L’esegesi nella vita quotidiana

Molti immaginano il mondo dei biblisti come un mondo di topi di biblioteca, capaci di sfidarsi a duello per la datazione di un manoscritto, mentre intorno a loro tutto il mondo brucia. E in buona sostanza hanno ragione.

Però non del tutto. A volte perfino tra i biblisti ci son persone normali. Così anni fa con alcuni amici abbiam scritto questo divertissement che spero vi piaccia, del resto ci sono diversi preti e/o studenti di Teologia che mi leggono e almeno loro dovrebbero divertirsi.

Immaginate di essere in macchina per andare al lavoro e vedete un segnale di Stop. Cosa fate?
Dipende da come interpretate il segnale:

• Un filosofo postmoderno de-costruirebbe il segnale (buttandolo giu’ con la macchina) ponendo fine per sempre alla tirannia del traffico Nord-Sud sul traffico Est-Ovest.

• Analogamente un marxista vedrebbe nel segnale uno strumento del conflitto di classe. Ne concluderebbe che la borghesia usa la strada da Nord a Sud ostacolando il progresso dei lavoratori della strada Est-Ovest

• Un cattolico osservante beneducato riterrebbe di non poter comprendere il segnale al di fuori della tradizione interpretativa della comunita’.
Osservando che la tradizione non prende troppo sul serio quel segnale non si sentirebbe obbligato a rispettarlo lui stesso.

• Un cattolico normale (O un ortodosso, o un copto, o un anglicano o un presbiterano o un metodista o qualsiasi altra cosa) non si preoccuperebbe affatto di interpretare il segnale, ma si fermerebbe se la macchina davanti alla sua lo fa.

• Un fondamentalista biblico prenderebbe il segnale in un senso molto letterale e si fermerebbe finche’ il segnale stesso non gli dice che puo’ proseguire.

• Un predicatore cercherebbe la voce “Stop” nel suo dizionario d’Inglese e scoprirebbe che puo’ significare: a) qualcosa che impedisce il movimento come un tappo ad un lavandino o un fermo ad una porta. B) una fermata di autobus o di treno.
Il punto principale del suo sermone domenicale sarà: quando vedete un segnale di stop quello è un posto in cui il traffico è bloccato, quindi è un buon posto per abbandonare la vostra auto.

• Un Ebreo ortodosso può fare una di queste due cose:
a) prendere un’altra strada per andare al lavoro, così da non dover disobbedire alla legge
b) fermarsi e dire “Benedetto sei tu Signore nostro Dio, re dell’universo, che ci hai dato questo comandamento di fermarci” aspettare tre secondi e ripartire.

Il Talmud osserva in proposito:
Rabbi Meir dice: “Chi non si ferma non vivrà a lungo”
Rabbi Hillel dice: “Maledetto chi non conta fino a tre prima di proseguire”.
Rabbi Simon ben Yudah dice: “perché tre? Perché il Santo, benedetto il suo nome, ci ha dato la legge i profeti e i libri di sapienza”.
Rabbi ben Isaac dice: “perché i grandi patriarchi sono tre”.
Rabbi Yehuda dice: “Perché benedire il Signore vedendo il segnale di stop? Perché il Signore dice: Fermatevi e sappiate che io sono Dio”.
Rabbi Ezechiele dice: “Quando Jefte ritornò dall’avere sconfitto gli Ammoniti, il Santo, benedetto il suo nome, sapeva che un somaro sarebbe uscito di casa e avrebbe superato sua figlia, ma Jefte non si fermò al segnale di stop e così l’asino non fece a tempo ad uscire. Così la prima che egli incontrò fu sua figlia, e la perdette. Questo gli accadde come giudizio per la sua trasgressione al segnale di stop”.
Rabbi Gamaliele dice: “Quando Rabbi Hillel era bambino non ha mai detto una parola, sebbene i suoi genitori per cercare di insegnargli a parlare gli avessero mostrato un rotolo della legge. Un giorno mentre era in macchina con suo padre, passando ad un segnale di Stop disse forte: “Fermati padre!” In questo modo egli ha cominciato a leggere e parlare allo stesso tempo. Per questo e’ scritto “dalla bocca dei bambini ti sei procurato una lode”.
Rabbi ben Jacob dice: “Da dove viene il segnale di Stop? Viene dal cielo, poiché è scritto: La tua parola Signore è fissata per sempre nei cieli. Quando è stato creato? Il quarto giorno, poiche’ e’ scritto: “Lo servano come segnali”.
Rabbi Joshua dice…. (continua per altre tre pagine)

• Un fariseo farebbe la stessa cosa di un Ebreo ortodosso, solo che aspetterebbe dieci secondi invece di tre.
Sostituirebbe anche la sua luce di stop con un faro da 1000 Watt e collegherebbe il clacson al pedale, in modo da farlo suonare ogni volta che si ferma.

• Un professore di un “Jesus Seminar” concluderebbe che indubbiamente il passo “STOP” non è mai stato pronunciato dallo stesso Gesù, ma appartiene interamente al terzo livello del processo di formazione dei Vangeli, quando la Chiesa iniziò a confrontarsi con il problema del traffico nelle grandi città pagane (Corinto, Roma ecc.)

• Un professore di esegesi del NT noterebbe che non c’è alcun segnale di stop in via Marco, ma ce ne sono in via Matteo e in via Luca. Ne concluderebbe che i segnali di stop sono entrambi copiati dal segnale di una ipotetica via Q.
Poi ricorderebbe un eccellente saggio di un autore tedesco, che in oltre 500 pagine spiega le origini del segnale di stop e le differenze tra la versione lucana e la matteana.
Sfortunatamente in questo saggio c’è una piccola omissione, l’autore ha dimenticato di dire cosa il segnale significa.

• Un professore di esegesi dell’AT sottolinea che tra la prima e la seconda parte del passo ci sono delle significative differenze. Per esempio in “ST” possono essere rintracciate tre inclusioni e un parallelismo, mentre in “OP” ci sono solo due inclusioni e nessun parallelismo. Ne conclude perciò che l’autore della seconda parte del passo è differente da quello della prima ed è vissuto probabilmente circa duecento anni dopo, nel periodo post-esilico.
Un altra tesi è che la seconda parte è a sua volta divisa in due sotto-parti, O e P, probabilmente da attribuire a due autori diversi.

• Un altro docente di esegesi dell’AT osserverebbe che il segnale si trova nel contesto appropriato tre incroci prima ed è probabilmente stato spostato nella sua posizione attuale da un redattore successivo.
Propone perciò di leggere l’incrocio come se il segnale non ci fosse.

• Un altro docente di esegesi dell’AT propone di modificare il testo da “STOP” a “SHOP”, più comprensibile in questa posizione, essendo l’incrocio posto accanto ad un centro commerciale.
La corruzione del segnale è probabilmente dovuta alla frequente ripetizione del segnale di stop negli incroci precedenti.

• Un Testimone di Geova passerebbe velocemente, diretto alla più vicina sala del Regno, ben sapendo che già 144.000 autisti si sono fermati a quel segnale e perciò esso non lo riguarda più.

• Un Mormone, assonnato per la carenza di caffeina, concluderebbe nondimeno che un angelo ha messo quel segnale espressamente per lui, vedrebbe nel segnale un messaggio dalle perdute tribù di Israele e lo spiegherebbe subito alle mogli, sedute nel resto del pullman.

• Un Cattolico tradizionalista, vedendo nel segnale un’innovazione postconciliare, si fermerebbe, ma pretenderebbe energicamente di sapere cosa c’era prima al posto di quel segnale, piangendo per le ricchezze del passato perdute. Ricorderebbe la magnificenza delle scritte dei tempi antichi e il loro splendido colore rosso.
Direbbe poi numerosi rosari per espiare le bestemmie degli autisti fermi alle sue spalle. Più tardi, in ospedale, chiederebbe l’estrema unzione.

• Un New-Ager vedrebbe nel segno una figura dai numerosi simboli spirituali. Nella circolarità del segnale vedrebbe la necessità di riprendere contatto con il suo perduto bambino interiore e comincerebbe un canto di guarigione.
Mentre gli altri autisti intorno esprimono rabbia e frustrazione li inviterebbe ad unirsi al canto, dicendo: “Tutto ciò di cui avete bisogno è amore”.
Nella rissa seguente sarebbe temporaneamente accecato dal bagliore dei suoi cristalli e condotto via dall’incrocio dal suo spirito-guida a cui più tardi si riferirà chiamandolo angelo.

• Un carismatico infine preso dall’ebbrezza dello Spirito, cantando e battendo le mani non vedrebbe nemmeno il segnale e si fermerebbe comunque, ma in un pauroso incidente che coinvolge altre dieci macchine.

Se poi qualcuno avesse voglia di prolungarlo nei commenti fate pure… è vecchio di 18 anni, ma è ancora un work in progress 😉

Pubblicato la prima volta su “Uscite popolo mio da Babilonia” il 4 Febbraio 2012

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9 commenti

Archiviato in Bibbia, Umorismo

9 risposte a “L’esegesi nella vita quotidiana

  1. Ottimo Replay! STOP – SHOP è spassosissima! E comunque fa riflettere assai… in primis sulla reale e concreta utilità dell’esegesi nella vita quotidiana dei cristiani, e in secondo luogo sull’estrema facilità di prendersi cantonate leggendo la Bibbia “Do It Yourself”

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  2. Dopo tante riflessioni ,domandiamo a un ragazzo del sabato sera che segnale è e risponderà “quale segnale ………perchè c’era un segnale? ma forse non potrà neanche rispondere.

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  3. 61Angeloextralarge

    Un francescano ignorerebbe lo STOP ricordandosi che il Signore a Francesco ha detto “Va’, ripara la mia casa” e non “STOP ripara la mia casa”…

    Oso? Ma sì!…
    Papa Francesco ignorerebbe anche lui lo STOP, perché se occorre andare nelle strade, nell’urgenza della missione… non ci si può fermare… 😉

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  4. Giampiero

    E manca la parte di litania ” civile”, suddivisa per vari “ambienti” ( politica,sanità, burocrazia, condominio, accademia, militari,etc).
    Parafrasando un politico di tragico successo dello scorso secolo direi: ” Governare il mondo non è difficile o impossibile…è inutile!”

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