Sulla natura e la gestione delle crisi (prima parte)

Michael Crichton, che oltre che essere un ottimo scrittore è anche un discreto filosofo della scienza, nel suo romanzo “Andromeda” scrive:

“Tutte le crisi sono uguali (…) sotto l’aspetto singolare di ciascuna crisi esiste una fastidiosa identità, una caratteristica che le accomuna tutte, viste in retrospettiva, cioè la loro prevedibilità. Si direbbe che siano in un certo modo inevitabili, si direbbe che siano predestinate. Questo non vale per tutte, ma per un numero tanto elevato di esse da rendere cinico e misantropo lo storico più incallito”.

M. Crichton, Andromeda, p. 25
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Considerazioni sul thriller

Gilbert Keith Chesterton soleva dire che il genere letterario poliziesco, definito in Italia “giallo”, è il genere metafisico per eccellenza, avendo per oggetto fondamentalmente la ricerca della verità. Arrivava al punto di definire il Cristianesimo un giallo paradossale, in cui un uomo creduto morto viene invece trovato vivo.

Se posso permettermi di emulare il mio gigantesco maestro inglese io definirei invece il “Thriller” come il genere etico per eccellenza.

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Quando si ha la schiena dritta

Ho molto apprezzato questo tweet di Lila Rose, la presidente di Live Action, una delle più importanti organizzazioni del movimento pro-life americano, per la sua schiettezza e il suo coraggio.

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Dove tutto ha avuto inizio

“Prima di Elvis non c’era niente” (John Lennon)

“Ascoltare Elvis per la prima volta fu come scappare di prigione” (Bob Dylan)

Basterebbero queste frasi di due tra i più influenti musicisti del XX secolo per dire l’importanza di Elvis Presley e di come questa storia del Rock ad uso di mio nipote non possa che partire da lui.

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Chiedi chi erano i beatles

Ieri c’è stato il tradizionale pranzo della befana, una di quelle istituzioni familiari che a diciotto anni vedi come una disgrazia, a cinquanta come l’evento più importante della settimana e – sospetto – a ottanta come una ragione di vita. In tempo di Covid invece è per tutti una rara e preziosa occasione di affetto e di annusarsi tra consanguinei, scoprire che – anche se ci vediamo poco – ci vogliamo tanto bene e abbiamo ben più cose in comune di quante pensiamo.

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Il viaggio di un re-mago

(Variazioni su un tema di T.S. Eliot)

Quando si è accesa una stella nella nostra notte, illuminando la via che credevamo perduta, quando abbiamo intuito che dopotutto era giunto un re, non abbiamo potuto fare a meno di metterci in cammino per cercarlo, perché un re ci è necessario, è colui che unifica e raccoglie in se stesso tutte le molte strade che un uomo può fare.

Un re è la garanzia che questa vita abbia un senso dopotutto, perché è ben per questo che è re: per indicare la via. Senza una guida siamo un popolo che cammina nelle tenebre, anzi, a ben guardare non siamo neppure un popolo, perché per esserlo bisogna avere una direzione comune, qualcosa che ci tenga insieme al di là del profitto.

Senza un re siamo soltanto una massa.

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L’amore nasce dall’amore

Cari amici, lo scorso anno su commissione di un’amica, direttrice di un coro, ho scritto un oratorio di Natale. Forse non è una cattiva idea condividerlo con voi oggi. In fondo siamo ancora nel tempo di Natale. Certo non potrete godere della mirabolante interpretazione dei due cori per cui l’oratorio è stato scritto, però c’è l’indicazione di tutti i brani, quindi potete facilmente risalire ad essi per ricostruire il tracciato generale dell’Oratorio.

L’amore nasce dall’amore

Lettore: Tutto inizia dal desiderio: l’immenso desiderio di Dio di effondere la sua vita in tutto ciò che esiste. Come una scintilla di luce che pian piano cresce a rischiarare il buio. Così inizia il mondo: in un bacio, bacio tra la terra inanimata e il soffio divino che infonde vita.
Da questo bacio nasce il desiderio dell’uomo in risposta a quello di Dio. Desiderio di sentire ancora quel bacio, desiderio di un senso che dia il perché alle cose, di uno splendore che illumini la notte.

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Di Paolo, di Soren e dell’amore

Nel 2010 aprii questo blog che dopo aver conosciuto per alcuni anni una stagione molto bella ha finito con l’inaridirsi sempre di più. La fontana si è mutata in un fiume carsico, l’acqua scorreva ancora, ma per lo più invisibile, salvo apparire qua e là imprevedibile e (di fatto) inutilizzabile.

Chissà che ora che la mia vita conosce una nuova stagione di stabilità ed equilibrio possa tornare ad assumermi questo impegno con più regolarità? Ci provo, diciamo che rientra nei buoni propositi per il nuovo anno.

Tra i buoni propositi ci sta di ripartire dalla meditazione quotidiana dell’Ufficio delle letture. Chi mi conosce sa che amo far interagire la Parola con le parole, commentare la scrittura servendomi della letteratura e delle scienze umane. Così mentre leggevo l’ufficio stamattina mi è venuto in mente di accostare al bel brano di S. Paolo che la liturgia ci propone uno altrettanto bello di S. Kierkegaard.

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La paura del contagio, il contagio della paura

cover 2020-29-02

Circostanze straordinarie richiedono risposte straordinarie e così dopo averci pensato a lungo mi decido a interrompere per un attimo il mio eremitaggio per dire due parole su questa epidemia che ci sta interrogando profondamente, tanto da scuotere certezze e stili di vita che credevamo consolidati. Continua a leggere

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Signore delle primule

Primula acaulis

Oggi non voglio lodarti come re e Creatore dell’universo.

L’universo non so neppure cosa sia, non lo capisco, e come posso lodarti per qualcosa che non conosco?

Oggi in questa alba dorata voglio lodarti come Signore delle primule. Continua a leggere

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