Wish you were here

giovannipaoloii_wojtylaR400_thumb400x275Non ho voluto parlare di te a caldo, nei giorni della tua canonizzazione, un po’ perché ero molto occupato, ma anche perché ho con te un rapporto troppo personale, troppo intimo per unirmi al coro mediatico che ha accompagnato l’evento.

Sei sempre stato al centro della mia fede, e se devo a Ratzinger/Benedetto XVI gran parte della mia teologia e della mia capacità di “pensare Dio” a te devo di più. Da lui ho appreso la forma della fede, a te devo il colore, il tono emotivo, il fuoco interiore che ti animava e, spero, vive un pochino anche in me.

Credo che ricorderò per tutta la vita l’impressione vivissima che da giovane seminarista ebbi assistendoti nella celebrazione della Messa, la tua concentrazione assoluta, l’autentico spirito di adorazione con cui consacravi il corpo e sangue di Cristo in un rito che nelle celebrazioni private ti permettevi di dilatare nel tempo anche fino a una durata di cinque minuti, perso com’eri nella contemplazione del corpo di Cristo tra le tue mani. Quel giorno proposi a me stesso di mettere in ogni eucaristia la stessa concentrazione, la stessa presenza al mistero…

Avevi un dono particolare: sapevi far sentire ognuno protagonista, anche quando parlavi a un milione di persone ognuno sentiva che ti rivolgevi direttamente a lui e non hai mai guardato la folla, no, tu guardavi ciascuno. Era impossibile incrociare il tuo sguardo anche solo per un attimo senza sentirsi interpellati ed amati personalmente.

Da te ho imparato uno stile sacerdotale, che con molta umiltà, consapevole della mia insufficienza, cerco di imitare. Quello che più mi incantava in te è che non avevi bisogno di reprimere nulla della tua umanità traboccante, a volte quasi esagerata nelle manifestazioni e nei gesti, perché tutto, con tutta evidenza, in te era rivolto a Dio. Mi hai mostrato con la tua vita che Dio e l’uomo non sono affatto in concorrenza. Posso dire che sei stato smisuratamente uomo e per questo sei smisuratamente santo. E per questo ti amo e vorrei essere come te.

Hai accompagnato quasi trent’anni della mia vita cristiana, quelli decisivi, e quindi è logico che avrei tantissime cose da dire su di te, aneddoti da ricordare, impressioni fondamentali che conservo nel cuore. Siccome però non so scegliere, voglio ricordarti con una cosa che hai scritto tu, un brano dell’Enciclica “Novo Millennio Ineunte”, snobbata quasi da tutti e invece era il tuo vero testamento spirituale:

“C’è Bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera. (…) Sappiamo bene che la preghiera non va data per scontata. E’ necessario imparare a pregare, quasi apprendendendo sempre nuovamente quest’arte dalle labbra stesse del Maestro divino, come i primi discepoli: “Signore, insegnaci a pregare!” (Lc. 11,1). Nella preghiera si sviluppa quel dialogo con Cristo che ci rende suoi intimi: “Rimanete in me e io in voi” (Gv. 15,4).

Questa reciprocità è la sostanza stessa, l’anima della vita cristiana ed è condizione di ogni autentica vita pastorale. Realizzata in noi dallo Spirito Santo, essa ci apre, attraverso Cristo ed in Cristo, alla contemplazione del volto del Padre.

Imparare questa logica trinitaria della preghiera cristiana, vivendola pienamente innanzitutto nella liturgia, culmine e fonte della vita ecclesiale, ma anche nell’esperienza personale, è il segreto di un cristianesimo veramente vitale, che non ha motivo dio temere il futuro, perché continuamente ritorna alle fonti e si rigenera” (NMI 32)

Ritorna a dirci queste cose dal cielo, mostra a tutti noi il volto del Figlio, il cammino verso il Padre, l’esperienza dello Spirito. Abbiamo bisogno di te. Più che mai.

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3 commenti

Archiviato in Attualità, Spiritualità, Vita da prete

3 risposte a “Wish you were here

  1. Vincio

    Un uomo pieno di Spirito Santo
    preghiera vivente
    amico nella Verità
    fecondo nella Carità
    poeta nel Cammino
    tutti noi siamo pieni di gratitudine
    per l’amore che ha donato ad ognuno di noi

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  2. Giampiero Cardillo

    Hai ragione don Fabio, mi erano proprio sfuggite due parole che assieme valgono un milione di libri di teologia:l’arte della preghiera!
    Questa si che è ” la (più)grande bellezza”.
    Grazie. A Dio, a S. Giovanni Paolo e a te.

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  3. 61angeloextralarge

    Grazie, Don Fabio. Per l’amore che traspare e trasmetti in questo post.

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