Prima del concerto

522358_283935385029347_967826200_n

Quanto amo il momento di silenzio che precede l’inizio di un concerto!

Il direttore d’orchestra batte tre colpi con la bacchetta sul leggìo e come d’incanto la cacofonia incomprensibile degli strumenti che cercavano di accordarsi si quieta.

Tutti rivolgono lo sguardo in alto, verso di lui, in attesa di quel cenno che raccolga in unità ogni sforzo e dia inizio a tutto ciò che deve accadere.

Un attimo sospeso, pieno di magia, una pausa che potrebbe durare all’infinito, in cui il tempo sembra fermarsi.

Immagino cosa passa nel cuore degli orchestrali in quel momento, che mica son macchine e ci batte un cuore sotto il metronomo, a dettare i veri tempi della musica. Sono tesi, ansiosi, sanno che sta per accadere un miracolo, ed è affidato a loro, alla loro ubbidienza, alla loro docilità al movimento di quella mano che ora chiede il silenzio.

Immagino il pubblico: è rapito. Qualcosa di grande sta per accadere e tutti lo sanno. Hanno pagato, a volte anche un prezzo molto alto, per essere lì in prima fila, a godere di questo prodigio e riceverne la luce, il calore, la bellezza, la vita ed ora non ne possono quasi più di aspettare.

E poi c’è il direttore. Lui è l’unico a non essere in ansia. Non può, non deve. Perché è lui che deve trasmettere a tutti forza, e vita, e ritmo, e sicurezza, e bellezza.

Questo è il Sabato Santo che stiamo per celebrare.

Con la bacchetta della Croce il Padre ha battuto sul mondo tre potenti colpi ed ora tutti sono fermi: gli angeli, i santi, la Chiesa, il mondo, io.

Tutti con il fiato sospeso, tutti a chiedersi se la Vita vincerà, se davvero l’amore è più forte della morte.

Non ve ne accorgete che il mondo si è fermato?

Come quando nei film parte il ralenti al bacio finale, tutto nei giorni di Pasqua sembra girare più lentamente, fino al sabato, fino al momento in cui tutto si congela e si ferma.

Per questo veliamo le immagini, per questo non si può celebrare la Messa, perché in questo giorno nulla può accadere.

In attesa che Tutto accada.

E’ il giorno sospeso, il giorno dell’attesa. Il giorno in cui tutti volgono lo sguardo in alto, verso il Direttore d’Orchestra, l’unico vero Direttore, quello di cui Muti e Von Karajan sono una muta icona (e non lo sanno).

Quanto amo il Sabato Santo!

Annunci

4 commenti

Archiviato in Spiritualità, Vita da prete

4 risposte a “Prima del concerto

  1. Bellissimo, grazie, l’ho condiviso!

    Mi piace

  2. E’ vero, è l’attimo prima,si è quasi sospesi fra cielo e terra, e poi l’incanto.
    Più è bello ciò che senti e che vivi e più è emozione pura.
    Si l’amore è più forte della morte per forza ,è così deve essere così,altrimenti che cos’è la vita solo sofferenza, dolore, malattie, lacrime?Il rovescio di tutto questo è l’amore che viene da Dio e di conseguenza tra noi .La croce è un atto d’amore .

    Mi piace

  3. E tutte le voci si accordano e all’unisono prorompono nell’ “Exultet” nell’Alleluia Pasquale da tanti giorni nel silenzio trattenuto.

    Mi piace

  4. io so cosa prova un direttore, essendo direttore di coro e una volta anche d’orchestra….l’ansia c’è…eccome…ma c’è anche la consapevolezza che davanti a te hai delle persone di cui sei responsabile, perchè se io sbaglio , sbagliano anche loro….e il problema non è solo l’attacco sbagliato….tu dici:”Sono tesi, ansiosi, sanno che sta per accadere un miracolo, ed è affidato a loro, alla loro ubbidienza, alla loro docilità al movimento di quella mano che ora chiede il silenzio”… il problema di un direttore è anche quello, di riuscire a farsi ubbidire, a rendere docili i coristi, a creare l’attimo di silenzio, di concentrazione dal quale poi scaturirà tutto il resto…..a fare il direttore ho capito quanto sia difficile esserlo….ma anche quanto sia importante e soprattutto quanto sia gratificante quando il concerto svolge al meglio e sai che l’esito positivo è dato dal fatto di aver creato un feeling con il coro….di fronte ai coristi non c’è più un personaggio superiore a loro a cui ubbidire…ma c’è una madre amorosa che vuole il meglio per i propri figli, anche se son figli un pò discoli e dispettosi…e il bello è rendersi conto che loro capiscono ciò che gli viene dato e si sentono sicuri, sciolti, privi di ansie e cantano con tutto il cuore.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...