In difesa di San Valentino

Roma - San Valentino 2014 in Vaticano con Papa Francesco

Diceva Mao-Tse-Tung che il rivoluzionario deve essere un pesce che nuota nelle masse, intendendo dire con questo che non deve essere uno snob, uno che si schifa del contatto con la gente, ma al contrario deve essere uno capace di sentire con il popolo.

Sarà per questo che la sinistra italiana sembra essere irrimediabilmente condannata alla sconfitta e il PD incapace di vincere le elezioni anche se si presentasse da solo: per il suo insopportabile elitarismo, per quello sguardo di superiorità con cui guardano tutto e tutti.

Ma in verità anche noi Chiesa non è che stiamo messi molto meglio.

Notavo ieri su FB quanti miei confratelli sacerdoti o intellettuali cattolici ci tenevano a far sapere al mondo intero che loro NON festeggiavano S. Valentino, ma Cirillo e Metodio.

Che, voglio dire, sarebbe pure una scelta legittima, ma volerlo dire in quel modo implica una presa di distanza, un volersi chiamare fuori, che sa tanto appunto di snobismo, di elitarismo, che, sappiatelo, fa a pugni con qualsiasi evangelizzazione o apostolato in ogni forma lo vogliate declinare.

Già perché l’apostolo, ancor più del rivoluzionario, deve saper nuotare nelle masse, deve saper discettare con pari competenza delle vette della spiritualità e del 4-3-3, se maschio, o di Chanel e Versace se femmina. Deve appassionarsi per ciò a cui la gente si appassiona e godere per ciò di cui la gente gode. Solo così potrà ricondurre tutto a Cristo, senza nulla rifiutare, anzi accogliendo la sia pur piccola scintilla di bene presente in ogni cosa e volgendola al Bene superiore.

Il caso di San Valentino è emblematico.

Certo che dà fastidio un romanticismo tutto zucchero e miele, con scatole di cioccolatini e zucchero filato rosa, certo che il vero amore è un’altra cosa, ma voi veramente vorreste un mondo in cui gli adolescenti non siano stupidi? Veramente vorreste un mondo senza romanticismo?

Se mi guardo in giro, io non vedo intorno a me un mondo sdolcinato. Vedo invece un mondo di ferro e cemento, terrificante e spietato, dove lo spuntare di un amore adolescente, come una piccola margherita nell’asfalto, mi intenerisce e mi fa gridare al miracolo.

Di fronte alla spaventosa mancanza di affettività che ci circonda, perfino questo romanticismo incline al diabete è meglio della tragica morte del cuore. Non è questo il tempo di potare le foreste, è il tempo di irrigare i deserti, non ve ne siete accorti?

E allora accolgo con immensa gioia l’iniziativa lanciata dal Papa, che come un vero rivoluzionario, come un vero apostolo, si trova perfettamente a suo agio a nuotare nelle masse e così spiazzando tutti, per la prima volta in Vaticano si inventa la celebrazione di San Valentino. Una prima volta a cui sarà difficile che non ci sia un seguito.

Cedimento al commerciale, populismo, cercare un facile consenso… no, no, niente di tutto questo, ma la capacità di chinarsi sull’uomo concreto, quello vero, quello che ama e odia, che suda e si arrabbia e poi gioisce per un sorriso della sua ragazza e si dimentica di tutto.

Capacità straordinaria di chinarsi sul piccolo, sull’umile, sul basso e sollevarlo verso il più grande.

Senza che si senta giudicato né disprezzato.

Già perché Dio è talmente grande da prendersi cura delle pene d’amore di una Giulietta qualunque e di un qualsivoglia Romeo con la stessa sollecitudine e partecipazione con cui si prende cura della pace nel mondo e certo chi crede che sia troppo occupato per pensare a questo E a quello non lo pensa infinito.

Nessuno è troppo piccolo per Dio, nulla è troppo basso per Lui.

Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo diceva S. Ignazio di Loyola (non può essere costretto dal più grande, ma si lascia contenere dal più piccolo).

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12 commenti

Archiviato in Attualità, Spiritualità, Vita da prete

12 risposte a “In difesa di San Valentino

  1. Lidia

    d’accordo su tutto! Però io – da slavista e appassionata di Europa dell’Est – Ss. Cirillo e Metodio li amo davvero tanto – sono proprio sfigati, poveri tesori, nessuno se li fila…e invece sono due grandissimi! Io farei una petizione per spostarne la festa 😦
    a parte questo, verissimo tutto 🙂

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  2. Patrizia

    Sinceramente non riesco a capire il senso di questo articolo. Che senso ha mette in contrapposizione, bollandoli con appellativi negativi, coloro che hanno celebrato un Santo rispetto ad un altro? Credo che nel cristianesimo vala la logica dell’ ” et -et”. Io sono una persona normale, con poca fede, purtroppo e senz’altro peccatrice: mi ha fatto piacere sentire nella mia parrocchia ( con parroci normali, non elitari nè snobisti) sentire la storia di San Cirillo e Metodio. Così come mi ha fatto piacere sapere dell’incontro del Papa con i fidanzati. Chi l’ha detto che entrambe le cose non possano coesistere? Perché esprimere giudizi così pesanti? All’uomo normale, al cristiano medio, a noi “cercatori di Risposta”, a me! … interessa ciò che aiuta a dare speranza certa sulla Salvezza e ciò che mi aiuta a trovare la giusta strada. Mi sembra che ognuno possa essere aiutato da forme differenti:
    “Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune…”

    Tutto il resto, mi scusi, sono divergenze di opinioni, ma le opinioni non credo siano la trasmissione della Fede in nostro Signore e nostro Salvatore, grazia che attendo da molto tempo. Io vorrei che un Sacerdote mi trasmettesse questa “speranza certa”, perché da sola non c’è la faccio.

    Grazie per l’attenzione e la comprensione. Mi scuso se non ho saputo edulcorare la mia reazione

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  3. Tante persone ,perdono quel poco di fede che hanno, sembra che la chiesa vada sempre contro di loro . Prima cosa san Valentino è un santo come un ‘ altro è solo legato alla festa degli innamorati, non gli si era data mai la giusta importanza spirituale .Ora il PAPA stesso gli da importanza benedicendo(e l’ ha fatto anche il mio parroco ) le coppie di fidanzati e c’è sempre chi( sembra ) vuole remare contro. Più umiltà e obbedienza,non può un sacerdote alzarsi la mattina e decidere ciò che gli pare ,ma ponderare al meglio prima di fare, ogni sacerdote è responsabile ( come tutti del resto) delle risposte che da.

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  4. Giampiero

    Seguendo Patrizia.
    Difficile difendere don Fabio. Desterebbe anzitutto i suoi sospetti. Perciò non lo farò. Ma una cosa è certa: è indispensabile strappare al laicismo, insinuatosi come un ladro, ciò che dell’armamentario dell’evangelizzazione le è stato sottratto, ciò che ci è stato sottratto come uomini , prima che come cristiani. Natale venduto come “spirito del natale” trionfo del melenso commerciale, le feste patronali come solo sagre e non mai sacre, tanto da poter essere monetizzate, accorpate, spostate, abolite. Per non parlare del ferragosto pagano, mai più e mai nemmeno un po’ festa dell’Assunta. Entrare nelle ragioni della perdita di senso di una civiltà occidentale al tramonto,senza più etica,né morale, schiava continuamente violata della novità del pensiero debole e relativo. Non dico di essere e di apparire “sine nobilitate” (snob) di ritorno per troppe immersioni nel fango del populismo ideologico. Sempre di fango si tratta,poco termale e spesso corrosivo. Però vedo necessaria una azione la più incisiva, fantasiosa e coraggiosa possibile per (ri)dare valore a ciò che la tradizione cristiana nei secoli ha detto e scritto di sé, per dare senso alla vita non solo dei cristiani, ma a quelli che credono di esserlo e a quelli che dovrebbero esserlo, perché non sanno quello che si perdono. Non glielo hanno mai detto.
    Fabio ci prova da quando lo conosco. Il Papa Francesco lo fa, lo sa far bene e fa bene a farlo.

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  5. Si si mi piace ed è giusto quello che dici,Giampiero.Tutto sta scomparendo
    ed è un pianto vero anche per questo tanti si allontanano,non c’è comunità ,c’è un grande individualismo,le persone si sentono sole e hanno una grande voglia di parlare ,di comunicare.dobbiamo fare come dice Papa Francesco comunicare tramite il vangelo e lasciare che le persone dicano la loro ,anche sbagliando,ma sbagliando si impara sta a tutti noi cristiani
    aiutare dove è possibile. Don Fabio sta cercando di far diventare la nostra parrocchia una vera comunità.

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  6. Patrizia

    Caro Giampiero, sarò stata particolarmente fortunata, ma di sacerdoti, religiosi e consacrati che non hanno paura di annunciare il Vangelo con “azioni incisive” ne conosco davvero molti. Più o meno brillanti, più o meno fantasiosi, più o meno simpatici od empatici. Ma coraggiosi sì. E di Papi coraggiosi ne ho conosciuti cinque nella mia vita, ognuno con il proprio carisma. Santo Cielo, qua stiamo parlando della Salvezza che il Signore ci ha promesso, che ci viene trasmessa da “Uomini di Dio”, con i loro punti di forza e di debolezza dell’essere uomini. Mi voglio spiegare meglio: non amo i distinguo nè tra Santi, nè tra religiosi (e, per come ho compreso questo articolo, i “distinguo” ci sono… ).Ma forse ho capito male…
    La cosa importante è che riescano a fare arrivare al cuore e alla mente degli uomini, al mio cuore e alla mia mente, la Verità della Promessa. Che la Promessa della Salvezza, della Gioia eterna sia vera anche per me. Ripeto: sia vera anche per me! Di quale Santo si servano per fare arrivare la fede a me ritengo sia un problema di secondo ordine.
    Mi scuso, non vorrei essere troppo polemica, ma sono stanca di sentire storie di Papi di serie A e di serie B, etc. etc. etc.

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    • Cara Patrizia per la verità non dovrebbe neppure esserci un gran divisione tra “religiosi” e i cosiddetti laici…

      Diversità di ministero certo, ma in quanto ad annuncio della Promessa, della Salvezza, dovrebbe bastare essere Cristiani…
      Poi su storie di Papi serie A, B, ecc… pienamente d’accordo.

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      • Patrizia

        Hai ragione, c’è il sacerdozio battesimale e il sacerdozio ministeriale. Siccome io mi sento fragile sul primo punto, mi sento fragile come Cristiana, punto molto più sull’aiuto di religiosi… Ma senz’altro è un mio limite. Grazie per avermelo ricordato, Bariom. Davvero. Molti saluti

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