Non vi azzardate a morire (senza aver letto “I fratelli Karamazov”)

Dostoevskij_1872

Qualche tempo fa ho severamente vietato ai miei parrocchiani di morire senza aver letto “I fratelli Karamazov”. Dostoevskij è quasi un padre della Chiesa per la profondità dei suoi scritti e la sua conoscenza del cuore umano, è uno di quei geni che ne nascono solitamente un paio per nazione in un millennio, e la Russia è stata così eccezionalmente benedetta da averne due o tre quasi coevi, visto che Solove’ev ha vissuto appena dopo. 

Può darsi che qualcuno si sia sorpreso del mio scherzoso ammonimento, allora voglio copiare per voi una pagina straordinaria.

“La cosa più importante è che voi non mentiate a voi stesso. Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper più distinguere la verità né dentro se stesso né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri. Costui, non avendo rispetto per nessuno cessa di amare e, incapace di amare, per distrarsi e divertirsi si abbandona alle passioni e ai piaceri volgari e nei suoi vizi tocca il fondo della bestialità, e tutto questo a causa della incessante menzogna nei confronti degli altri e di se stesso. Colui che mente a se stesso è più suscettibile degli altri all’offesa”

Non è stupefacente? A me sembra una lettura perfetta di questo nostro tempo, così dominato dal culto dell’apparire da dimenticarsi di essere.

Abbiamo un facile test per comprendere se l’uomo che abbiamo di fronte è oppure sembra soltanto: la sua capacità di sopportare le offese. Colui che veramente è se le lascerà scivolare addosso, come la pioggia su un buon impermeabile inglese, perché egli sa di essere e non fa dipendere la sua consistenza dal giudizio altrui. Colui che invece vive per questo giudizio e ne dipende totalmente non potrà sopportare nemmeno la più piccola macchia sul suo proprio nome.

Anzi, Dostoevskij va ancora più a fondo e nota come l’offendersi sia una sorta di droga, che c’è un piacere perverso nell’offendersi pubblicamente, è un modo per diffamare il nostro diffamatore, per rendere pan per focaccia vestendo i panni dell’agnello, per chiamare tutti alla compassione verso di noi. Il cuore del finto offeso si nutre di finta compassione in una moltiplicazione di finti sentimenti come duplicati in una sala degli specchi, che si accrescono l’un l’altro gonfiandosi sempre più di aria e di vuoto. Simili illusioni però non possono saziare il cuore di nessuno.

“Offendersi a volte è molto piacevole, non è vero? Eppure lei sa che nessuno le ha arrecato offesa, ma lei stessa se l’è inventata e ha mentito per mettersi in mostra, ha esagerato per ingigantirla sempre più e creare un quadro pittoresco (…) lei sa benissimo tutto questo, eppure è il primo ad offendersi, a offendersi per provare piacere, per assaporare una grande soddisfazione, così che finisce con il nutrirsi di un autentico rancore”

Non è stupefacente? Al netto di questo cumulo di menzogne la sola cosa autentica che resta è il rancore, un rancore basato sul niente, che però ferisce davvero, perché impedisce che le persone si incontrino, che nascano vere relazioni.

Annunci

3 commenti

Archiviato in Spiritualità

3 risposte a “Non vi azzardate a morire (senza aver letto “I fratelli Karamazov”)

  1. chiara

    È un ammonimento giustissimo, anche il nostro parroco ama Dostoevskij! Io confesso una predilezione per Tolstoj, ma sono molto legata a I fratelli Karamazov, che infatti vorrei rileggere presto

    Mi piace

  2. Sono d’accordo con lei però quando lo dico io nessuno mi da retta! Ma continuo e io aggiungerei anche qualcosina di Dickens

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...