Di che parla la tua città?

tetti-di-roma

Sarà che il nuovo anno mette allegria, sarà che la Manif mi ha gasato, sarà che a Roma non si può rimanere arrabbiati troppo a lungo, sarà quel che sarà, ma ho voglia di giocare con voi, quindi vi propongo un giochino… ma da prendere molto sul serio, come tutti i giochi 😉

Stasera facevo quattro chiacchiere (benedetto Skype) con la titolare di una bella pensione di Gerusalemme e lei mi ha esposto una teoria interessante: ogni città ha un suo messaggio, ad esempio New York ti dice “fai più soldi che puoi” (sa ciò che dice, abitava a Manhattan prima di trasferirsi a Gerusalemme), Cambridge “non sarai mai all’altezza” (le credo sulla parola, mai vista Cambridge).

E la vostra città? Quale è il suo messaggio?

Comincio io.

A me Roma dice “nun me ne pò fregà dde meno”, messaggio che è solo apparentemente cinico, in realtà è spesso una autodifesa di questi tempi. Come dire “Tutto passa, io resto eterna”

P.S.

Non vale leggere senza commentare stavolta: nessuno può dire che è troppo difficile e per quelli che mi leggono da FB per favore commentate sul blog

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40 commenti

Archiviato in Umorismo, Vita da prete

40 risposte a “Di che parla la tua città?

  1. Hai scritto per primo e ti sei presa la più facile,ma a Roma ci sono tante cose da dire come VOJA DE LAVORA’ SARTAME ADDOSSO LAVORA TU CHE IO NON POSSO, come dire ,nu me và de fà gnente.

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  2. Salerno, piccola città di provincia meridionale dalla memoria corta, dimentica del fatto che nel Medioevo era centro di eccellenza al livello mondiale per chiunque volesse studiare medicina, dove venivano per curarsi re e sovrani di tutta Europa, perfino più di un papa ebbe un medico proveniente da Salerno. Eppure sembra dire come la famosa canzone:
    “Chi ha avuto ha avuto ha avuto…
    chi ha dato ha dato ha dato…
    scurdámmoce ‘o ppassato,..”
    http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2011/08/08/salerno-il-centro-storico-ricchezza-da-rivalutare/

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  3. lucazacchi

    Se penso a Roma mi viene in mente, Roma città eterna. Sono in comunione con te, quindi… Anche se senza passare dal me ne po’ fregà di meno! 😀 E poi penso, davvero questa città sia, oltre che eterna, consapevole della sua vocazione di essere dell’Eterno!

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  4. Max

    Milano oggi è il bozzolo di New York, ma in peggio. Vorrei… ma non posso. E pensare che era bella, accogliente. La Madonnina la proteggeva, le persone erano sorridenti, contente della loro operosità, del loro essere. Oggi sono contente (?) del loro avere. Ma avere che cosa? Soldi e poi ancora soldi, perché non bastano mai. Nessuno sembra più guardare al cuore delle persone, alla loro necessità prima che è quella di sentirsi amate. Sono rimaste troppo poche quelle che sanno accogliere il prossimo. Non è più “Milan l’è un gran Milan”. Non riesco più ad amare la Milano di oggi.

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    • Milano come “vorrei, ma non posso”… Interessante, dà una lettura tutta diversa del tradizionale curre curre dei milanesi. Non da faccendieri affaccendati, ma da poveri pirla costretti ad inseguire un sogno di Tantalo… davvero interessante

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    • Concordo con te, Max, Milano era ed è tutt’ora nel mio cuore. Sono scapata dopo un furto bruttissimo subito, e un’altro tentato mentre ero in casa e sono riuscita ad evitarlo lanciando contro di loro la scala grande che mi serviva per dipingere la casa. Poi siamo andati via, ma nonostante tutto, Milano mi manca. Ci lavoravo fino a poco tempo fa, e hai ragione su tutto, ma se non ci vivi più, credo che mancherebbe anche a te.

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  5. Marnate, minuscola città (forse paesotto…). Un misto tra “mi faccio gli affari tuoi anche se non lo vuoi” che resiste grazie agli “indigeni nativi” e “non m’importa niente di niente” che continua a prendere corpo con i nuovi arrivati. Un tempo aveva una dimensione anche comunitaria, se vogliamo; oggi il disimpegno la fa da padrone.

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    • Max

      Non conosco MARNATE, ma conosco MALNATE. Malnate non è così. A parer mio qui il disimpegno non la fa da padrone. Anzi! I diversi aspetti della vita associativa riscontrabili anche sul web ne fanno quella che potremmo definire ina cittadina vivibile. L’accoglienza nei confronti dei non nativi è umana e questo senza abdicare alla propria identità. Come spesso si fa polemicamente ci può essere dissenso, ma questo, se visto in positivo può essere di stimolo per compattare sempre più il tessuto sociale.

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  6. Crema, provincia di Cremona.
    Il motto: non hai soldi? Stammi lontana. Non sei di qui? Cosa ci fai qui?
    Infatti ce ne andremo via appena possibile.

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    • DreamBook

      Montodine, provincia di Cremona. Concordo appieno su quello che dici di Crema, credo anche che sia continuamente a guardare a Milano e cercare di imitarla per non essere considerato il solito paesotto di provincia che sostanzialmente è!
      Montodine dice, come molti paesi: “Sappiamo tutto di tutti anche se non sei di qui!”

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      • Hai ragione, Crema vive dei pochi ricchi (all’apparenza) rimasti che regolarmente vanno a fare la spesa nei mercati più “in” di Milano e spesso vivono li nella loro seconda casa. Peccato, una bella cittadina che sta morendo.
        Ho scoperto che non fa per me.

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  7. 61Angeloextralarge

    Fano: el vulon… atteggiamento tipico di chi si fa più grande di quello che è. Questo per la tradizione ma ancora valido per molti fanesi. Poi, come ogni città, è ormai un misto di popolo… italiani di ogni regioni e non italiani di tante nazioni. Nel bene e nel male. Un vero “porto di mare”…

    Ovviamente il mare da u facino particolare a questa città, dove già l’arte e la storia influiscono nel renderla bella.

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    • Fano! io adoro le Marche! E ci manco da troppo tempo… sarà un anno e mezzo che non vado a Loreto, devo assolutamente trovare l’occasione

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      • 61Angeloextralarge

        Eh, sì! Loreto, città della Visitazione, merita proprio di essere “visitata”. Per grazia riesco ad andare almeno una volta al mese. Ci sono stata il 23 e il 27 dicembre scorso: era stupendamente “vuota”. Stare lì in Santa Casa, sola… a lungo! Quando ricapita? E recitare l’Angelus davanti al Presepe in piazza, con l’altoparlante e la musica disottofondo? A me basta essere lì in silenzio e mi si ricaricano tutte le pile. 😀

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  8. Giampiero Cardillo

    “Guarda come mi hanno ridotto!” E poi : “Ma io sono Roma lo stesso, testimone per l’umanità di tutti i tempi !”
    Infatti anche ora, nel degrado più orribile, chi ci vive per un po’ si domanda perché, pur non visitando con metodo monumenti, chiese, palazzi e brani di città ancora integri, pur leggendo poco o niente di quello che occasionalmente o sistematicamente si incontra, si sente comunque invaso dall’afrore inconfondibile e misterioso del “sudore della storia della bellezza” che, drammaticamente, si è accumulata in essa.

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  9. Mrco

    Roma… la bellezza che non si specchia in se stessa, la grandezza che non si insuperbisce. Rendo bello chi mi guarda con meraviglia, grande chi mi attraversa con l’animo di bimbo.

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  10. Siena. C’è una stampa del Cinquecento che ne raffiguta l’inconfondibile “skyline” (è sempre la stessa, se la guardi dal punto giusto, io stamattina l’ho trovato: non si vede il nuovo brutto, un incrocio strategico di colline lascia vedere solo il bello senza tempo). Insomma per farla corta, in questa veduta c’è un cartiglio che dice «Abscondi non potest civitas supra montem posita». E’ proprio vero, nel bene e (ora soprattutto) nel male… :-I

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    • “La mia anima, per aver dovuto vivere a Siena, sarà triste per sempre: piange, pure che io abbia dimenticato le piazze dove il sole è peggio dell’acqua dentro un pozzo, e dove ci si tormenta fino alla disperazione. Ma i miei brividi al tremolio bianco degli olivi! E quando io stavo fermo, anche più di un’ora, senza saper perché, allo svolto di una strada, e la gente mi passava accanto e mi pareva di non vederla né meno! Città, dove la mia anima chiedeva l’elemosina, ma non alla gente! Città, il cui azzurro mi pareva sangue!” (Federigo Tozzi)

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  11. Diciamo che la mia passione è a nord dell’Oca, però visto che ti piace tanto ti mando un regalino 🙂

    p.s. per la gita si può fare… basta organizzarsi

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    • 61Angeloextralarge

      Viviana: non vorrei ricordare male ma mi ero inamorata dell’Oca perché erano anni che non vinceva e i miei amici senesi erano a favore di altre contrade. Ho iniziato a pregare perché vincesse: lo so, tra le mie piccolezze c’è anche questa… 😦

      Poisono partita da Siena e mi soo dimenticata del palio. Tempo dopo mi arriva un messassigno con scritto: Oh, ma la tua preghiera funziona! Ha vinto l’Oca!”.
      Tra l’altro ho saputo solo dopo che era la contrada amata da Santa Caterina… 😉

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      • 61Angeloextralarge

        Uh, quanti “erori”! Aggiungo che in ogni film western ho sempre tifato per gli indiani… non potevo non amare l’Oca…

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      • Però Angela, mi sa che hanno approfittato di te. L’Oca è la contrada che ha vinto più di tutte in assoluto e “gli anni di digiuno” nel periodo di cui parli saranno stati al massimo otto (l’avversaria dell’Oca è stata 44 anni senza vincere). A Siena questo si chiama “lamentarsi col topo in bocca” 😉

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        • 61Angeloextralarge

          Viviana: ma sei un pozzo di “sapere”!
          Non penso che si sono approfittati di me. Quando mi hanno parlato delle contrade è stato detto che l’Oca da anni non vinceva e me la sono presa a cuore subito. Loro erano avversari e per tutto il periodo ci divertivamo bonariamente a punzecchiarci sull’Oca arrosto.
          Saprai bene anche che una delle prime domande che ti fanno quando vai a Siena per un po’ è: “Che contrada csegli?”. Io che a quei tempi di contrade mi disinteressavo… ho dovuto fare qualche domanda….
          Grazie per lOca e per S. Caterina! Smack! 😀

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  12. Andrea Rebeggiani

    Arrivando a Chemnitz dall´autostrada, si legge una scritta di benvenuto firmata: Chemnitz, città della modernità. In città l´impressione è del tutto diversa: il centro supermoderno stride per contrasto con il resto della città, a cominciare dalle vie adiacenti, piene di palazzi del primo novecento, abbandonati e vuoti, con gli infissi e ivetri distrutti e, qua e là, ruderi di fabbriche chiuse e cadenti. La gente è divisa in due grandi gruppi: gli anziani, che cercano solo di sopravvivere, e i giovani senza radici e asserviti al consumismo e al pensiero unico. Sul dorso di questa città sono passete, a partire dal secolo scorso fino ad oggi, tre mostruose dittature, che hanno strappato l´anima alle persone: il nazismo, il marxismo-leninismo e il materialismo consumistico e relativista di oggi. Cosicché si dovrebbe firmare: Chemnitz, città per tre volte offesa dalla menzogna.

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    • Non conoscevo Chenmitz, ma sono andato a vedermi un po’ di foto su wikipedia…
      Hai ragione, si porta addosso tutti i segni di una storia tormentata, però magari vedendola da un’altra prospettiva questa potrebbe essere una base per ricostruire… o no?

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  13. Andrea Rebeggiani

    Certo! Per questo stiamo lì, accogliendo la chiamata del Signore a donare la nostra vita per i fratelli di questa città.

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  14. Che bel gioco don Fabio! Mi sono goduta tutti i vostri affascinanti commenti.
    Su Roma concordo assai. Ma vi rendete conto che con il costo del biglietto del bus a Roma fai un viaggio nella storia, e nella storia dell’arte? Ricordo quando tra una lezione e l’altra entravo a s. Agostino o a s. Luigi dei francesi e con 200 lire accendevo per un minuto la luce sul Caravaggio. La grande bellezza, senza bisogno del film. Non riesco neanche ad incavolarmi quando rimango imbottigliata nel traffico, se sono a Caracalla o a lungotevere dei Tebaldi. E poi, questa grandezza così … a portata di mano, quotidiana: mi viene in mente l’emozione di s. Teresina quando visitò il Colosseo, al pensiero dei primi martiri. E noi ci passiamo ogni giorno.
    Mmh, basta, scusate la retorica. 🙂

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  15. Lidia

    Da romana, Roma mi dice qualcosa tipo “stai serena che passa tutto” (il problema è che spesso i problemi che devono passare sono frane, allagamenti scioperi selvaggi, sporcizia, povertà, ecc. e questo MI RODE! ). Da esiliata, Brema (e i bremesi!!) dice(ono) “tu certamente sogni città e luoghi più grandi, più fighi e più belli, ma io ce la metto tutta per farti sentire coccolato e felice almeno per il poco tempo che mi dedichi” (e così molti non se ne vano più 😉 ).

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