Se tu fossi stato qui

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Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto!
Questo dice Marta a Gesù, lo abbiamo ascoltato nel Vangelo di ieri, ma davvero era così? Davvero Gesù non era anche là? La frase di Marta rivela una concezione facile, ingenua, della fede: Gesù è quello che mi fa star bene, è quello che mi tira sempre fuori dai guai. Però l’esperienza ci insegna che le cose non vanno affatto in questo modo.

Prendi padre Jacques per esempio, non c’è alcun dubbio che Gesù fosse lì con lui nel momento in cui è stato ucciso. Era lì nel pane eucaristico, era lì nel Vangelo appena proclamato, era lì nella comunità riunita in preghiera, eppure questo non ha fermato l’assassino che lo ha sgozzato come un animale. Cosa dobbiamo pensare allora? Se Gesù era con lui, perché mio fratello è morto?

Ad uno sguardo superficiale questo può significare due cose: o che Gesù non era affatto con lui, cosa che non può essere, come abbiamo detto, oppure che Gesù non è Dio, cosa che certamente era l’intento degli assassini dimostrare.

Ma c’è una terza risposta possibile: Gesù ci chiama a condividere la sua passione, ci chiama accanto a sé sulla croce, a soffrire con Lui per la vita del mondo. Non piegando le ginocchia davanti ai suoi uccisori padre Jacques ha dato proprio a loro la sua ultima e definitiva testimonianza, è per amore di Cristo, ma anche per amore di quelli che lo hanno ucciso, proprio di quei due, che è morto.

Dobbiamo cominciare ad entrare in questo ordine di idee. La strage di Rouen rappresenta un obiettivo salto di qualità, per la prima volta anche in Europa cominciamo a sperimentare quello a cui i nostri fratelli siriani o senegalesi o nigeriani o iraqeni o turchi ormai sono abituati a convivere e dobbiamo imparare a farci i conti.

In questa situazione ci sono i negazionisti, quelli cioè che vogliono illudersi che non è successo niente e ci sono quelli che invocano la soluzione militare o politica che sia, che significa mettersi sotto la protezione del Cesare di turno.

Entrambe le ipotesi sono fallimentari, io per mio conto invece mi rallegro perché spero che tutto questo risvegli in noi la consapevolezza della serietà della fede, la realtà del fatto che essere amici di Gesù, come Lazzaro e come padre Jacques, non ci mette affatto al sicuro da un certo punto di vista, anzi, ci invita a condividere la vita, e quindi anche la morte, del nostro Amico.

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2 commenti

Archiviato in Spiritualità

2 risposte a “Se tu fossi stato qui

  1. mauriziodones

    L’ha ribloggato su Betania's Bar.

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  2. In realtà è proprio perché Cristo era lì con lui che padre Jacques è morto come è morto…

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