Tra la solennità ed il cuore

Liturgie-Diakon-vor-Abt

Bisogna essere bambini per amare la liturgia.

Solo gli arroganti, i cinici, quelli che si sentono autosufficienti sono indifferenti al suo incanto.

I bambini godono spontaneamente della grandezza.

Perché sanno di essere piccoli.

Anzi, sanno che il grande protegge il piccolo, gli permette di essere se stesso.

Sono quelli che vogliono apparire grandi a non sopportare che ci sia un altro grande accanto a loro.

Sono i nani, non i bambini, che vogliono abbassare tutto alla loro misura.

I paramenti magnifici, l’architettura imponente, i gesti arcaici, le parole arcane non servono a dirti che sei piccolo.

E’ ovvio che sei piccolo.

Servono a dirti che fai parte di qualcosa di grande.

Lo scopo non è annientarti, ma farti sentire che in tutta quella magnificenza hai un posto.

Non sei un numero.

Pensate ai palazzi del potere, alle liturgie del potere.

Alle sedi delle banche, delle multinazionali.

Lì tutto è pensato per fare paura, per dirti: non vali niente.

Ma io quando entro a S. Pietro mi sento a casa,

abbracciato da quella bellezza.

Nel duomo di Orvieto sento la mano del Creatore

che mi copre e mi accarezza

e mi dice: “amico mio vieni più avanti”.

San Giovanni è una reggia, eppure è casa mia,

allora io sono un Re.

Oppure suo figlio.

Maestà che non opprime, grandezza che non umilia.

Ai superbi non piacciono le Messe solenni.

Ed è un paradosso, perché dicono di volere liturgie più semplici,

perché la Chiesa dovrebbe stare accanto ai poveri,

mentre i poveri, quelli veri, amano la solennità,

perché fa loro sentire che hanno un posto, almeno nella magnificenza di Dio,

la Messa solenne dice ai poveri che c’è un potere più grande di quello che li ha derubati del pane e della speranza.

E che dà loro ancora la possibilità di sperare.

Perché tutti un giorno chineremo il capo davanti a Lui.

Però bisogna dirlo. Con sincerità, bisogna dirlo:

Non è stato sempre così, non è sempre così.

Capita anche che la grandezza e lo splendore siano usati come armi,

come un codice segreto,

per tagliarti fuori, per dirti che non sei nessuno.

La differenza in realtà è sottile, è difficile da dire,

riguarda più l’intimo che la pratica del gesto.

Il cuore più della mano, o del vestito.

L’essere più che il sembrare.

E quindi non appare in superficie, bisogna andar nel cuore,

nel cuore del prete.

Perché dopotutto è lui che fa la Messa.

Ma il povero lo sa.

Magari non lo sa spiegare, ma lo sa.

Lo sa quando il prete ha in testa solo sottane e merletti

e quando pensa a Gesù

Lo sente se ha davanti un attore o un servitore.

Il povero lo sa che non c’è nessuna differenza tra il prete che si veste da pagliaccio per fare spettacolo e il monsignore che pensa solo all’incenso e ai paramenti.

Sempre attori sono, recitano in diverse compagnie, in teatri diversi, magari con diversi copioni,

ma sono attori, non servitori.

E nelle loro mani la liturgia non è più elevazione e liberazione, ma oppressione ed abbassamento.

Antica o moderna che sia,

in latino o in italiano,

sarà anche un bello spettacolo, suggestivo, mistico,

ma se il prete è un attore, al centro del rito non c’è più Dio, ma l’Io.

E l’Io non libera, non innalza. L’Io schiaccia ed umilia.

8 commenti

Archiviato in Spiritualità, Vita da prete

8 risposte a “Tra la solennità ed il cuore

  1. Pingback: Tra la solennità ed il cuore | La fontana del villaggio | Luca Zacchi, energie rinnovate e rinnovabili

  2. A me la liturgia è sempre piaciuta. Quando ero bambina si pregava in latino e alcune cose le capivo altre no, ma la magnificenza della musica che era sempre accompagnata da un organo, le canzoni cantate come se cantassero gli angeli,le sacre vesti dei sacerdoti, l,incenso che si adoperava di più, tutto questo era una meraviglia ai miei occhi di bambina e quando il sacerdote alzava l OSTIA CONSACRATA, così grande così bianca,mi ha sempre affascinata,ho sempre sentito un grande trasporto verso quel, OSTIA .
    E’ la cosa più bella che GESU’ ci ha lasciato.
    E poi non mi annoio mai ,specialmente se chi parla sa far entrare nel mio cuore ciò che dice.

    Mi piace

  3. Ma caspita, don Fabio, sei proprio tanto in gamba!
    Concordo con Bariom.

    Mi piace

  4. 61Angeloextralarge

    Adesso devo capire se sono nana o bambina… Fino al mio incontro con Gesù, e anche per qualche anno dopo, la liturgia mi sembrava una caricatura, uno spreco di tempo, di denaro anche. Le chiese mi sono sempre piaciute dal lato artistico, ma pensavo che erano troppo lussuose e costose, mentre la gente moriva di fame. Sig! Ho pensato anche questo…
    Poi, non so bene quando, tutto è cambiato: la liturgia mi appassiona, mi cattura in una maniera forte. Ho partecipato a ben due corsi liturgici in due diocesi diversi, entrambi tenuti da sacerdoti appassionati e ritenuti “cime” nel settore.
    Don Fabio, posso aggiungere nell’elenco delle chiese… Loreto? E’ favoloso essere lì dentro… e anche la basilica del patrono della mia cttà… c’è un’aria di preghiera intensa, che sembra trasudare dai cevvhi muri. Ah! Che roba!

    Mi piace

  5. alberto

    E’ la prima volta che entro in questo sito ed è anche la prima volta che lascio un messaggio in un blog. Ma non ho potuto fare a meno di farlo quando ho letto le prime righe. Come papà di un bambino di tre anni affascinato dalla liturgia non posso che dare la conferma a quanto scritto. Non so se centra la paternità spirituale visto che il padrino è un sacerdote ma con tre anni resta inchiodato davanti al televisore su TV2000, per non parlare dello sgranare degli occhi quando è in chiesa. I colori dei paramenti, l’incenso, le candele, tutto lo affascina. In questi mesi anche io mi sono chiesto se non ci sia veramente bisogno degli occhi di un bambino per toglierci le maschere che ci mettiamo davanti. Grazie per averlo ricordato a tutti noi.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...