Jesu is Charlie

grunewald

No non ė un errore di stampa, l’ho proprio voluto scrivere così, perché io non ho proprio nè la voglia nè la ragione di dire che sono Charlie: disapprovo totalmente la loro linea editoriale, non ho mai comprato il loro giornale, le loro vignette mi fanno schifo, perché mai dovrei identificarmi con loro?

Questo ovviamente non c’entra nulla con la più radicale condanna del terrorismo, ça va sans dir.

Ma c’è uno, uno solo, che può dire in verità (ed in verità ha detto) io sono Charlie. Ed è proprio il mio maestro, proprio colui che indegnamente seguo e mi sforzo di imitare e che scegliendo di farsi carico della colpa di tutti, giornalisti, terroristi e terroristi/giornalisti compresi, tutti ci ha redenti e salvati.

Lui, e solo lui, è Charlie, ed è insieme anche Ahmed il poliziotto arabo (e musulmano) ucciso in questa tragedia, ed è insieme ed anche i terroristi. È tutti e ciascuno perché per redimerli e salvarli e dare un senso a questa storia balorda per tutti è morto.

Me compreso, che invece nella mia tapineria e piccineria non son capace di farmi uno con nessuno. Perché non son capace di morire, sai? Perché se non sei pronto a morire per uno e farti carico delle sue colpe proprio non puoi dire “io sono lui”, proprio no, per nessuno.

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78 commenti

Archiviato in Attualità, Spiritualità

78 risposte a “Jesu is Charlie

  1. Martina

    Grazie, davvero… era quello che sentivo ma non sapevo come dire….

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  2. Pingback: Jesu is Charlie | paolabelletti

  3. L’ha ribloggato su paolabellettie ha commentato:
    Universale perchè personale

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  4. 61angeloextralarge

    Grazie! Pane al pane e vino al vino come sempre.

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  5. Un lunghissimo applauso per dire che più vero di così non si può.

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  6. Fernando

    Mi meraviglio e quasi mi dispiace che molte persone provino tristezza e indignazione solo di fronte a questi grandi eventi. Fermiamoci e analizziamo le nostre vite e di chi incontriamo nel cammino della vita e vedremo e vivremo lì il dolore del prossimo. Una donna che abortisce… un uomo anziano a cui è morta la moglie, un bambino che ha paura di tornare a casa dai genitori perchè ha preso un brutto voto a scuola. Reimpariamo a nutrire la nostra vita delle piccole cose

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  7. Giuseppe

    Grazie, per avermi suggerito l’unico modo che ho ritenuto adeguato per intervenire sull’argomento.

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  8. Don Favio… APPLAUSI !
    Santi applausi… 😉

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  9. Non potevi scegliere un titolo più azzeccato! 😉 Condivido tutto il contenuto del tuo post e ti rispondo così: Je suis.. Maria 😉

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  10. Vincenzo Cammarata

    L’Occidente si deve riposizionare (sapienza, senso, rispetto della vita, educazione, istruzione; Speranza, Fine; e poi: consumi e quindi lavoro, materie prime, ambiente, energia) e aiutare i popoli sfortunati culturalmente e storicamente a risollevarsi (anhe dalle conseguenze del nostro sfruttamento politico, militare ed economico) senza percorrere le nostre strade sbagliate di vita e consumo.
    Per fare ciò, da un punto di vista strettamente materiale dobbiamo anche letteralmente “toglierci del pane di bocca”.

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  11. Rispetto per tutti questa è la regola ma oggi è tutto dissacrato.

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  12. Rispetto per tutti questa è la regola ,ma oggi tutto è dissacrato.

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  13. Gabriele

    e per quella parte di umanità che non crede che Gesù è Dio, è nato da una vergine ed è risorto dopo tre giorni dalla morte?

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    • Stefano

      per questa parte di umanità si chiede il rispetto verso invece chi ci crede , perchè la libertà di espressione finisce lì dove inizia il rispetto per la libertà degli altri……la vera rivoluzione consiste nell’andare al di la delle divisioni nel rispetto delle differenze….quindi Charlie la tua libertà di espressione, che ti era giustamente dovuta, l hai utilizzata per lanciarti in una sfida coraggiosissima ma che sapeva di irriverenza e provocazione senza fruttare nessuna rivoluzione se non la sola discordia che ti ha portato ad un martirio che comunque certamente non meritavi

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  14. Giancarlo

    Jesu is Charlie. Siamo sicuri? E’ vero che Gesù è morto per tutti, anche per quei repellenti giornalisti di Charlie Hebdo. Mi sembra un po’ azzardato però dire che li ha salvati e redenti. E’ corretto dire che ha offerto loro la salvezza, certo. E poi è giusto pregare per tutti quei morti, giornalisti e terroristi compresi, perché noi coltiviamo la speranza che possano essersi salvati. Ma arrivare addirittura a dire che Gesù li ha redenti e salvati, questo mi sembra decisamente azzardato.

    Poi , mi scusi don Fabio, anche io, come lei, disapprovo totalmente la loro linea editoriale, non ho mai comprato il loro giornale, le loro vignette mi fanno schifo e, per questo motivo, NON POTREI MAI DIRE “IO SONO CHARLIE”. Ma sbaglierei se dicessi che anche Gesù disapprova la loro linea editoriale, non comprerebbe mai il loro giornale e le loro vignette Lo disgustano? E perché mai, allora, Lui direbbe “Io sono Charlie”? Non credo affatto che direbbe “Io sono Charlie”. Penso, invece che, rivolgendosi a ciuascuno dei protagonisti di questa infernale vicenda direbbe: “Amico, SE VUOI, io posso farmi carico dei tuoi vergognosi peccati. SOLO se vuoi, però…”.

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    • Io so che Gesù non è rimasto disgustato dei miei peccati, ma li ha fatti suoi, se li è caricati sulle spalle e li ha annullati nel Suo Sacrificio donando a me la redenzione (quanto meno la possibilità di accedervi).

      Per quel che ne so o che ne potete sapere voi, i miei peccati possono essere stati peggio di quelli di qualunque vignettista di vignette di dubbio gusto… Quindi dove sta il problema?
      Ma forse a te Giancarlo sono stati perdonati solo piccoli peccatucci giacché hai l’ardire di pontificare su come e sino a dove vorrà Dio stendere la Sua Misericordia… 😒

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      • Giancarlo

        Bariom, qui non è un problema di peccati più gravi o meno gravi, naturalmente. Dio offre a tutti la possibilità di scaricare su di Lui il proprio fardello e non è che Si spaventa se trova un fardello più pesante degli altri. Il problema è che noi siamo liberi di accettare la Sua offerta o di rifiutarla.

        Dire, come fate tu e don Fabio, che Gesù ci ha già redenti e salvati è semplicemente sbagliato. Gesù ha già offerto la Sua vita in riscatto per noi, questo si, è vero. Ma la nostra salvezza, per essere compiuta, ha bisogno anche del nostro assenso, della nostra volontà di essere salvati.

        Poi c’è una cosa che forse hai detto senza avvedertene, ma che merita di essere subito corretta: i giornalisti di Charlie Hebdo non sono “vignettisti di vignette di dubbio gusto”; sono, anzi, erano degli infami che non avevano rispetto di niente e di nessuno, la cui immondizia mentale e culturale si è spinta fino al punto di rappresentare la SS Trinità come un trio di omosessuali nell’atto di penetrarsi l’un l’altro. Si tratta solo di dubbio gusto? O si tratta, piuttosto, di gusto per il demoniaco? Naturalmente Gesù offre anche a questi esseri immondi la possibilità di scaricarsi del loro pesante fardello, ma dirsi certi che sono già salvi mi sembra un’imprudenza inaccettabile.

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        • Esseri infami… Immondi… e che altro?
          Magari gente a cui nessuno ha mai annunciato Gesù Cristo… Magari figli di anticlericali convinti che mai hanno ricevuto altro nella vita..
          Ma tu sputa pure sentenze.

          Dimmi che meriti hai difronte a Dio per non trovarti “infame” come loro?

          Ti lascio alle tue sentenze caro Giancarlo ricordandoti che con il metro con cui giudichiamo saremo giudicati (ma immagino la cosa non ti tange…)

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          • Giancarlo

            Mo’ mi devo pure sorbire il predicozzo. Non hai speso una sola parola per condannare con fermezza le vignette blasfeme, anzi, l’altro giorno, quasi quasi, difendevi quella satira, su croce-via, perché :

            “non si può oggettivamente e realisticamente pensare ad un mondo senza satira, più o meno becera (talvolta sottile e intelligente), più o meno rozza e offensiva o anche al semplice insulto fine a se stesso “mascherato” da satira”.

            Ed adesso hai pure il coraggio di venire a ricordarmi il giorno del giudizio. Ma pensa al tuo di giorno del giudizio, una buona volta e finiscila di interessarti ai miei meriti ed ai miei peccatucci. Io non sputo sentenze, non l’ho mai fatto. Io giudico comportamenti ed appiccico epiteti e, se potessi, ridurrei al silenzio chi offende i sentimenti più intimi di milioni di cristiani nel mondo. Altro che diritto di satira. Quei porci di Charlie Hebdo hanno vomitato veleno, hanno rovesciato merda a quintali su ciò che noi abbiamo di più sacro al mondo, hanno insultato, vilipeso, hanno detto, scritto e disegnato qualunque cosa contro di noi e contro Dio, ma nessuno di noi cattolici si è mai lontanamente sognato di alzare le mani su di loro. Ma almeno, dico: che erano dei gran balordi lo vogliamo dire forte e chiaro? E che cazzo!

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            • Paola

              Signor Giancarlo,
              Se avessi incontrato solo ‘cristiani’ come lei avrei corso il grosso rischio di allontanarmi dalla Chiesa.

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            • Giancarlo

              @Paola.
              Non ne sia troppo sicura. Se fosse stata mia figlia, molto probabilmente sarebbe diventata un’ottima cristiana.

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            • Opperó…
              Pieno di certezze il nostro Giancarlo!

              Credevo che a fare “ottimi” cristiani (definire ottimi) fosse compito dello Spirito Santo…
              Diversamente questa affermazione vale tanto quella “se mio nonno avesse avuto le ruote, io sarei una cariola”!

              😉

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            • Onorato della citazione.

              Naturalmente estrapolata dal contesto e dal senso compiuto che si può comprendere leggendo l’intero intervento… O almeno si può comprendere avendo un orecchio buono e non distorto dall’unica propria visione preconcetta delle cose.

              Dato che altri nel blog che citi hanno ben compreso non mi pongo il problema di confutare e ti lascio alle tue elucubrazioni.

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        • Ad ogni buon conto nessuno ha affermato che sono “già salvi”, come nessuno può affermare il contrario…

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          • Tu Bariom non mi stai simpatico, te lo dico subito ( così non dirai che non ammetto le mie debolezze, in questo caso il non saper amare tutti).
            Non sulle scatole come i giornalisti del charlie, ma comunque non simpatico.
            E non è un’impressione a pelle. Non è la prima volta che ti leggo e, buono e pacato quando hai tutti d’accordo, tagli subito corto appena ci sono delle critiche.
            Tu dici umilmente la tua, mentre gli altri “hanno l’ardire di pontificare”;
            Giancarlo aveva espresso una sua personale e in parte differente opinione sul post e tu l’hai buttata subito sul personale.
            Quindi scuserai (o anche no, non importa) se l’ho buttata sul personale anche io.
            La mia è un’osservazione sul tuo modo di (non) fare dialogo, non riguarda chi ha ragione o torto (anche perché in questo caso penso si tratti più di sensibilità personale, la ragione non sta da nessuna parte).

            Ma entrando nel merito io la penso un po’ come Giancarlo e sono convinto che ci vorrebbero cristiani un po’ più coraggiosi, che abbiano cioè il coraggio, mentre tutti alzano come pecoroni i cartelli fotocopiati “je suis charlie”, di dire che sì, l’atto dei terroristi è condannabile e gravissimo, ma molte vignette del giornale facevano comunque schifo in quanto spesso profondamente blasfeme. E se la satira può essere ammessa la blasfemia no, in quanto profondamente lesiva della sensibilità altrui.

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            • @Fraser io non ho, ne ho mai avuto la pretesa di stare simpatico al mondo tutto e poco mi importa.

              Mi dici che non è la prima volta che mi leggi (può essere, bontà tua), dici anche non è una reazione a pelle e che quindi avresti una sorta di statistica o di storicità nell’affermare quanto affermi… sarei curioso di conoscerla.
              Altrove hanno avuto l’ardire di riconoscermi una non comune pazienza nel discorrere con chi non la pensava come me, quindi che posso dirti?
              Certamente ci sono argomenti che invece si piuttosto “a pelle” mi indispongono fortemente (non che me ne faccia un vanto…) e che mi rendono impraticabile un dialogo di tipo diverso o un “non dialogo” come tu lo definisci.
              Certamente con il “caro” Giancarlo, c’è un storicità di questo faticoso dialogo-non-dialogo e la la difficoltà a digerire atteggiamenti e dichiarazioni che lo hanno anche messo in seria difficoltà in altro conosciuto blog…
              Ma non voglio star qui a rivangare problemi suoi né credo dovermi giustificare…

              Entrando nel merito io NON HO MAI affermato che condivido la linea editoriale o le blasfeme vignette di Charlie H. o che non le trovi gravemente offensive, anzi neppure credo si possa considerarle satira, bensì solo gratuito insulto.
              Ma, ma… il mio commento qui, come quello che così cortesemente Giancarlo ha qui voluto riportare da altro blog travisandolo là e insistendo nel travisamento qui (e vorrei vedere fossi tu nei miei panni quanto il Giancarlo ti risulterebbe “simpatico”) NON entrava nel merito di una valutazione di quelle vignette perché NON di quello si stava parlando… punto.

              Un’altra cosa che “a pelle” poco sopporto è chi quando ti trovi a parlare di pere, insiste a forza a sapere cosa ne pensi delle mele, anzi fa peggio: siccome hai parlato di pere, passa con presunzione a sostenere che quindi certamente non ami le mele e glie ne deve pure dare conto!
              Ciò detto non credo potrai dirmi di non aver cercato con te di dialogare (pur non partendo con le più felici premesse), poi se ti son risultato più simpatico… quién sabe.
              Così non fosse me ne farò una ragione 😉

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            • @Bariom Prendo atto della tua risposta.
              Tu considera che ti ho scritto solo in merito alle risposte su questo post a Giancarlo. Pur avendoti già letto (forse nello stesso blog conosciuto di cui parli) confesso infatti di non passare le mie giornate sui blog, dovendo io sprecare il mio tempo anche in altri modi, e quindi non ero a conoscenza del vostro storico.
              Prendi atto soprattutto che TI HO scritto, cosa che in genere non faccio con chi considero caso disperato (per non parlare dei troll) 😉

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            • Insomma ti mancava un gran pezzo di storia, ma MI HAI scritto e di questo dovrò sentirmi onorato, visto non lo fai in casi che consideri disperati 😉

              Ad ogni modo un risultato lo hai ottenuto: l’imperitura gratitudine di Giancarlo che lui sì è sempre alla ricerca di fans sostenitori/difensori…

              Alla prox.

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  15. M.Cristina

    Ecco, esatto. Dato per scontato che non c’è mai alcuna giustificazione all’ omicidio, siamo appunto così sicuri che l’alternativa è la cultura anarchica e dissacratoria? Fare terra bruciata di tutti i valori più profondi non costruisce una cultura che può resistere… sono addoloratissima per i morti, ma neanch’ io mi identifico con Charlie.
    Seconda questione: girano questi post e sms con le matitine simbolo della libertà assoluta di espressione, anche, evidentemente, quando è dissacratoria, satirica, e, a volte, pesantemente. Ok. Ma siamo sicuri, anche qui, che vale per tutti? Io ci sarò sabato prossimo al convegno di Milano: vorrei potervi ascoltare senza che qualcuno lo impedisca come in occasione delle Sentinelle…o noi siamo diversi e per noi la libertà di espressione non vale? presentiamoci con le magliette con le matitine….voglio proprio vedere….

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    • Perfettamente d’accordo M.Cristina!
      Dov’era la libertà di espressione quando Calderoli nel 2006 ha fatto vedere la vignetta su Maometto (pubblicata anche da charlie, buffo il destino eh?), ed è stato criticato da tutti e costretto alle dimissioni?
      Dov’è la libertà di espressione quando si tratta, non dico di fare vignette cattivissime, ma anche solo critiche al mondo omosessuale?
      La libertà di espressione è solo di sinistra? vale solo per ciò che decidono loro e quando è in pericolo la loro?
      Per questo io non sono sceso di certo in piazza oggi. Preferisco pensare con la mia testa ed evitare strumentalizzazioni.

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  16. Rischiamo di farci prendere dalla paura per la nostra vita, la nostra sicurezza e la nostra tranquillità e a volte dimentichiamo che siamo tutti uomini.
    Quindi quel che può girare per la testa a qualcuno avrebbe potuto girare anche a me se avessi avuto la sua storia.

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  17. Veramente paradossale che nel terzo millennio della Chiesa torni, e per giunta con toni catechetici, questa tesi del “tutti salvi”.
    Allora è proprio vero che la Chiesa è in pericolo per forme perniciose di relativismo, come ha profeticamente ammonito Benedetto XVI.
    Nessuno si salva senza battesimo, nessuno si salva senza l’azione della grazia.
    Non lo dico io, lo disse con forza un certo Agostino d’Ippona, per contrastare il pelagianesimo, e lo sancì addirittura il Concilio di Efeso.
    Da allora sono passati più di 15 secoli. Ma evidentemente le eresie, come i virus, a volte ritornano più virulente e pericolose.

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    • Questo è il motivo per cui a TUTTI va annunciato un Battesimo per il perdono dei peccati invece di lanciare strali e anatemi…

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    • ola

      “Nessuno si salva senza battesimo, nessuno si salva senza l’azione della grazia.”
      Il secondo punto penso sia incontrovertibile, sul primo rimando solo al Catechismo nei punti 846, 847, 848.

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      • E quanto al primo punto e senza citare null’altro che il CCC, sarà bene ricordare che:

        VI. La necessità del Battesimo

        1257 Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza.56 Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni.57 Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento.58 La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere «dall’acqua e dallo Spirito» tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia Egli non è legato ai suoi sacramenti.

        1258 Da sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento.

        1259 Per i catecumeni che muoiono prima del Battesimo, il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al pentimento dei propri peccati e alla carità, assicura loro la salvezza che non hanno potuto ricevere mediante il sacramento.

        1260 « Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale ».59 Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.
        ………………….
        Risulta piuttosto evidente che la Chiesa nella misericordia che le viene dallo stesso Cristo non vincoli la salvezza al solo Sacramento fisico e giuridico, estendendo la possibilità ad un Battesimo di Grazia (o di Spirito se si preferisce) a tempi e modi che non possono che sfuggire alla nostra limitata conoscenza, ne ci autorizzano a presumere chi, come e quando possa realmente salvarsi o meno. Sapendo anche che vale l’esatto opposto, cioè non basta aver ricevuto il Battesimo per dirsi certamente “salvi”…

        Ciò che invece vincola tutti i credenti data l’estrema importanza del Sacramento ai fini di una vita di Grazia che implica anche la Salvezza e una vita gioiosa e feconda è l’Annuncio, perché ognuno per la propria parte e nel tempo e nel luogo in cui Dio lo ha posto, cooperi al piano di Salvezza e alla concreta possibilità che tutti possano accedere al Battesimo Sacramentale o quantomeno al desiderio dello stesso.

        La frase dirimente che troviamo sempre nel CCC, è quella posta al termine dell’art. 1257 (sopra):
        «Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia Egli non è legato ai suoi sacramenti.»

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  18. Il significato di #jesuischarlie in questo momento non è certamente quello di identificarsi con una linea editoriale denigratoria che non posso condividere, né una libertà di espressione che esce da ogni schema di rispetto verso l’altro. In questo momento dire #jesuischarlie significa condannare ogni violenza come quella perpetrata verso gli editori di Charlie Hebdo, e affermare che la diversità di pensiero o anche atteggiamenti denigratori non condivisibili non sono giustificazione per una tale violenza. In questo senso, io sì sono Charlie, non perché condivido la linea editoriale, non perché condivido questo concetto di libertà di espressione, ma perché non giustifico questa forma di violenza.
    Certamente in questo senso “jesu is Charlie”, ma in quanto cristiano e seguace di Cristo che partecipa al mistero della redenzione, mi identifico con Cristo e quindi “#jesuischarlie”.
    Nessuna giustificazione per la violenza, nemmeno verso i miei “nemici”! Gesù non ha detto infatto, perdonate i vostri nemici?

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  19. il significato di jesuischarlie in questo momento non è quello di identificarsi con la sua linea editoriale, né di difendere una libertà di espressione nella stampa che è denigratoria. Significa ora non accettare che anche una sbagliata libertà di espressione diventi giustificazione per una violenza tale. In questo senso, io dico sì “jesuischarlie” perché non potrò mai giustificare la violenza nemmeno se la persona violentata ha posizioni contrarie alle mie o mi offende con le cose scrive sul suo giornale.

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    • D’accordo, ma allora perché sforzarsi a spiegare cosa intendi per “je suis charlie” (che alla fine per quanto tu personalizzi significa sempre “io mi identifico in tutto e per tutto con charlie) quando basterebbe che tu dicessi “no alla violenza”, o altre parole, ma che siano tue e non uno slogan inventato da chissà chi e imposto nemmeno tanto subliminalmente dalle TV e dai social.

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  20. Grazie! Condivido in pieno. Ho cercato di spiegare i motivi per cui non mi sento di dire “io sono Charlie” in questo post: http://ilpostinocieco.com/2015/01/10/io-non-sono-charlie/

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  21. Mi scuso con tutti, questo blog nella sua intenzione è una sorta di diario, come recita anche il sottotitolo, e non sono abituato a ribattere a botta calda ai molti interventi anche se capisco che una questione così di attualità susciti tante discussioni.
    Mi sono sentito però provocato a precisare meglio il mio pensiero. Mi è sembrata una felice coincidenza la liturgia di oggi che offriva ampi spunti per farlo, vi rimando quindi, se volete approfondire o capire meglio ciò che intendevo lanciando la provocazione “Jesus is Charlie” alla mia omelia di oggi, che trovate nel post immediatamente successivo a questo

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    • Giancarlo

      Ho ascoltato la tua omelia. Si certo don Fabio: Dio perdona. Ma Isaia ci esorta: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona”.

      Il perdono di Dio non ci frana addosso come una slavina. Il perdono di Dio va chiesto. E non tutti lo chiedono. E’ vero che siamo tutti fratelli, è vero che siamo tutti peccatori; ma non tutti chiedono perdono, anzi. C’è chi del proprio peccato fa una bandiera, un diritto inalienabile, un vanto. E continuando a peccare uccide tante persone. Anche una matita può uccidere. Anche una minigonna ed un paio di tacchi alti possono uccidere, soprattutto se ad indossarli è un travestito. Anche un intervista fatta per schiacciare, per umiliare, per svergognare di fronte a tutti, senza attenzione per la persona che stai intervistando… anche un intervista può uccidere.

      Siamo liberi? Certo, siamo liberi, perché Dio ci ha voluti così. Allora possiamo peccare? Certo, possiamo peccare. Ma non possiamo dimenticare che il nostro peccato può uccidere. Ed invece c’è chi lo dimentica.

      A chi dimentica che la propria matita è come un kalashnikov puntato alla testa di un innocente io grido: “Fermati!”. E se non si ferma io dico: “Sei un assassino. Sei un infame, sei un maledetto e dei miei sentimenti offesi, delle mie umiliazioni un giorno dovrai rispondere a Dio.”.

      Il perdono è per chi lo chiede.

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  22. Leggendo tutto ciò mi convinco sempre di più che la lettura che alcuni di voi fanno del mondo e di come vorreste farlo diventare è molto vicina a quella data da altri integralisti di qualsiasi religione.
    Ho letto frasi come :”dico: che erano dei gran balordi lo vogliamo dire forte e chiaro”, ma neanche la morte frena certe espressioni per certe persone!
    Dove è quella “pietas” cristiana o civile che dovrebbe mitigare i nostri sentimenti verso delle persone che pensano e parlano in modo diverso dalle nostre convinzioni?
    Credo fermamente nella forza di dire “io sono Charlie”, credo che queste parole sono l’affermazione “oggi dovuta” per difendere la libertà di espressione, la tolleranza e le differenze di pensiero e di credo, che caratterizzano la cultura di chi nel mondo sostiene la libertà!
    Si può non condividere, essere infastiditi anche inorriditi da certi modi di fare satira, ma la differenza di chi vuole un mondo libero e chi sotto sotto vorrebbe delle limitazioni (si sa quando iniziano le limitazioni ma non si sa mai dove finiscono) è tutta qui, pertanto grido con ragione ed invito a gridarlo fuori da ogni credo religioso “io sono Charlie”!
    Un laico
    Giovanni Macchi

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    • Giancarlo

      E che te devo dì: sarò uno spietato, Sempre meglio che Charlie.

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    • Io invece non lo grido proprio per niente, per ragioni che qui ho in parte esposto e più estesamente nel mio blog.
      Il cordoglio per i morti c’è, e c’è la rabbia per un atto così cruento. Ma c’è anche la piena condanna per buona parte di quello che scrivevano. Oppure non ho la libertà di dirlo?
      E lo dico proprio in nome di quella tolleranza verso le differenze di pensiero e di credo che tu nomini! Oppure del rispetto possiamo ricordarcene solo quando ci fa comodo? Noi dobbiamo rispettare ciò che scrive charlie ma lui può fregarsene del rispetto degli altri e di quello che hanno di più caro, la religione?
      Spero di essermi spiegato bene a parole, anche se sicuramente sarei più incisivo se disegnassi una caustica vignetta charlie-style in cui prendessi pesantemente in giro i morti ammazzati del giornale, come loro facevano con un altro morto ammazzato, Gesù. Ma, per l’appunto io NON sono charlie, e non sarebbe il mio stile.
      Credo che se uno parla di rispetto deve essere il primo a praticarlo, così come credo fermamente che se uno invoca la libertà di espressione (penso alle lobby gay) deve essere il primo ad accettarla e non invece tentare di imporre il suo pensiero a tutti.
      Io non sono charlie e soprattutto non ci tengo a farmi strumentalizzare con uno slogan, in modo da incartare dentro l’involucro giusto e doveroso della pietas e cordoglio per i morti, il marcio di certa stampa che non condivido.
      Ti informo poi che con buona pace delle tue velleità anarchiche le limitazioni esistono e per fortuna che esistono, anche se sono di certo migliorabili: si chiamano leggi.
      Infine penso che qui la mancanza di rispetto più profonda per i morti del giornale l’hai fatta proprio tu, dando a noi degli integralisti religiosi; penso che i vignettisti di charlie potrebbero spiegarti bene la differenza…

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      • Giancarlo

        Fraser, sei un grande! E’ la prima volta che intervieni su questo blog?

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        • Grazie Giancarlo, ma sono solo grandemente preso da certi temi. Sì, è la prima volta che sono su questo blog, e prometto di non continuare a metastatizzare come nel presente post…

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      • Caro signore,
        io non sono un’anarchico, ma una normale persona che rispetta le regole, accetta le differenze e tollera anche quelli come lei.
        L’appellativo “anarchico” pur non essendo il mio credo o la mia fede politica, può essere visto.. storicamente.. anche come un complimento….grazie!
        Il rispetto va sicuramente sempre dato, qualche volta è necessario anche un po’ di ironia, altre volte “a mio” avviso ci sono atteggiamenti da rifiutare in toto, ma le reazioni vanno commisurate alle azioni,
        Io ho affermato che ” la lettura che alcuni di alcuni di voi fanno del mondo e di come vorreste farlo diventare è molto vicina a quella data da altri integralisti di qualsiasi religione” è ben diverso da quanto da lei affermato, ci sono glia latri che pensano in modo differente e credono in modo differente.
        A mio ricordo nella storia, chi ha cercato di imporre idee, comportamenti, idee politiche e credo religiosi etc. in vari periodi storici sono stati altri:(fascisti, nazisti, comunisti, cattolici, mussulmani, faide tribali tra varie etnie etc.) e ci sono voluti ben molti lustri perchè si facesse chiarezza sui vari errori (anche abominevoli) e si facesse ammenda, ancora oggi non del tutto riconosciuta. Non mi risulta che siano mai state le persone qualunque che credono nella libertà e nella tolleranza.
        Una vignetta per quanto assurda, sconcia offensiva resta è una vignetta, io non condivido molti eccessi, credo che a volte alcune esagerazioni possano servire, ma questo è il mio pensiero, se un giornale non mi piace, non lo compro, non lo leggo ma non lo brucio.
        Grazie non ho latro da dire
        Giovanni Macchi

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        • @Giovanni innanzitutto vista la sua risposta mi scuso per il tu e vengo a darle del lei anche io.
          Leggo che non ha altro da dire e quindi per correttezza non metto altra carne al fuoco, dato che comunque non risponderebbe.
          Tanto più che mi sembrano cadute nel vuoto anche le mie argomentazioni precedenti; a parte la marginale puntualizzazione sull’aggettivo “anarchico” (che io non considero invece un complimento, sono contento che lei non lo sia), il resto della sua risposta non ha nessuna relazione con quello che scrivevo io, sposta, volutamente o meno, il piano dialettico su un altro livello e nel contempo sembra ignorare punti fermi (condanna della violenza) che avevo già chiarito.
          La saluto.

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  23. L’ha ribloggato su FERMENTI CATTOLICI VIVIe ha commentato:
    Un post che condivido appieno e che non sarei mai stato capace di scrivere…

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  24. 61angeloextralarge

    Un vero peccato questi toni alti e offensivi. Più che cristiani direi terroristici?!?

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    • Giancarlo

      Angela scusa, vorresti essere così gentile da specificare quali sarebbero i “toni terroristici”? Anche perché di terroristi (quelli veri!) in giro ce ne sono parecchi ultimamente, e dare del terrorista a chi, semplicemente, esprime un parere diverso (secondo me Gesù non è Charlie) ti fa assomigliare parecchio ai giornalisti di Charlie H..

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  25. @Giancarlo, coda di paglia?

    @Angela, attenta… sei su terreno minato ( già per aver fatto una semplice considerazione ironica – ma l’ironia richiede una particolare attitudine per essere compresa – ti ritrovi somigliante, ma che dico somigliante, PARECCHIO somigliante ai giornalisto di C.H. 😐 ), potresti trovarti oggetto di una fatwa!

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    • Giancarlo

      Io non ho nessuna coda di paglia, anzi affermo esplicitamente di non condividere la tesi di don Fabio. Posso non condividerla? O si tratta di magistero infallibile? Però mi spiace francamente che mi si dia del terrorista da parte di chi vuole già salvati i giornalisti di Charlie H..

      Siete pronti a rovesciare misericordia (non richiesta!) sui blasfemi nemici di Dio e della chiesa. Però i cattolici che si sentono offesi da C.H. non riuscite proprio a sopportarli, ed allora giù con gli epiteti. Per noi la misericordia non va bene, vero? Per noi ci vuole il manganello dell’insulto (altro che semplice considerazione ironica!). E senza uno straccio di risposta alle questioni da me sollevate.

      Tipico del nuovo corso della chiesa piena di misericordia di Francesco: nessuna spiegazione a chi domanda. Manganellate ci vogliono.

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      • Ma scusa chi ti ha dato del terrorista? Perchè pensi che ogni commento o altro debba coinvolgere la tua persona? (Non sarai mica un po’ egocentrico…).

        In più se sai comprendere l’italiano dire “toni alti e offensivi. Più che cristiani direi terroristici” ha come soggetto i TONI, NON le PERSONE…
        Ritieni di non avere avuto toni “terroristici” (affermazione che cmq era un’iperbole metaforica…) allora stai sereno…. Ciccio 😉

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        • Sul resto, manganellate insulti (senti chi parla… potrei farti una lista dei tuoi insultanti termini e toni… ma ti leggi quando scrivi?), altro egocentrismo per di più vittimistico.. .e se invece sei quel (perfetto) cristiano che dai a intendere essere, sii felice delle persecuzioni in nome della verità (non recita così il Vangelo?)

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          • 61angeloextralarge

            Mario: smack! 😀
            Giancarlo: non ti rispondevo più nemmeno nel blog dove sei stato bannato…

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            • @Giancarlo, evidentemente te la sei presa per nient; visto che 61 non ti rivolgeva più la parola si riferiva evidentemente a qualcun’altro.

              @61, inutile che ti rivolga a Giovanni Macchi, ha detto che non aveva più altro da dire…

              @Bariom vedo che anche tu ti sei meritato l’imperitura gratitudine di 61…

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            • Eh… ma io e Angela abbiamo un feeling d’intesa spirituale anche extra blog (ma non metterla per questo nel girone degli “antipatici”)… 😉

              Ciao Marco

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  26. Giovanni

    io invece NON sono Charlie
    Grazie don Fabio per il tuo intervento, e per la tua spiegazione.
    Io voglio solo dire che non mi sento assolutamente di condividere quello slogan, neanche con l’intelligente gioco di parole che tu hai trovato. Avrei condiviso uno slogan del tipo “io sono contro ogni violenza” oppure “non uccidere” o simili, ma per condannare degli orribili omicidi lo slogan di assimilarsi all’attività delle vittime non mi convince.
    Mi chiedo se quegli “eroici” sfortunati vignettisti (che non meritavano certo di morire) abbiano mai preso in giro pesantemente (non con qualche battutina innocente, ma con volgari e ripugnanti rappresentazioni grafiche, e pensate le peggiori che vi vengono in mente) i propri genitori o parenti a cui volevano bene, omosessuali, madri in affitto, malati terminali, storpi, persone Down, cerebrolesi e metteteci altre categorie a piacere che mai vi verrebbe da sbeffeggiare. Non lo so e non mi interessa neanche controllare, perchè: 1) se sì, è curioso che si pretenda rispetto (non per la vita, dico per l’attività) per persone che invece non avevano rispetto per nessuno (e l’attenzione a non offendere gratuitamente per me è una forma di rispetto) 2) se no, è curioso che queste persone sbeffeggiassero solo a senso unico, sia pure a sprezzo del pericolo (ma uno che va nella gabbia della tigre e le schiaccia la coda poi si stupisce se viene sbranato non mi sembra coraggio)
    Infine, e concludo: molti politici nostrani che orgogliosamente ostentano quello slogan stanno per approvare una legge (vedi Scalfarotto) che potenzialmente consente di denunciare per esempio chi osa affermare che la omosessualità è sbagliata. Ohibò: sono tutti Charlie e allora non c’è niente di male nel dire di tutto a tutti senza preoccuparsi di offendere oppure sono ferrei inquisitori e allora si può tappare la bocca a chi osa dire che il matrimonio dev’essere solo tra un uomo e una donna? Ah, la coerenza… Chissà cos’ha gridato Scalfarotto e i suoi simili…
    Un caro saluto a don Fabio e agli amici del suo blog

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  27. Maria

    Vedo con dispiacere che in alcuni commenti si sono raggiunti dei toni un pochino accesi. Come vedo ogni giorno in ufficio, la comunicazione scritta è sempre molto più difficile di quella scambiata a voce, di persona… perché genera molte più incomprensioni.
    Da entrambi i “fronti” (scusate davvero il termine poco appropriato, ma non me ne viene un altro) si nota dai toni enfatici come ciascuno si senta toccato sul vivo dall’argomento! E questo è molto bello (secondo me), perché è giusto che un argomento del genere sia preso sul serio.
    Ma proprio perché per voi l’argomento è importante, bisognerebbe cercare di sforzarsi a capire le ragioni dell’altro (proprio perché per l’altro sono importanti).
    Quindi comprendere, non attaccare…

    Io credo che le vignette di Carlie H siano effettivamente eccessive, e mi sono sentita offesa, come mi sentirei offesa se insultassero la mia mamma, o il mio ragazzo, o mia sorella. Ai miei bimbi di catechesi insegno che noi facciamo tutti parte della famiglia di Dio, e che siamo tutti fratelli.

    Credo che la satira dovrebbe avere un limite, lo stesso limite che dice che una presa in giro tra amici ci sta, il bullismo no.

    Sono convinta (ma su questo lo siamo tutti, per fortuna) che nessun’offesa giustifica un omicidio.

    Arrivando (finalmente 😛 ) all’articolo Jesu is Charlie, concordo con chi scrive, perché è vero che Gesù è morto per tutti. Soprattutto per i peccatori. Perché non sono i sani ad aver bisogno del medico…

    Detto questo, non so (e non lo sa nessuno!) dove siano ora quei vignettisti. Mi piace immaginarmeli un po’ imbarazzati, ora che hanno scoperto che quei creduloni dei Cristiani, in realtà avevano ragione! 🙂

    Da parte nostra, anche se spesso è difficile, cerco di ripetermi “chi è senza peccato scagli la prima pietra”…

    … che forse è la stesso cosa del pensare “che ne sai tu della Misericordia di Dio? Spera solo che sia grande, grande, grande”

    Spero di non aver offeso nessuno, e se qualcuno si sentirà offeso, la colpa la dò al mezzo, perché sicuramente una bella chiacchierata di persona avrebbe evitato le incomprensioni ^_^

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    • “Mi piace immaginarmeli un po’ imbarazzati, ora che hanno scoperto che quei creduloni dei Cristiani, in realtà avevano ragione!”
      😉😊

      “…che ne sai tu della Misericordia di Dio? Spera solo che sia grande, grande, grande” idea che a taluni sembra proprio andare… stretta, stretta, stretta…

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    • Giancarlo

      Cara Maria, le tue parole scendono come balsamo sulle ferite: grazie.

      Sull’articolo “Jesu is Charlie”. Naturalmente nessuno ha sostenuto l’idea che Gesù sia venuto per i sani, per i più bravi; questa è una cosa che mi dà molto fastidio perché molto spesso mi viene contestata, però io non ho detto niente del genere.

      Quello che non mi piace dell’articolo e che mi spinge a non condividerlo è che passa l’idea secondo la quale Gesù ha già redento e salvato tutti, terroristi e giornalisti compresi, per il semplice motivo che è morto e risorto per tutti. E’ vero che è morto e risorto per tutti i peccatori e, quindi, anche per i terroristi e per i giornalisti; tuttavia LA CROCE DI CRISTO NON E’ SUFFICIENTE a salvare i peccatori. Per la salvezza dei peccatori, accanto alla croce di Cristo, occorre la loro libera adesione, il loro riconoscimento di essere miseri peccatori, la loro richiesta di perdono. Ovviamente noi non sappiamo se questa libera adesione alla croce di Cristo è stata data da parte dei terroristi e dei giornalisti, quindi ogni ipotesi è, semplicemente, infondata. Possiamo e dobbiamo pregare per la loro salvezza. Ma è fuorviante ed infondato sostenere che essi sono già redenti e salvati. Noi possiamo sperarlo, questo si, ma non possiamo assolutamente sostenerlo.

      Vorrei davvero che potessimo, molto semplicemente, condividere questa semplice verità: Gesù non può salvare chi non vuole essere salvato.

      Questa volta sono stato attento a non usare parole e toni pesanti. Spero davvero che nessuno si senta offeso e che, se condivide quello che dico, me lo faccia sapere. Grazie.

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      • “Gesù non può salvare chi non vuole essere salvato”

        Non c’è dubbio!

        Vero è anche che noi non possiamo mai sapere, né presumere, né tanto meno affermare, chi quando e come, farà questa tremenda scelta.

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  28. https://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2015/01/14/il-vero-nemico/
    E’ un interessante punto di vista Don Fabio… ma non credo sia così semplice… 😐

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  29. Allora, innanzitutto voglio ringraziare Maria per essere riuscita a smorzare i toni della discussione (ah il genio femminile!)
    Come ho detto io considero questo blog come una sorta di diario, gli articoli che scrivo non sono certo saggi monografici e men che meno magistero infallibile. Non sono nemmeno frutto di attenta riflessione e meditazione, il più delle volte (come questo, scritto in viaggio tra Novara e Milano) sono schizzi, appunti volanti di sensazioni.
    Rivendico quindi il pieno diritto a sbagliarmi e contraddirmi ed all’uopo anche a darmi dell’idiota.
    In questo senso sono per lo più roba molto personale e difficilmente amo entrare in polemica su qualcosa che esprime soprattutto il mio sentimento.
    Detto questo l’articolo nasceva da un fastidio, il fastidio dovuto allo spettacolo in cui tutti, anche tanti che fino a ieri avevano sofferto a causa di CH, si affrettavano ad aggiungersi al coro di #jesuischarlie.
    Ciò che volevo dire è che io non sono capace di dirlo e che solo Gesù al limite potrebbe farlo, perché solo Lui ha pagato ed è morto per loro, solo Lui ha compiuto l’estremo e scandaloso passo di lasciarsi contare tra i peccatori, quindi anche tra i vignettisti di CH e pure ra i terroristi se è per questo.
    Tutta la polemica che ne è nata dopo sulla salvezza mi vede del tutto estraneo, né era minimamente mia intenzione suscitare una discussione su questo.
    Detto questo però faccio sommessamente notare che io SPERO che tutti si siano salvati e sarebbe uno strano modo di sperarlo affrettarsi a sottolineare l’ovvio, cioè che non è affatto detto che lo siano.
    Per il resto, per un giudizio più meditato e complesso (anche se non esaustivo, come Bariom non ha mancato di farmi notare) sulla situazione attuale e sul rapporto tra Islam e Cristianesimo, anche alla luce del mirabile discorso del Papa nello Sri Lanka rimando all’articolo che ho scritto oggi.
    Pace e bene

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  30. Gio

    Mi permetta di correggere il suo “articolo” e dicendo che Ahmed non era un poliziotto “arabo” ma francese di religione mussulmana. Non possiamo accettare che ai giorni d’oggi la realtà sia trasformata. Bisogna dare la giusta informazione.

    Cordiali saluti

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