La foglia di fico

Qualche volta, chiacchierando in libertà, mi sono divertito a lanciare una provocazione: cosa accadrebbe in Italia se la Chiesa Cattolica scioperasse?

Cosa accadrebbe se simultaneamente sospendessero i loro servizi gli ospedali e le scuole cattoliche? Se chiudessero anche solo per un giorno tutte le mense per i poveri e le case famiglia e le comunità di recupero e i centri di assistenza e gli sportelli per gli anziani e i CAF e i centri di ascolto e i centri di aiuto per i disabili e i dispensari e gli orfanotrofi e le case di ospitalità e gli sportelli lavoro e tutte le opere assistenziali gestite e mantenute dalla Chiesa?

Non è difficile immaginare che in poco tempo, forse in un giorno solo, l’intero sistema del welfare italiano collasserebbe. Di fatto lo stato italiano scarica sulla Chiesa la gran parte dei bisogni sociali, delegandole il compito di assorbire e disperdere la rabbia generata dal disagio sociale e dalla povertà.

In altre parole senza la Chiesa in Italia ci sarebbe una rivolta generalizzata, in base al principio per cui “A hungry mob is a angry mob” (Una folla affamata è una folla arrabbiata).

Per dirla in modo brutale la Chiesa, pur di poter amare e servire i poveri, si presta a fare da foglia di fico ad un sistema in se stesso sempre più folle e disumano, che genera più povertà che benessere.

In cambio fino a qualche tempo fa lo stato lasciava alla Chiesa una certa libertà operativa che le permetteva di svolgere la sua missione con relativa serenità. Faccio un esempio concreto: la mia parrocchia gestisce una mensa per i poveri che fornisce circa 900 pasti al mese, non molti in termini assoluti, una goccia nel mare, ma un soffio di vita in un quartiere come il nostro, dove le situazioni di povertà sono tante e molto diversificate. Facciamo il possibile per stare in pari con la burocrazia e mantenere tutto in regola, ma so perfettamente che se il comune si mettesse di punta a cavillare su sistemi di sicurezza e permessi di vario genere saremmo costretti a chiudere in poco tempo, non fosse altro perché non riusciremmo a sostenere i costi (un esercente può scaricare i costi della burocrazia e del fisco sui clienti, noi ovviamente no). Quindi c’è una sorta di tacito accordo: le ispezioni sono abbastanza amichevoli e in cambio noi continuiamo a garantire il servizio.

Immagino che una soluzione simile si ripeta anche su larga scala.

Però ho la sensazione che le cose stiano cambiando: sempre più spesso lo stato si intromette nel servizio di assistenza pretendendo di dettare regole e ancor di più di imporre una linea ideologica agli enti assistenziali, Chiesa compresa, così ad esempio negli Stati Uniti gli ospedali cattolici si vedono costretti nei fatti a praticare aborti, oppure in Francia le associazioni per l’adozione si vedranno costrette dalla legge Taubira a consentire l’adozione di bambini anche a coppie gay.

Di fronte a questo sviluppo è ancora possibile, perfino è ancora eticamente giusto, proseguire in questo collateralismo tra Chiesa e stato nell’assistenza ai poveri?

Ad esempio: mentre per la legge italiana il matrimonio sta diventando sempre più qualcosa di sostanzialmente diverso dal Sacramento che la Chiesa celebra, ha ancora senso mantenere l’automatismo per cui il matrimonio-sacramento ha ipso facto valore civile?

Lo so che questo significa nei fatti ripensare tutta la struttura del concordato tra stato e Chiesa, e forse è prematuro, ma credo che dobbiamo tenere questa prospettiva come orizzonte mentale, può darsi che stia arrivando un tempo in cui saremo costretti a farlo, a lasciare che lo stato vada in malora per non collaborare più con le sue nefandezze.

Molte volte i laicisti agitano il fantasma della revisione o addirittura dell’abolizione del concordato, pensando così di farci paura, in realtà i più avveduti sanno benissimo che lo stato avrebbe da rimetterci molto più della Chiesa da questa abolizione ed io sto cominciando a chiedermi se la Chiesa abbia realmente da guadagnarci a mantenerlo.

So che mi sto spingendo molto avanti e io stesso non sono certo di ciò che dico, ma la butto là anche a voi come provocazione, che ne pensate se scioperassimo?

Advertisements

19 commenti

Archiviato in Attualità, Vita da prete

19 risposte a “La foglia di fico

  1. Gian

    “..la mia parrocchia gestisce una mensa per i poveri che fornisce circa 900 pasti al mese, non molti in termini assoluti, una goccia nel mare, ma un soffio di vita in un quartiere come il nostro, dove le situazioni di povertà sono tante e molto diversificate..”
    Beh.. le cose non stanno molto diversamente nel resto dell’Italia: dove abito San Vincenzo, Caritas e banco alimentare, sopperiscono mensilmente a molti dei bisogni di circa 400 famiglie.
    Penso che non sia possibile scioperare senza inguaiare di più questa gente. Varrebbe anche la pena però capire quante di queste persone, per un buon ottanta percento immigrati di diversa provenienza, comprendano appieno le motivazioni Cristiane di queste associazioni. Temo anzi che spesso confondano l’origine di questo aiuto e manco si chiedano chi siano queste associazioni. Credo che un giorno.. solo per un giorno, tutte queste realtà che a diverso titolo operano una supplenza, una sussidiarietà nei confronti dello stato, convintamente e unitariamente scioperassero, metterebbero sotto gli occhi di tutti gli Italiani ma anche del mondo intero cosa si perderebbero senza la Chiesa Cattolica. Non so se sia fattibile, ma tendenzialmente sarebbe positivo attuarlo.

    Mi piace

  2. Io sono d’accordo, condivido ogni parola! Mah….saremmo capaci di farlo? Il nostro senso di responsabilità, di carità ce lo permetterebbe?
    In teoria, assolutamente si, è da tempo che lo penso. In pratica…siamo cattolici e il nostro cuore batte al ritmo di Cristo. Però anche Lui ha detto che dobbiamo essere astuti, no?

    Mi piace

  3. AngeloM

    Belle provocazioni!!!! Il concordato si lega all’8 per mille ed eliminarlo vorrebbe dire privare la Chiesa di un certo sostentamento… quel sostentamento che a sua volta ridistribuisce, in varie forme, a tutta l’umanità bisognosa e sofferente… L’assistenza filantropica fatta da uno stato laicista è una scimmiottatura di quella Cattolica, porta al disordine, allo spreco, spesso all’arricchimento personale, quasi sempre perdendo di vista l’uomo… La Chiesa Cattolica è sopravvissuta a Regni e Stati vari, riuscendo sempre a distribuire pani e pesci, a nutrire la carne e soprattutto lo spirito di tanti uomini di buona volontà, di tante famiglie che hanno poi costruito e retto nazioni, società civili. Se lo Stato taglia il suo cordone con la Chiesa, ed è probabile che lo faccia, collasserà perché si priverà dell’assistenza più efficiente. Se non vorrà ridare la giusta valenza al matrimonio, ritornare ai legami forti e duraturi, imploderà perché un castello non si costruisce sulla sabbia, benché meno sull’acqua!

    Mi piace

  4. Questo stato (minuscolo non a caso) è più fallito che fallimentare. Lo sciopero? E perché? E’ tempo perso. Lorsignori, per loro scelta, si stanno suicidando con le proprie mani e allora lasciamoli tranquillamente morire. Allora ci faremo una grande risata!

    Mi piace

  5. Come provocazione può essere presa in considerazione, così come un invito alla riflessione per chi sottovaluta (dentro e fuori la Chiesa) questi aspetti.
    Nel concreto… Dio fa nascere il sole ogni giorno e manda la pioggia sui giusti e sugli ingiusti (in questi giorni dalle mie parti la pioggia è per molti una sciagura…).

    Forse verra il giorno (come è già accaduto nella Storia) che queste realtà verranno forzatamente chiuse o impedite – che è altra cosa – e allora si comprenderà il loro reale valore, ma certo oggi come sempre, ciò che “muove” queste iniziative concrete è la Caritas Christi (urget nos) e questa è rivolta agli ultimi …e questa non va in sciopero. 😉

    Mi piace

    • giovanna

      Concordo con Bariom. Capisco la provocazione alla riflessione, ma aggiungo che la Chiesa non ‘si presta a far da foglia di fico…’ quando serve gli ultimi, ma solo incarna il vangelo, compie parte del suo dovere, si fa trasparenza di un Amore più grande cui tutto rinvia.

      Mi piace

  6. Paolo

    Non lo possiamo fare perché siamo ben consapevoli delle nostre responsabilità, sappiamo che i primi a subirne le conseguenze sarebbero i poveri più poveri, perché – diciamoci la verità – quelli che sono contro la Chiesa non hanno mai problemi a mangiare (e bene!) e ad avere un bel tetto sulla testa. Ma è molto importante lanciare queste provocazioni, se non altro per cercare di far ragionare la gente che parla a vanvera.

    Mi piace

  7. Massimo

    Al di là delle difficoltà gestionali con cui in questo Paese tutti facciamo i conti, che pure meritano attente riflessioni per trovare adeguate semplificazioni, il problema vero è trovarsi come in Francia a dover seguire criteri che non condividiamo. Quello no, non ce lo possiamo permettere. Obiezione di coscienza, costi quel che costi. La Chiesa non offre servizi, ma Amore

    Mi piace

  8. Giulio

    Sarebbe interessante “Vedere di nascosto l’effetto che fa”….
    Sarebbe interessante vedere le facce di chi si riempie la bocca di ideologie, di chi mette i bastoni tra le ruote con il solo scopo di sradicare la chiesa dal sentire della popolazione, facendola esistere solo nei libri di storia, per poi rimuoverla anche da quelli.

    Mi piace

  9. Una provocazione è di per sé paradossale, il suo scopo è quello di far riflettere e magari stimolare una discussione, non è nemmeno detto che rifletta in modo esatto il pensiero di chi la propone.
    Così voglio chiarire che non penso affatto ci chiudere la nostra mensa, costi quel che costi, né sto realmente suggerendo che la Chiesa debba/possa scioperare, è ovvio che ciò che facciamo lo facciamo per amore e dall’amore non ci si astiene.
    Il punto della questione è piuttosto se non sia ora di cercare altri modi di aiutare i poveri, sganciandoci dalla tutela statale che se per certi versi è comoda spesso dioventa anche un cappio e se non sia possibile immaginare percorsi assistenziali diversi che ci consentano una maggiore libertà, anche a costo di rinunciare a certe facilitazioni economiche o aun certo potere che, dobbiamo riconoscerlo, le nostre associazioni hano nel tempo acquisito

    Mi piace

    • Purtroppo caro Don Fabio credo che gli “sganciamenti” siano pressoché impossibili, se non altro a livello burocratico-permessi-annessi e connessi. “Bypassando” i quali ti trovi anche a pagar sanzioni per non aver fatto della “carità a norme” 😉 (non e-norme…)

      Mi piace

  10. A questa immensa folla di poveri ,se la Chiesa dicesse(ai cristiani) prima vieni a pregare e poi vieni a mangiare,pensi che ci sarebbe così tanta gente?Scusami sai don Fabio , ma provocazione su provocazione……….

    Mi piace

  11. Vega

    Secondo me non ha affatto senso uno sciopero da parte della chiesta e mi sorprende leggere certi commenti… Mi piace invece molto il commento di Massimo.
    Tra l’altro è bene pensare che ci sono molte organizzazioni che operano al di fuori della Chiesa e che comunque
    E qui voglio criticar il messaggio di Angelo
    ’assistenza filantropica fatta da uno stato laicista è una scimmiottatura di quella Cattolica, porta al disordine, allo spreco, spesso all’arricchimento personale, quasi sempre perdendo di vista l’uomo…’
    Niente di più falso, AngeloM dimentica che anche la Chiesa e tutto ciò che le ruota intorno è fatta di uomini e sono gli uomini che tendono a sbagliare e di uomini che pensano all’arricchimento personale e causano disordine/spreco e tutto il resto ci sono anche nell’ambito della Chiesa e di altre associazioni che li ruotano intorno e l’ho visto tante volte. Per inciso la mia critica è rivolta ai singoli uomini e non alle varie associazioni. Ci mancherebbe.
    Per Paolo “quelli che sono contro la Chiesa non hanno mai problemi a mangiare (e bene!) e ad avere un bel tetto sulla testa”. Anche questa è fuori dal mondo. Conosco persone che sono contro la Chiesa per via di loro esperienze personali e che si trovano anche senza tetto e senza mangiare.
    Tornando ad AngeloM se è vero che la Chiesa è sopravvissuta a regni vari ecc. ecc.. è vero anche che l’intero mondo è sopravvissuto alla Chiesa (potrei dire a chi vi faceva parte ma a quei tempi era lo stesso, nel senso che la Chiesa è coloro che ne fanno parte).

    Mi piace

  12. proprio oggi leggevo questo articolo, che riporta un audace pensiero del presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/vescovi-obispos-bishop-sarah-29329/

    in particolare mi colpiscono queste parole:

    «i valori cristiani che la guidano e l’identità ecclesiale dell’attività caritativa non sono negoziabili, debbono respingere qualunque ideologia contraria all’insegnamento divino, rifiutare categoricamente qualunque sostegno economico o culturale che imponga condizionamenti ideologici contrapposti alla visione cristiana dell’uomo».

    Mi piace

  13. continuando il discorso ,è che il governo sa, che la chiesa non chiuderà mai,certo se chiudesse sarebbe veramente il caos.Però se continua così sono troppo drastica se dico che forse stiamo andando incontro ad una guerra civile? C’ è una inerzia spaventosa……..da parte del governo …………

    Mi piace

  14. Mi intrometto da laico in una discussione che in effetti mi dovrebbe vedere sull’altro fronte, ma vorrei aprire la riflessione su un punto. Qui si parla di stato, ma a mio parere oggi lo stato non esiste più o è in dissoluzione, sostituito sempre più dalla società civile, il luogo in cui gli individui rivendicando le loro libertà, interagiscono produttivamente secondo interesse. In realtà il liberismo imperante ha portato a uno squilibrio tra i tre soggetti “famiglia, società civile e stato” a tutto vantaggio della secondo, penso quindi che in questo momento storico si debba pensare a rafforzare l’alleanza naturale tra famiglia e stato e la Chiesa a questo processo non è e non deve essere estranea. Naturalmente per Stato non intendo quello occupato e vilipeso di questi ultimi decenni, si tratta di un soggetto tutto da riedificare.

    Mi piace

    • Caro Bernardo, grazie del tuo contributo.
      Io personalmente temo molto la “civil religion”, l’idea cioè che la religione debba avere nel suo orizzonte o tra le sue priorità il bene politico.
      Indubbiamente la religione e ancor di più la fede, come sai i concetti non sono sinonimi, ha una funzione sociale importante di pacificazione e stabilizzazione.
      Però mi sembra che possa raggiungere questo obbiettivo solo non cercandolo, in maniera quasi incidentale, come un effetto collaterale. Altrimenti si produce quella alleanza “tra il trono e l’altare” che ha avuto esiti nefasti tanto in politica quanto in religione.
      Qualsiasi religione ha tra i suoi presupposti l’autoriduzione dell’io. Ponendo Dio al centro del proprio orizzonte l’uomo scalza se stesso dal trono, percepisce la sua piccolezza e si sottomette ad un sistema morale più grande di lui. Abdica così dal proprio egoismo e si apre all’altro. E’ così nel Cristianesimo, nell’Islam, nell’Ebraismo, nel Buddismo, nel Tao e in qualsiasi altro sistema religioso.
      Di fronte al nichilismo dilagante e all’affermazione del mito del superuomo a cui stiamo assistendo, indubbiamente questo è uno sviluppo positivo fondamentale ed è anche il presupposto irrinunciabile per un rafforzamento dello stato, perché il superuomo non può che essere anarchico, non tollerando alcuna autorità sopra di sé, tuttavia credo che questo sia un contributo accidentale e che non possa essere posto a tema da nessuna religione.
      In altre parole l’obbiettivo non può essere la detronizzazione dell’uomo, ma la glorificazione di Dio.
      In concreto questa diversa prospettiva non è questione di lana caprina, ma produce diverse mentalità, ad esempio nell’attuale dibattito che ferve sul “matrimonio omosessuale” e sul conseguente diritto delle coppie gay ad adottare la conseguenza della mia impostazione è che non si cercherà tanto di combattere i gay, quanto di affermare la priorità della famiglia.
      Operativamente, fattualmente, forse le due posizioni possono condurre a prassi simili, ma la differenza nelle intenzioni nel lungo periodo si vede eccome.

      Mi piace

      • Grazie Don Fabio per l’articolata risposta, è sempre un piacere dialogare con una mente acuta. Venendo all’argomento, certo tu sai che tutto ciò che agisce nella comunità e nel sociale è politica, e in questo senso la Chiesa fa politica, anche bere la cicuta è politica e non un atto individuale. Al contempo sono sempre stupito dall’attuale distanza che la Chiesa e i suoi rappresentanti ostentano riguardo all’alleanza tra il trono e l’altare, che indubbiamente storicamente in Italia è stata storicamente fino a ieri e non mi risulta l’assenza dalle manifestazioni pubbliche ed istituzionali di alti prelati. Questa non è e non vuole essere una critica ne una provocazione, ma viceversa la costatazione di un basso profilo segno forse di temporanea e temporale debolezza. Giustamente parli della religione come percorso di autoriduzione dell’io, ma concorderai con me che anche il percorso di un padre e di una madre è un percorso di autoriduzione dell’io, al contempo anche il percorso di un servitore dello stato si forgia su l’autoriduzione dell’io. Per questo centravo l’attenzione su l’biettivo comune la società civile che mi sembra venga confusa con lo stato e rappresenta attualmente il mostro che sta egoista e nichilista che sta distruggendo la famiglia, la Chiesa e lo stato. Sappiamo poi che il nichilismo afferma la morte di Dio e l’avvento dell’epoca in cui tutto è possibile. Le mie parole erano incentrate su la distinzione tra stato e società civile, tanto che non esistono più politici con una relativa cultura ma cittadini prestati alla politica, tecnici, siamo entrati in un mondo tecnocratico.

        Mi piace

  15. 61Angeloextralarge

    “la differenza nelle intenzioni nel lungo periodo si vede eccome” smack! 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...