Una lettera d’amore

2528-07-38-01-6973

Un mese fa è stato il trentesimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Il giorno prima ho scritto questa lettera che è stata un po’ la mia meditazione di quel giorno. Sono stato a lungo indeciso se pubblicarla o meno, alla fine mi sono deciso a farlo pensando che ci sono tanti sacerdoti e consacrati che mi leggono e forse può fare un po’ di bene la condivisione di un cuore che dopo trent’anni di sacerdozio è magari un po’ stanco, ma si sente ancora giovane. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Spiritualità

Non horruisti uterum

1450370334_51793076

Quando posso mi fa piacere pregare la liturgia delle ore nell’originale latino, in modo da godere pienamente dei testi proposti alla meditazione e alla preghiera. Così qualche giorno fa mi sono fermato a considerare il testo del Te Deum, il bellissimo inno di ringraziamento che recitiamo almeno ogni Domenica nell’Ufficio delle Letture. Continua a leggere

4 commenti

Archiviato in Spiritualità

Feuerbach! E felice di esserlo

Cattura8

Nel mio recente libro sulla Quaresima ho scritto: “Il fatto è che aveva proprio ragione Feuerbach, quando diceva che l’uomo è quello che mangia. Aveva talmente ragione che il Signore, perché potessimo essere trasformati in Lui si è fatto cibo per essere mangiato”. Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Spiritualità

Sapere d’amore

41danteinfernoundiavoloinvoloeundannatodorgallerycassell1890_zps0b2d1c79In uno dei canti più emozionanti dell’Inferno, Dante mette in bocca ad Ulisse queste parole: “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza”. Sembrano parole bellissime, che d’istinto ci viene da approvare, parole che raccoglierebbero migliaia di like su Facebook, perché descrivono una sapienza purissima e un ideale di uomo straordinariamente alto, questo infatti è la sapienza: l’arte del buon vivere, la via per diventare uomini veri. Ma allora perché Dante pone Ulisse all’inferno?
Cosa ci sarà mai di diabolico nel voler essere uomini migliori? Perché vivere inseguendo la virtù e la conoscenza dovrebbe precipitarci all’inferno? Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Spiritualità

Non vi azzardate a morire (senza aver letto “I fratelli Karamazov”)

Dostoevskij_1872

Qualche tempo fa ho severamente vietato ai miei parrocchiani di morire senza aver letto “I fratelli Karamazov”. Dostoevskij è quasi un padre della Chiesa per la profondità dei suoi scritti e la sua conoscenza del cuore umano, è uno di quei geni che ne nascono solitamente un paio per nazione in un millennio, e la Russia è stata così eccezionalmente benedetta da averne due o tre quasi coevi, visto che Solove’ev ha vissuto appena dopo.  Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Spiritualità

La forma del calice

Si sa che Internet esalta il dilettantismo, nel senso che molti si sentono autorizzati a scrivere su qualunque argomento senza sentire il bisogno di essere particolarmente titolati a farlo. Ho pensato quindi che non sarà un grande male se anche io mi proverò a fare la mia brava figura di dilettante, con una incursione in un campo che decisamente mi appartiene poco, quello della storia dell’arte. Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in Spiritualità

Jeeg robot e la pornografia

j1

È appena uscito in Italia un libro molto interessante di Therese Hargot: “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” e sull’onda del dibattito suscitato dal saggio della sessuologa belga gli amici del Popolo della Famiglia si sono impegnati in una lodevole battaglia contro la pornografia. A ciascuno il suo, io non faccio il politico, ma il prete, e per diletto mi occupo di letteratura. Non voglio quindi entrare nel merito politico delle posizioni del partito, che pure come cittadino condivido, né riprendere le considerazioni legali ed economiche, pur molto interessanti, di Guido Mastrobuono, ma vorrei comunque offrire un mio contributo partendo da un altro punto di vista. Continua a leggere

20 commenti

Archiviato in Attualità