Le ossa del pescatore

figura-4-il-muro-g

Accade a volte di seminare piccoli sassolini in giro, che poi ti volti indietro e riconosci che come Pollicino hai tracciato senza volere un percorso. Un paio di anni fa scrissi per “La Croce” questo articoletto, che partendo dalla archeologia diventava una meditazione accorata e innamorata sul ministero petrino. Oggi che si discute di questo ministero perfino “nelle taverne”, non mi sembra fuori luogo ripubblicarlo.

“Il signor Shaw non riesce a capire che ciò che è prezioso e degno d’amore ai nostri occhi è l’uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fondate sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite. Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell’Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza, che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest’unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.” (GKC, da Eretici)

Noi Romani abbiamo uno strano rapporto con la nostra città, siamo consapevoli di essere i portatori di una tradizione quasi trimillenaria di cui siamo fieri ed orgogliosi, ma spesso ne ignoriamo totalmente i dettagli o semplicemente ce ne disinteressiamo, accontentandoci di sedere orgogliosi sulle magnifiche vestigia del passato, ma senza preoccuparci di scavare per conoscerle meglio o di rinnovarle adattandole alla nostra vita quotidiana.

Così non di rado succede che siano i turisti a rivelarci nuovi aspetti o immagini della nostra città, che pure tanto amiamo.

Essendo io un vero Romano non faccio eccezione, e quando qualche giorno fa degli amici americani mi hanno chiesto di accompagnarli a venerare le ossa di Pietro ho dovuto confessare, con mia vergogna e loro grande stupore, che ero giunto alla veneranda età di cinquantatre anni senza mai visitare gli scavi sotto la basilica Vaticana.

Ho scoperto peraltro che la cosa era assai più semplice del previsto: attraverso una facile prenotazione via internet e con una spesa irrisoria ho avuto a disposizione una guida di prim’ordine e un’organizzazione perfetta per un tour di due ore con un piccolissimo gruppo.

Il ragazzo che ci faceva da guida era competente e appassionato e ha “tenuto botta” senza scomporsi anche davanti alle domande di un’allievo discolo ed esigente come il sottoscritto. Così ha costruito il nostro itinerario come se fosse un “giallo”, raccontandoci la storia della ricerca di queste ossa intrecciando archeologia, storia e attualità in modo avvincente.

Finché siamo arrivati davanti alle ossa.

Ok, non c’è scritto il nome di Pietro su quelle ossa, per carità. Però i dati scientifici a nostra disposizione sono compatibili su ciò che sappiamo del più famoso pescatore di tutti i tempi: sono certamente le ossa di un uomo morto all’età di 60-65 anni nel primo secolo D.C. presumibilmente crocefisso. Questo dato unito al fatto che sono state rinvenute in una nicchia a parte nella tomba che ormai tutti gli studiosi riconoscono essere stata con certezza la tomba di Pietro basta e avanza non solo alla mia fede, ma anche alla mia intelligenza, per dire con certezza, come recita la scritta sull’arcosoglio del vano in cui sono state trovate le ossa, “Pietro è qui”.

E così sono caduto in ginocchio davanti a quelle ossa, incurante del disagio, dello spazio angusto, della guida che metteva fretta perché dietro di noi c’era un altro gruppo che incalzava, e riuscivo solo a pensare: è vero, è tutto vero! Queste sono le ossa che hanno camminato sulle acque, sono le ossa che hanno visitato la Tomba Vuota, che sono cadute in ginocchio davanti a Gesù che diceva “Su questa pietra fonderò la mia Chiesa”…

Già, la Chiesa… letteralmente la Chiesa è fondata sulle ossa del Pescatore, visto che quelle ossa sono alla base dell’altare maggiore della basilica, lì dove la tradizione, senza alcuna evidenza archeologica, aveva sempre detto che fossero. E bisogna rendere onore a Pio XII, che in piena seconda guerra mondiale ha autorizzato gli scavi senza sapere realmente cosa sarebbe stato trovato sotto la basilica Vaticana, scavi mantenuti segretissimi per dieci anni (e questo è già di per sé un miracolo, pensate solo all’enorme movimento di terra che comportava lo scavo di un’intera necropoli).

La Chiesa è fondata sulle ossa del Pescatore. Letteralmente. Tutto ciò che è venuto dopo: duemila anni di storia, a volte gloriosa a volte nefanda, papi, concili, paramenti solenni, santi e briganti, principi e mendicanti… tutto principia da quelle ossa, tutto ha in quelle ossa la sua giustificazione, perché la Chiesa non è solo un ideale né un’organizzazione umana, pur essendo anche questo, ma è innanzitutto la risposta ad un fatto, l’umanissima ed imperfetta risposta ad un evento sconvolgente: Dio si è fatto uomo ed è morto e risorto per noi. E allora quelle ossa sono anche le ossa di Lino, Cleto, Clemente e Sisto. E di Eugenio III e di Pio X e di Paolo VI e di tutti quelli raffigurati nella splendida teoria di medaglioni che adorna San Paolo fuori le mura, fino al mio amatissimo Karol.

Insomma, quelle ossa raccontano una storia e mi dicono che all’inizio di tutto non c’è un mito, ma un uomo. E un uomo straordinariamente comune, tanto medio da sembrar mediocre. Non il geniale Paolo, non il mistico Giovanni, ma uno che è contemporaneamente forte e vigliacco, passionale e timido. Insomma, uno in cui tutti noi possiamo riconoscerci.

Proprio per questo so che questa storia è vera, perché parla di Pietro, perché parla di me. Per questo, proprio per questo, quelle ossa hanno la forza di sostenere tutto.

4 commenti

Archiviato in Spiritualità

4 risposte a “Le ossa del pescatore

  1. lucia1332

    Grazie! Buona domenica

    Mi piace

  2. Martina

    Grazie!!!!

    Mi piace

  3. Ma ciò che è ancora più sorprendente é ciò che ancora dovrà essere… ” Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.” (Ez 37, 3-10)
    Così per le ossa d Pietro, di tutti i Santi, per quelle di mio padre, di colei che fu mia sposa e spero a Dio piacendo, delle mie.

    Mi piace

  4. Giampiero Cardillo

    Benedetti pellegrini!
    Sono spesso il sale della terra per noi romani, che in cuor nostro sappiamo che tutto il mondo è qui, ma viviamo come se fossimo le guardie giurate all’esterno di una banca piena di tesori che non vedremo mai, pur sapendo che oltre quella porta ci sarebbe un motivo in più per salvarsi.
    Magistrale come sempre la tua riflessione.
    Grazie.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...