutilmente si insegna in economia, ha un peso decisivo per la tenuta del patto sociale e per la prospettiva di politiche di lungo respiro. Ma il sesso privato della necessità della procreazione sembra ai più solo roba settaria da catecumenali e non una missione umana inderogabile, pena la catastrofe sociale ed economica, oltre la, non trascurabile, perdita dell’anima e di molto del senso della vita affettiva e di relazione. Tutto, come dici benissimo tu, don Fabio, si riduce all’istante del consumo e, tra poco, come vediamo, neanche più a quello, giacché ci si preoccupa del consumo all’estero di ciò che ancora si produce in questo paese in crisi nera, anche se il mercato interno è in gravissima recessione permanente, della qual cosa sembra non si interessi più nessuno. Ma ciascuno e “l’estero di qualcun altro” e perciò l’inganno è palese.
    Gli Stati-Nazione dopo due guerre mondiali,che hanno cancellato ogni riferimento alla dottrina sociale della Chiesa, scontano in questa terza guerra finanziaria la loro debolezza strutturale, la mancanza di un “centro di gravità permanente”, come ironicamente cantava un cantautore siciliano, stregato dall’esoterismo e dalla dissoluzione moderna come esito del disamore di un dio cattivo, più cattivo e invidioso degli olimpici dei della sua Magna Grecia.
    “Alcune realtà del presente, se non possono trovare buone soluzioni, possono innescare PROCESSI di DISUMANIZZAZIONE, da cui è difficile tornare indietro”, avverte Papa Francesco nella Evangelii Gaudium.
    Facciamo in modo che questa avvertenza per l’uso della nostra umanità non cada nel vuoto.
    “Timeo danaos et dona ferentes”, leggevamo nell’ Eneide. Queste “libertà”, questo continuo “trasgredire” non salva dal vuoto esistenziale e fa entrare in città il nemico che la incendierà.

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  5. 61Angeloextralarge

    Un applauso a Pasolini per queste parole lucide e profetiche.

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  6. Pingback: Perché ci piace tanto parlare di sesso? | La fontana del villaggio

  7. Anche nelle società schiavistiche la maggioranza era a favore della schiavitù. Se nella Georgia del 1850 avessero esteso il diritto di voto agli schiavi, la schiavitù sarebbe stata sancita dal voto popolare e buonanotte. Gli schiavi avrebbero semplicemente avuto la possibilità di mettere una croce su un foglio, non di appropriarsi della propria vita.

    Enrico
    ——————————————
    http://pulgarias.wordpress.com

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  8. “Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità della vita del consumatore.”
    Sicuramente una persona eccezionale Pasolini. Quello che non ha capito (che si è rifiutato di capire) è che è così come è (o per la forza stessa delle cose, della storia, delle “ideologie” del consumismo eccetra)

    quello che non ha capito o non ha voluto capire è che le cose (per la forza stessa delle cose o qunt’altro

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  9. …ho fatto un pasticcio sopra, ma credo che sia chiaro!

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  10. «la legge Scalfarotto è una porcheria.»

    Giusta sintesi, che ogni tanto ribadisco – in toni civili – allo stesso Scalfarotto su twitter (e Vi invito a fare altrettanto!)

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  11. fortebraccio

    Ma per l’amor del cielo!
    Sarebbe bastato leggere tutto il pezzo (oltre lo stralcio citato) per capire che il senso era tutt’altro.
    Invece no, Pasolini va arruolato e fatto partecipare alla Manif!
    Giusto per dirlo con parole più chiare delle mie: ” [Pasolini] non sta parlando dell’aborto come effetto della necessità o della volontà umana, ma come determinato dal gioco del potere consumistico. […] L’autore non ci sta spiegando che cos’è l’aborto, se esso può essere inteso come un esercizio di libertà individuale: non ne fissa i limiti morali, ma ne sottolinea l’importanza per il potere consumistico.”

    Il testo precedentemente citato continua con “tutto ciò che sessualmente è “diverso” è invece ignorato e respinto. Con una violenza pari solo a quella nazista dei lager”.
    No, Pasolini non ci sarebbe venuto in p.zza SS. Apostoli.

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    • E’ ovvio che qualsiasi speculazione su quale parte avrebbe preso PPP a quarant’anni di distanza dalla sua morte è del tutto accademica e che qualsiasi posizione può essere sostenuta, ma io credo che la società italiana di oggi sia profondamente diversa da quella del ’75 ed un osservatore attento come lui non avrebbe potuto fare a meno di notarlo.
      Non c’è dubbio che PPP non fosse interessato alla morale, ma il suo ragionamento sull’aborto parte dalla sopravvalutazione di quella che allora si chiamava la “bomba demografica”, che si è invece rivelata una bufala, quindi sono convinto che oggi prevarrebbe in lui quell’orrore istintivo che con geniale candore dichiara all’inizio del pezzo.
      Per quanto riguarda poi la questione dell’omosessualità credo anche che la prosecuzione del suo ragionamento su “il coito è politica” lo avrebbe portato a sostenere tesi simili alle nostre, proprio perché lui aveva in orrore la banalizzazione e la commercializzazione della sessualità (anche se poi, con quelle contraddizioni sofferte che sono tipiche dell’artista, lui stesso si è spesso servito di sesso a pagamento).
      Credo che come pochi PPP avesse il senso della sacralità della carne (per dirla con Hadjadi) e che quindi oggi sarebbe stato accanto a quegli omosessuali che appoggiano la manif

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      • …a parte che se gli omosessuali che sono contro il matrimoni omosessuale non credo (voglio usare anche io il verbo “credo” come lo ha usato più volte Fabio Bartoli) che sia per la “sacralità della carne.”
        Casomai per la paradossalità (nel loro caso) della pulsione a volersi servire di un istituto come quello del matrimonio.

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  12. …casomai se alcuni omosessuali sono contro il matrimonio omosessuale eccetra…(correggendo quanto sopra)

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