Un messaggio urgente

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Cari amici, il vangelo di oggi, 20 Dicembre, mi ha suggerito di farvi gli auguri di Natale con questa splendida immagine del Beato Angelico, custodita nel museo diocesano di Cortona.

Meditando il Vangelo di oggi sono stato colpito da una sola parola: il verbo “Entrando”. “Entrando da lei (l’angelo) disse: Rallegrati piena di Grazia” (Lc 1,28). Mi sembra che il pittore abbia colto perfettamente questo momento, si comprende come per lui l’evento dell’Annunciazione e del Natale è l’irruzione della Parola di Dio nella vita.

Maria siede quieta in uno spazio chiuso, il libro aperto sulle sue ginocchia ci dice che sta meditando, ed in quel momento, forse proprio per la sua meditazione, tutto si mette in moto. L’angelo sfolgorante di luce irrompe nel semibuio, ad illuminarlo (è lui il centro da cui promana tutta la luce del dipinto). L’Angelico lo raffigura proteso in avanti, con una gamba piegata, quasi in corsa, sebbene certo non sia in affanno (la si potrebbe definire una corsa calma, con un ossimoro che se apparentemente non ha alcun significato, ne ha invece tantissimo nella vita spirituale: non è forse questo ciò che la nostra vita di credenti dovrebbe essere, una corsa calma?).

A quel punto Maria si piega in avanti, a formare uno spazio concavo, quasi un utero materno in cui si possa riversare la Parola di Dio. Parola che viene raffigurata plasticamente, come in una anticipazione dei moderni fumetti.

Il dito sollevato dell’angelo ha una doppia funzione: da una parte avverte Maria che qualcosa di molto importante sta accadendo, dall’altra sembra quasi posto sulle labbra, come un invito al silenzio, perché solo il silenzio è una risposta adeguata alla Parola di Dio, tacere non è passività, il silenzio cristiano è un silenzio attivo, è quel inchinarsi in avanti, verso la Parola che arriva, che apre lo spazio interiore e permette che siamo fecondati.

Dice Origene che noi dobbiamo gestare la parola di Dio, custodirla nel silenzio del nostro cuore senza fretta, per non rischiare di abortirla in un parto prematuro, lasciarla maturare e crescere dentro di noi finché la Parola stessa non scalpiterà per uscire, con una forza ormai diventata incontenibile. È per questo forse che a volte le nostre parole sono insufficienti, vuote, senza nerbo né fiato. Parole impotenti, argòn, così le definisce Gesù avvertendoci che di ciascuna di queste ci sarà chiesto conto. Se le nostre parole sono impotenti è perché sono aborti di parola, che non abbiamo lasciato crescere a sufficienza nell’utero del cuore.

Ma c’è un’altra cosa che mi colpisce in questa tavola, insolitamente dinamica per essere un’immagine medioevale, ed è il fatto che l’angelo parla mentre è ancora in movimento. È tanto urgente il suo messaggio che non aspetta di essere entrato per riferirlo, ma lo dice mentre sta ancora entrando, come di chi riporta una vittoria, come di chi riferisce una notizia eccezionale. Sì, il Natale è un messaggio urgente, urgentissimo, in questo mondo che annega nella solitudine e nella rabbia porta la buona notizia: ci è stato dato un figlio! Vale a dire che c’è un futuro per noi: la nostra vita non è sterile, la nostra storia non è senza speranza.

La mancanza di speranza è la cifra più evidente del nostro tempo: politici, giornalisti, sociologi, ma anche casalinghe, brava gente normale, perfino i preti… tutti ci estenuiamo con le mille urgentissime cose da fare, mossi soprattutto dall’ansia e dalla paura, e dimentichiamo questa semplice verità: ci è stato dato un figlio, Dio non è stanco di noi, abbiamo un futuro davanti.

Caro amico, cara amica, ecco il mio augurio per te: che questo sia il Natale della Parola, la Parola che porta con sé la speranza.

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2 commenti

Archiviato in Spiritualità

2 risposte a “Un messaggio urgente

  1. Patrizia Rizza

    Grazie infinite di questi splendidi auguri! Buon Natale Don Fabio! Con gratitudine Patrizia Rizza

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  2. Grazie don Fabio. Auguri più belli non potevi farci: “ci è stato dato un figlio, Dio non è stanco di noi, abbiamo un futuro davanti.”
    Grazie ancora e te li ricambio. Come va il tuo apostolato nel nuovo ambiente in cui sei? Ci ho pensato spesso. Se puoi fammi sapere qualcosa. SANTO NATALE

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