Te Deum Screziato

trota_fario

Non potendomi rassegnare a lasciare l’ultimo articolo dell’anno a Odifreddi, vi regalo questa magnifica poesia di Gerald Manley Hopkins che da diversi giorni affolla le mie meditazioni.

La realtà non è mai pura, è screziata. Per questo è magnifica.

il 2013 è stato molto screziato, ma per questo sento di ringraziare.

Per il miele e per il sale, per le rose e per le pietre, per le carezze e gli insulti.

Lode a Dio per l’irriducibile varietà della vita, per le infinite combinazioni di infinite possibilità, perché è necessario il male affinché possiamo godere del bene, perché dove non c’è peccato non può esserci perdono.

Il che non significa che tutto è uguale, ma proprio al contrario che tutto è diverso e quindi tutto ha senso, tutto canta, tutto loda il Vero.

Che non è nel tempo e nello spazio e quindi non sarà nel 2014 più che nel 2013, anche l’anno che viene sarà screziato come quello che lo ha preceduto.

Il Vero viene prima.

E dopo.

Il Vero è la sola Speranza, la sola Certezza, il solo Amore, la sola Fede che ci potrà toccare nel 2014.

E allora Te Deum laudamus per la realtà screziata, per le mille piccole imperfezioni che ci fanno uomini, perché sudiamo, piangiamo, ci amiamo e ci odiamo e in definitiva viviamo.

Te Deum laudamus per la Chiesa che è la casa di tutte le diversità, perché è abitata dall’unico che le sa accogliere e perdonare tutte.

Te Deum laudamus perché i nei rendono affascinante il Tuo volto.

Auguro a tutti di essere screziati, cioè veri.

Pied Beauty

Glory be to God for dappled things-
For skies of couple-colour as a brinded cow;
For rose moles all in stipple upon trout that swim;
Fresh-firecoal chestnut-falls; finches’wings;
Landscape plotted and pieced-fold, fallow, and plough;
And àll trades, their gear and tackle and trim.

All things counter, original, spire, strange;
Whatever is fickle, freckled (who knows how?)
With swift, slow; sweet, sour; adàzzle, dìm;
He fathers-forth whose beauty is past change;
Pràise him.

Bellezza screziata
(Traduzione)

Sia gloria a Dio per le cose screziate-
per i cieli di accoppiati colori come vacca pezzata;
per i nei rosa in puntini sulla trota che nuota;
per i crolli di castagne tizzoni ardenti; le ali dei fringuelli;
il passaggio tracciato e spartito-stazzo, maggese, e aratro;
e tutti i mestieri, con livrea e attrezzatura e foggia.

Tutte le cose contrarie, originali, impari, strane;
quel ch’è instabile, lentigginoso (chi sa come?)
con lesto, lento; dolce, amaro; abbagliante, torbo;
Egli pro-crea la cui bellezza mai muta;
lodatelo

8 commenti

Archiviato in Attualità, Letture, Spiritualità, Vita da prete

8 risposte a “Te Deum Screziato

  1. Pingback: Te Deum screziato | Luca Zacchi, energie rinnovate e rinnovabili

  2. L’ha ribloggato su Sant'Emidio nel mondoe ha commentato:
    Dal blog di un amico sacerdote…

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  3. 61Angeloextralarge

    Buon anno da una che vorrebbe essere screziata! Grazie Don Fabio… smack!😀

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  4. Parabolico

    anche McCarthy vede una bellezza che è anche luce nella notte, a questa bellezza, riflessa talvolta nella natura, affidiamo il nuovo anno..sarà la nostra strada… http://brotture.net/2008/01/02/la-strada/

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  5. Grazie Don Fabio…
    Un favoloso 2014 nel Signore!!🙂

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  6. Giampiero

    “Buttandola in politica” direi che il tuo sostanziale invito alla misericordia valga a maggior ragione per quel mondo bastardo da sempre. L’ottimo è nemico del buono, specialmente in quel campo. Ma occorre manifestare sempre lo”sforzo” di allontanarsi dal peccato, come sosteneva S. Agostino.
    Guardandomi attorno non vedo ancora segni di sforzi concreti nel santificare l’azione poitica per quello che si può, nelle condizioni che sono date dalla realtà. Le esortazioni del Papa nel senso sono continue ed evidenti: occorre manifestare questa accettazione della realtà da coartare al bene con ogni mezzo, con le armi della solidarietà e della sussidiarietà. Questo significa stanare i “diversamente abili”, sottrattisi finora all’insulto dell’impegno diretto, perché servire la propria salvezza è già difficile, testimoniarla difficilissimo, curare quella degli altri migliorandone le condizioni materiali e spirituali quasi impossibile. Quasi, però. Perché leggo la “screziatura” come una possibilità positiva. Le “macchie” ci sono e si vedono solo su un fondo più chiaro, di speranza.

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  7. Giovanni Palladino

    Ho perso mia madre il 10 gennaio 1942, 29 giorni dopo la mia nascita. Per farcela conoscere e ricordarla a me e a mio fratello, mio padre scrisse subito un libro: FRANCA. Vi ho trovato la seguente verità:

    “Franca aveva una sola, cardinale idea politica: quella di giudicare gli uomini dal vigore morale che sapevano trarre dalla famiglia nel porsi al servizio della società e della Patria. (….) Vostra Madre ha sempre fermamente creduto in Dio e per la Sua gloria ha saputo trovare la forza d’animo di staccarsi materialmente da voi, chinando il capo rassegnato dinanzi alla grande verità rivelata ai cuori più puri: ‘LA VIA DEL SIGNORE E’ SEMPRE QUELLA GIUSTA’ .”

    Sono le ultime 8 parole che mia madre disse a mio padre prima di spirare. Penso che sia la VERITA’ più preziosa per chi ha avuto il dono della vita, un dono benedetto, se si ha la fortuna di capire la grande importanza di quella VIA, che è verità e vera vita.

    Giovanni Palladino, fortunato amico di Giampiero Cardillo.

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