Di espressi e percolati

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Non ho mai capito la spocchia boriosa di tanti miei connazionali che si inalberano a difendere il nostrano espresso come “l’unico” caffè disprezzando il percolato o, come più comunemente lo si chiama, caffè americano.

È che sono proprio cose diverse, strutturalmente diverse: nell’espresso il vapore viene sparato a pressione attraverso la polvere di caffè e, per così dire, la violenta, strappandone la caffeina a forza, nel percolato invece l’acqua calda attraversa il caffè lentamente, gentilmente, goccia goccia, raccogliendo la caffeina al suo passaggio.

È come paragonare una sveltina con un corteggiamento, la rapidità futurista e la lentezza zen.

L’espresso è una fucilata attraverso il sistema nervoso, può far piacere ogni tanto, ma anche no. Il percolato è un invito gentile ad alzarsi, è come mettere alla sveglia del telefonino “Here comes the sun” dei Beatles.

Insomma raga sciallate. Io rimpiango di non vivere a Milano perché non posso andare da Starbucks, ok?

8 commenti

Archiviato in Attualità, De oves et boves

8 risposte a “Di espressi e percolati

  1. Non c’è bisogno di andare da Starbucks; basta entrare in un qualsiasi negozio di elettrodomestici, anche a Milano, e comprare una macchina da caffè americano… poi entri in un supermercato e compri anche i filtri e il caffè che più ti piace. Non sarà Starbucks… ma te lo godi anche a Milano.

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  2. Nadia

    Mi auguro solo per il caffè Roma è Roma anche se ormai è di entrata invivibile
    Buona giornata☕

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  3. poemen

    Mah…io e mia moglie abbiamo avuto il nostro periodo “americano” molti anni fa (anzi, “tedesco”, perché io portavo il caffé dalla Germania dove andavo per lavoro)…con tanto di macchinetta e filtri acquistati appositamente.
    Ci è passato rapidamente…per un italiano, passare al caffé tedesco era come per un cattolico passare al protestantesimo…perdi tutto il sapore!
    🙂

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  4. Non seguo le vicende dell’On. Meloni, per cui non avrei mai associato il postato con la sua figura. Per la chiarezza, forse sarebbe stato opportuno citare cocomeri, meloni e pure le melanzane, che contengono un alcaloide alquanto tossico se consumate crude.
    Ma tutti le mangiano ben cotte o servite belle fritte.

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