Dieci motivi per cui amo essere un maschio

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“Tu non mi capisci!” Di solito nelle liti di coppia questo è il rimprovero finale, quello che pone termine ad ogni discussione. Normalmente è la donna a dirlo all’uomo. Ed è giusto, perché l’uomo ha il compito istituzionale, assegnatogli dalla natura, di capirla.

La donna accoglie senza capire, lei non ne ha bisogno, intuisce.

L’uomo invece deve capire, perché deve servire. E per servire, diversamente che per accogliere, è necessario interpretare i gusti e i desideri dell’altro, prevenirli se possibile. Posso accoglierti in silenzio, ma non potrò mai servirti in silenzio. A volte parlerò con le mani anziché con la lingua, ma sempre dovrò fare qualcosa.

Accogliere è un essere, servire è un fare, e non si può fare senza capire, pena fare male, servire male.

Naturalmente il rimprovero è vero, molto spesso gli uomini non capiscono, nonostante si impegnino.

Il mondo è così, siamo esseri imperfetti, fatevene una ragione. Non saremo mai all’altezza dei vostri bisogni e delle vostre aspettative, non sapremo mai servirvi così bene da soddisfare ogni vostro desiderio.

Questo solo Dio può farlo.

Però in realtà oggi voglio parlare di altro.

Mi sarà lecito dire una volta, anche una volta sola e sia pure per celia, che anche le donne non capiscono gli uomini? E la cosa è assai più complicata dal fatto che invece spesso son convinte di capirli.

Ci sono così le donne che hanno in testa l’idea che l’uomo sia un eterno bambino e lo trattano come si tratta un ragazzino (dimenticando che il modo migliore di indispettire un ragazzino è di trattarlo come tale, il bimbo vuole semmai essere trattato da adulto).

Ci sono anche quelle che hanno in testa lo schema semplificato on-off, come se l’uomo si concentrasse tutto in un unico interruttore (sì, quello lì, quello del desiderio) e che una volta acceso il problema è risolto.

Ci sono poi quelle che hanno paura degli uomini e che pensano che l’uomo sia sempre sotto sotto un bruto e quindi bisogna stare attenti a tenergli la briglia corta per impedirgli di scatenarsi perché sennò chissà che potrebbe fare…

Credetemi, forse è vero che non siamo complicati come le donne, ma non siamo nemmeno così semplici.

Non nego che ci siano i mammoni e i bruti o quelli che mettono tutta la loro maschilità nell’interruttore, ma la categoria maschile è per fortuna ben più variegata di così.

Permettetemi dunque di offrirvi care amiche un brevissimo decalogo dei dieci motivi per cui amo essere maschio e mi piacerebbe che i lettori maschi del blog lo continuassero, perché non pretende affatto di essere un elenco esaustivo.

Poiché credo moltissimo nella complementarietà, ça va sans dir che non c’è alcun intento di contrapposizione in questo catalogo, quindi nessuno si senta offeso vi prego, prendetelo come un contributo semiserio ad uso delle mie amiche per provare a vedere negli uomini anche qualcos’altro.

Amo essere maschio perché:

1) Perché amo finire un lavoro e dopo averlo finito fermarmi a guardarlo e compiacermi di ciò che ho fatto (Le donne che conosco di solito non sono capaci di finire il lavoro, prima di finirlo stanno già pensando a quello che faranno dopo. In questo Dio è decisamente maschio, perché il Sabato si ferma a guardare la Creazione).

2) Perché mi piace stare fermo come uno scoglio su cui si infrangono tutte le tempeste emotive (questa devo spiegarla?).

3) Perché mi piace osservare (I maschi osservano molto, una cosa alla volta, ma osservano).

4) Perché mi piace che i miei figli rischino l’osso del collo pur di affermare se stessi. Perché adoro condividere le loro vittorie (il fatto che io non abbia figli nella carne non cambia niente, ci sono molte forme di paternità).

5) Perché mi piace ridere forte e prendere le ondate di petto, in tutti i sensi (se vuoi conoscere una persona guarda come si comporta al mare).

6) Perché ho sempre desiderato essere un eroe (ci sono anche eroine naturalmente, ma l’eroismo femminile è molto diverso da quello maschile. Troppo lungo e serio da spiegarlo in questa sede però).

7) Perché amo troppo le parole per non sostenerle e rivestirle di gesti (il maschio, lo sanno tutti, realizza se stesso molto più nel fare che nel dire)

8) Perché mi piace fare il capro espiatorio (sì, non inorridite, mi piace pagare, faticare e soffrire al posto degli altri e ci sarà un motivo se non si è mai sentito parlare di una capra espiatoria).

9) Perché non mi fiderei di nessun altro per salvare il mondo (non è che le donne non salvino il mondo, è che i maschi non si fidano del fatto che lo facciano).

10) Perché come maschio troverò sempre qualcosa di bello e stupefacente in ogni donna che incontro e non entrerò mai in competizione con lei.

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49 commenti

Archiviato in Spiritualità, Umorismo

49 risposte a “Dieci motivi per cui amo essere un maschio

  1. mi piace questa piccola guerra continua fra uomo e donna ,tu sai fare questo ma io so fare questa ‘altro, tu pensi questo ma io penso quest altro. quello che piace pensare a me è che non ci metteremo mai d ‘accordo ,ma di una cosa si ,l’uomo e la donna si ameranno sempre .

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  2. 61Angeloextralarge

    2) Perché mi piace stare fermo come uno scoglio su cui si infrangono tutte le tempeste emotive (questa devo spiegarla?): si, grazie… 😉

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    • Tutti gli uomini desiderano avere accanto donne dolci e sensibili. Il prezzo da pagare è che siano anche emotivamente fragili, non si può avere una cosa senza l’altra.
      Per questo ci piace essere lo scoglio su cui si infrangono le vostre tempeste, perché il premio è bellissimo.

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  3. Cacchio Don, ma sono il tuo clone!!! 😉

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  4. Salvatore Scargiali

    Troppe parole- Siamo tutti diversi e non si può generalizzare. Conosco donne completamente diverse, ognuna portatrice di valore diverso. Se ne incontra una con cui rimani e ti escludi la ricchezza di altre. Tu stesso porti un tuo valore, ricco quanto vuoi ma parziale, la donna che ti sta accanto conoscerà il tuo valore e rimarrà esclusa da molti altri. Alla fine si giudica gli altri per quello che conosci, ma conosci pochissimo.

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  5. Grazie, bellissimo, lo metterò in un biglietto e lo regalerò a mio marito che grazie a Dio è un maschio!

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  6. Oh… 😦 Sono assalita da una crisi d’identità. E se mi piacessero tutte queste cose del tuo elenco, infatti mi appartengono abbastanza (numero 4 a parte). Adesso che faccio? Come minimo un’autoanalisi.

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    • vuoi dire che sei una capra espiatoria? E soprattutto che ti PIACE esserlo? Vuoi dire che non entri in competizione con le donne che incontri? Caspita, se è così sei davvero una perla rara! 😉

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      • “capra” espiatoria? 😀
        Non so se mi piace ma non mi dispiace, e no, non entro in competizione con le altre donne, ma neanche avevo notato che altre lo facciano. Mio marito però mi ha rassicurata sul fatto che sono *veramente* donna. Strana, forse… 😉

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      • 61Angeloextralarge

        Karin e Don Fa’: sono una “capra espiatoria” ache io! Ieri non ho avuto molto tempo da dedicare ai post, ma avrei lasciato volentieri scritto un elenco molto simile a quello di questo post, intitolandolo: “Dieci motivi per cui amo essere donna”. Il termine “femmina” che si contrappone al termine “maschio” è più azzecato ma per quel che mi riguarda mi ricorda troppo gli animali… So’ schizzignosa? Me sa de’ sì! 😉

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  7. MI è bastato leggere il n.1 per sincerarmi del fatto che sono davvero una donna (mi pareva ma, ogni tanto, una conferma scientifica non guasta 😉 )

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  8. Pingback: Dieci motivi per cui amo essere un maschio | Andrea Pucci

  9. 1) Perché amo finire un lavoro e dopo averlo finito fermarmi a guardarlo e compiacermi di ciò che ho fatto (Le donne che conosco di solito non sono capaci di finire il lavoro, prima di finirlo stanno già pensando a quello che faranno dopo…)

    Che le donne (quelle che conosco io) facendo un lavoro stiano già pensando al prossimo è vero (e per questo sono spesso in affanno!), ma che per questo non ne finiscano uno, non lo trovo vero… casa mia sarebbe, scusate, un casino!
    E di solito quello che lascia lavori in giro da finire sono io, perché ogni lavoro è “un’opera magistrale” che nessun altro avrebbe potuto compiere (anche cambiare un lampadina…) ed ecco perché poi l’uomo (io almeno) si ferma a mirarla e rimirarla e chiedere ad essa: “Perché non parli?!” 😉

    Attendendo ovviamente il pauso di tutti gli astanti 🙂

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    • Ciò che intendevo dire non è che le donne non finiscono il lavoro, è ovvio che lo finiscono. Intendevo dire che non lo “sanno” finire, non hanno cioè, come noi maschietti, il gusto del lavoro finito.
      Credo che dipenda proprio dal fatto che, come dici tu, un uomo qualndo lavora lo fa per esprimere se stesso, per creare qualcosa, mentre una donna se fa una cosa la fa per la sua utilità, lei esprime se stessa in un altro modo, quindi dal suo punto di vista in un lavoro ben fatto non c’è niente da contemplare, l’essenziale è che funzioni.

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      • Grazie Don Fabio per avermi chiarito il tuo pensiero… mi ero fermato al “letterale”. A questo punto concordo… 😉

        Certo è che se pur non si soffermino a rimirare il lavoro finito… vanno in bestia se nessuno si accorge che l’hanno fatto (vedi marito in primis) !!
        😉 😀

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        • esprit74follet

          “Certo è che se pur non si soffermino a rimirare il lavoro finito… vanno in bestia se nessuno si accorge che l’hanno fatto (vedi marito in primis) !! ” forse perché tanto spesso il lavoro di una donna è dato per scontato e l’uomo si accorge di esso solo quando – per una qualsiasi ragione – non viene più svolto? O forse perché l’interesse del maschio è rivolto ad altri lavori e sottovaluta la fatica dei piccoli compiti quotidiani? (naturalmente sto dando per scontato che stiamo celiando sulle “piccole” incombenze domestiche che usualmente fanno parte dei compiti femminili… ) 🙂

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          • Non c’è dubbio sia come dici… ma, celiando per celiare (ma mica tanto…):
            Spesso mi arrabbio – lo so non dovremmo mai, ma ho un pessimo carattere – perché trovo mia moglie “stravolta dai lavori di casa” (n.b. che per lei come per molte è un doppio lavoro) o di cattivo umore per quel che è rimasto da fare, quando preferirei trovare un pavimento splendente in meno e… una moglie “splendente” in più! 😉 😀
            Lo so, sono un egoista (?)

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            • esprit74follet

              Già, capisco 😉 e no, non sei un egoista 🙂
              Il fatto è che per molte di noi i pavimenti splendenti non sono che un altro modo di accudire la famiglia 🙂 . A volte bisogna semplicemente ripartire meglio le incombenze domestiche tra moglie e marito (ormai per lo più entrambi lavorano fuori casa, quindi entrambi dovrebbero dare il loro contributo alla buona conduzione delle faccende domestiche – no, non è così scontato che accada), altre volte noi donne dovremmo imparare a chiudere un occhio sulla polvere che si accumula negli angoli. 😀

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            • I “famosi” GATTI!!! ahrrrgg – grido di terrore! Dio ci salvi dai gatti! 😉
              Quelli della polvere s’intende… per gli altri basta non li si scambi per dei bambini (come i cani e compagni bella) 😀

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          • Lulù

            Bellissimo! 🙂 sul lavoro aggiungerei che noi donne arriviamo sempre a filo..finiamo il lavoro 5secondi prima della scadenza perchè facciamo più cose contemporaneamente e forse perché ci piace anche il “brivido” di non sapere se finiremo in tempo.. però siamo creative mentre voi uomini siete metodici. Io non riguardo il lavoro svolto, non lo contemplo, cambio “capitolo” e vado avanti.
            Concordo anche sul “non mi capisci” : pretendo maggior comprensione da parte del mio fidanzato però mi rendo conto che spesso do per scontato l’averlo capito. Farò più attenzione! Complimenti per il post e per il blog!

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      • Cacciatrice di stelle

        Più che non sapere “finire il lavoro” penso che le donne non sappiano prendersi un momento di riposo e gustarsi l’operato. A me per esempio capita di non fermarmi mai dalle 6.30 del mattino fino alle 22, perché “c’è da fare”, e veramente mi sembra che se non ritiro quei calzini dallo stendino proprio stasera il mondo potrebbe crollare in mille pezzi! È anche vero che spesso i lavori che si prendono uomini e donne sono diversi: gli uomini sono portati e si prendono compiti “puntuali”, che so, montare la mensola nuova (che ti guarda triste da mesi dall’angolo dove l’hai poggiata al ritorno dal negozio). Una volta che la mensola è su il lavoro è finito, si può ammirarla con soddisfazione e intanto rilassarsi pensando che la composizione di quadri per il salotto (che piange in cantina) può aspettare il prossimo weekend. Le donne in genere si occupano di compiti di “mantenimento”. E chi lava i panni sa bene che una volta svuotato il cesto della biancheria esso si riempirà magicamente fino all’orlo prima che finisca l’ultimo bucato, che andrà steso, e quello sullo stendino andrà ritirato per fare posto a quello nuovo, e mentre quest’ultimo asciuga andrà piegato e stirato, il tutto senza pause, magari mentre si prepara la cena. Sono compiti diversi, importanti, ma, perdonatemi la partigianeria, grazie a Dio il bucato lo fa chi riesce a non fermarsi mai!!! 😉

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        • Beh, era esattamente ciò che intendevo io!
          Per come la vedo il momento contemplativo alla fine del lavoro, in cui ti fermi e ammiri l’opera delle tue mani è ciò che chiamo “finire il lavoro”: è parte essenziale del lavoro stesso, direi che è ciò che distingue il lavoro dell’uomo libero da quello dello schiavo

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        • C’è un libro interessante (di cui non ricordo il titolo) che spiega molte di queste dinamiche (come quella calzini/mensola) con le dinamiche esistenziali dei nostri antichi progenitori… possiamo tranquillamente risalire agli “uomini delle caverne”.

          Le Donne, già allora “multitasking” si dovevano occupare di più cose contemporaneamente ed avere una visione “allargata”, non particolarmente spinta in profondità, ma ad ampio spettro, anche per vegliare sulla prole e i loro movimenti.
          L’Uomo, fondamentalmente doveva occuparsi della caccia (o della difesa del nucleo famigliare), quindi un visione “mirata” – potremmo anche dire monofocale o “monotasking”, spinta più in profondità e anche capace di attesa e di cogliere ogni minimo impercettibile movimento.

          Poi va da sé, mentre la Donna si era occupata di tutta una serie di cose non di secondaria importanza, l’Uomo tornava con il suo “trofeo” sulle spalle, che era anche ciò che in concreto dava sostentamento alimentare alla famiglia o allo stesso clan…

          Naturalmente poi l’animale ucciso lo cucinavano le Donne… 😉
          mentre l’Uomo raccontava le sue mirabolanti gesta per procurasi il cibo (va anche detto che a volte per farlo rischiava la sua vita).

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  10. Max

    9) Perché non mi fiderei di nessun altro per salvare il mondo (non è che le donne non salvino il mondo, è che i maschi non si fidano del fatto che lo facciano). Penso che tutti, con molta umiltà, dovremmo imparare a scoprire e ri-scoprire ogni giorno l’importanza della complementarietà. Allora, Dio permmettendo, potremmo almeno sperare di salvare questo mondo che potrebbe essere migliore.

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  11. Salvatore Scargiali

    Noi donne noi uomini, giudizi sparsi… ma dite sul serio.

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  12. Carlina

    Se noi donne ci fermassimo ad ammirare tutti i lavori che facciamo saremmo delle statue!

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    • 61Angeloextralarge

      Carlina: carina questa! 😉

      Da qualche anno ho imparato a fermarmi, come dice Don Fabio. Avrei voluto farlo da tempo ma non riuscivo proprio a farlo, peché dovevo pensare a finire altri tre lavori in corso, quindi non avevo proprio tempo!

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  13. Guerra nel senso scherzoso , perchè è vero uomini e donne non potranno mai capirsi veramente ,ed è giusto che sia così , come può una donna capire il sentire di un uomo e un uomo il sentire di una donna?La cosa più bella da fare è comprendersi e capire che comunque viviamo ,mangiamo dormiamo , ridiamo ,amiamo ,soffriamo ugualmente. Sembra una cosa ovvia da dire…………..ma mica lo capiscono tutti.

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  14. E POI chi l’ha detto che la donna non rimane a guardare il suo lavoro finito?Una bella torta si guarda e,si mangia anche,un buon piatto di spaghetti si mangia prima con gli occhi ……..allora si guarda,un pavimento lucido senza una pedata, lo rimiriamo per ore ogni volta che ci passiamo,.
    noi donne guardiamo il nostro lavoro perchè non viene nessuno a dirti ” brava ” che bello, non te lo dicono anzi ti dicono che hai fatto il tuo dovere.
    e poi sai che ti dico che quando le donne fanno le cose con passione sono già soddisfatte non c’è bisogno di dire altro. Sanno quello che hanno fatto
    l,uomo invece vuole sempre essere rassicurato anche se ha fatto un buon lavoro…………………A a proposito io sono contenta di essere “donna”.

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  15. Pingback: 21 February, 2014 10:37 | Idee CattoLIKE

  16. http://youtu.be/r5v9yhTaArY …. Anche le donne, spesso, faticano a capire gli uomini !

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  17. Premetto che un pizzico di misoginia è necessaria alla sopravvivenza.
    e apprezzo la scorrettezza politica di questo post.
    Pero’ non sono daccordo.
    i maschi sarebbero più concreti delle donne?
    Ci piace pensarlo, certo.
    Le donne tengono insieme la famiglia. Le donne sono la famiglia.
    I sogni di gloria maschili sono corallo prosperato sulla roccia del femminino.
    La presunta irrazionalità delle signore è in armonia col caos dell’universo.
    Chi ha detto che il nostro delirio tassonomico e analitico sia la cifra dell’intelligenza?
    Le donne ti lasciano conquistare il mondo, se è questo che vuoi.
    capaci di svettare su costruzioni logiche rarefatte, di sognare castelli e scarpe.
    e di cambiare rubinetti, sgrumare cessi.
    Demoliscono le velleità del marito con una frase.
    Presidiano il nido.
    Cucinano e nutrono, a costo di rubare il pane.
    CI accolgono tra le puppe sudate, senza domande e condizioni.
    Custodiscono oro e gioielli, insieme alla saggezza della specie.

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  18. Che meraviglia …………………..e devo dire che è vero. Io mi reputo una persona semplice ma questa ovazione me la voglio godere ,ci sono troppi uomini ancora che non la pensano così, o se la pensano non lo dicono.

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  19. Mario G.

    Che colpo don Fa’ ! Hai contemplato il frutto del tuo “lavoro”? Hai visto quanti commenti al tuo post?
    Grazie perché ci permetti di rifare il punto sulla nostra situazione di maschi e di femmine…

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  20. Massimo

    Manca nell’elenco quanto è bello pisciare all’aperto su un prato o ai bordi delle strade di campagna nelle notti d’estate. E lo dico seriamente

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  21. armando

    bel decalogo. Sottolineo fra gli altri i punti 2 e 6. Su quest’ultimo c’è poco da fare. L’immaginario eroico è maschile, e guai se venisse a mancare. Il mondo sarebbe ancora quello di molti millenni orsono. Brecht sbagliava clamorosamente quando scriveva “beati i popoli che non hanno bisogno d’eroi”. Direi al contrario “sventurati i popoli che non riescono a generare eroi”, come l’esausto occidente odierno, femminilizzato e buonistizzato (mi si perdoni l’orribile neologismo). Quanto al punto 2 (la roccia sulla quale si infrange l’emotività), la mia psicanalista (ex) diceva che gli uomini hanno necessità “dell’ isteria femminile” perchè li attiva, mentre le donne necessitano di uomini che traccino anche per loro i limiti e i confini entri i quali esprimersi senza tracimare.

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